Foratura profonda: i suoi impieghi principali

foratura profonda

Macchina utensile, utensili, fluido da taglio… Tanti i fattori che influenzano le lavorazioni di foratura. Ma attenzione alle criticità!

La foratura è una delle lavorazioni per asportazione di truciolo più comuni, di larghissimo impiego nell’industria meccanica, ma non solo.

Nel tempo il concetto stesso di foratura si è “evoluto” e, pur mantenendo una forma relativamente semplice del foro, i gradi di precisione, dalla tolleranza geometrica a quella dimensionale, nel rispetto della qualità della superficiale, sono andati modificandosi, in accordo con la funzione richiesta al foro.

Fatta salva la qualità richiesta e la conformazione dell’imbocco (o dell’uscita), sono essenzialmente due i parametri che differenziano fra loro i fori:

– il diametro, con la conseguente influenza diretta sull’utensile e sulla potenza richiesta per l’asportazione (quindi, sulle caratteristiche della macchina utensile);

– il rapporto profondità/diametro, che porta ad evidenziare le caratteristiche e le criticità della lavorazione.

Sempre più richieste sono le forature che richiedono punte a forare con un elevato rapporto lunghezza/diametro, in grado quindi di eseguire forature profonde, tenendo conto che la tendenza a flettere dell’utensile aumenta con il crescere del rapporto L/D (o P/D), innescando criticità tali che possono portare alla rottura dell’utensile e allo scarto del pezzo lavorato.

Cosa si intende per foratura profonda?

In letteratura viene definita foratura profonda quella lavorazione per asportazione di truciolo di fori caratterizzati da un rapporto fra profondità e diametro (P/D) relativamente grande, cui consegue un altrettanto elevato valore L/D dell’utensile.

Di norma, viene ritenuta profonda una foratura con una lunghezza che supera almeno di 5 volte il diametro, arrivando a un limite massimo di 150:1; oltre tale limite, la foratura è possibile, ma viene catalogata come “speciale”, e richiede utensili e accorgimenti dedicati.

Il range è evidentemente notevole ed è per questo che sono richieste tecnologie differenti, in genere valutate caso per caso, sia in virtù dei diversi risultati che si devono ottenere, che dei conseguenti costi di processo.

Dove è richiesta la foratura profonda?

Oggi si sta assistendo, nonostante le attenzioni di lavorazione richieste, a una sua crescente richiesta, in particolare laddove si renda necessario alleggerire, raffreddare, o comunque ottimizzare il gradiente termico e la deformazione del manufatto, in accordo con le specifiche di progetto.

Classiche applicazioni sono gli stampi in plastica, pressofusione, termoformatura, particolari aeronautici, particolari oleodinamici, trasmissioni meccaniche, componenti per il settore biomedicale….

La foratura profonda si rifà ai principi base della foratura: particolare attenzione deve essere posta dell’individuazione dei corretti parametri tecnologici (in particolare velocità di taglio e avanzamento), nella scelta dell’utensile e del sistema di lubrorefrigerazione.

Infatti, il controllo del truciolo e la sua corretta evacuazione sono fondamentali se si vogliono evitare danni al pezzo e/o all’utensile, con le conseguenti ricadute sull’efficienza e sulla produttività.