Proroghe 2023, facciamo il punto

Arrivano dallo Stato e dalla Commissione europea buone notizie per le Pmi, che vedono la possibilità di proroga, anche per tutto il 2023, di una serie di aiuti e incentivi legati al momento di crisi.

Unione europea

Partiamo dall’Europa, dove il quadro temporaneo di crisi è stato adottato il 23 marzo 2022 ed è stato modificato una prima volta il 20 luglio per integrare il pacchetto di preparazione all’inverno (REPowerEU). In questo senso si è agito così: proroga fino al 31 dicembre 2023 di tutte le misure previste dal quadro temporaneo di crisi; aumento dei massimali fissati per gli aiuti di importo limitato fino a 250 mila e 300 mila euro per le imprese che operano, rispettivamente, nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura, e fino a 2 milioni di euro per le attività di tutti gli altri comparti; aumento delle possibilità di sostegno per le imprese colpite dall’aumento dei costi dell’energia, fatte salve le misure di salvaguardia. Più nel dettaglio, i paesi membri saranno autorizzati a calcolare il sostegno sulla base dei consumi passati o correnti, tenendo conto della necessità di garantire il proseguimento delle attività economiche; introduzione di nuove misure volte a sostenere la riduzione della domanda di energia elettrica. Prorogata fino al 31 dicembre 2023 la possibilità di concedere misure di sostegno agli investimenti per una ripresa sostenibile nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di stato legato all’emergenza pandemica.

Italia

Venendo più nello specifico della situazione italiana, le possibilità di proroga fino al 2023 risalgono ai decreti MiSE del periodo della pandemia (cfr. GU 4 febbraio 2021), che agiscono nel quadro del Regolamento UE 651/2014 come modificato dal Regolamento 972 del 2020. Per le Pmi si parla in particolare di: agevolare progetti transnazionali di sviluppo sperimentale e ricerca industriale; agevolare il credito di imposta per le società che iniziano procedure di quotazione; incentivare i progetti nell’ambito dell’industria sostenibile e dell’agenda digitale; intervenire a sostegno del programma Horizon 2020 e Space Economy; intervenire nelle regioni meno sviluppate con programmi di investimento coerenti con il Piano Nazionale Impresa 4.0, per favorire la transizione delle Pmi verso la fabbrica smart; riqualificare le aree di crisi industriale; finanziare l’acquisto di nuovi macchinari, attrezzature e strumenti (Nuova Sabatini); riordinare gli interventi a favore delle startup innovative; rafforzare il Fondo Nazionale Innovazione. Tutto ciò in considerazione, appunto, della proroga a tutto l’anno 2023 del Quadro temporaneo di crisi.