Smart&Start Italia, la misura agevolativa per l’impresa

Gestito da Invitalia, l’incentivo finanzia i progetti delle startup, incoraggiando l’occupazione e promuovendo una strategia di crescita sostenibile.

Negli ultimi 30 anni il mercato ha assistito all’evoluzione di una nuova figura che, in
maniera sempre più stringente, ha occupato un ruolo importante nel grande puzzle dell’economia internazionale. Nascono negli USA, verso metà anni ’70, ma è solo dai ’90 che se ne inizia a parlare anche in Europa: le startup diventano quindi sinonimo di modernità, collegate all’idea di progresso tecnologico e produttivo. Nel tempo, l’interesse della comunità imprenditoriale è aumentato e ciò ha coinciso con una risposta anche normativa, da parte dei decisori politici. Soprattutto nell’ultimo decennio, con un mercato sempre più orientato all’innovazione, le startup sono diventate destinatarie di importanti misure agevolative. In Italia, con cadenza ravvicinata e ingenti risorse, vengono emanati diversi bandi che favoriscono la crescita e l’affermazione delle “imprese emergenti”. Tuttavia, lo strumento (per eccellenza) che supporta le startup è la misura Smart&Start Italia, istituita oltre otto anni fa e perennemente operativa per la crescita di tale tipologia societaria. Vediamo, allora, come funziona questo “sportello” – operativo dal 2014, sempre attivo e senza graduatorie o scadenze – e come poterlo utilizzare.

I requisiti e i beneficiari dell’incentivo

Smart&Start è una misura agevolativa che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico. Finanzia progetti e piani d’impresa con caratteristiche precise e ha, tra i vari obiettivi, anche lo stimolo di un’innovativa cultura imprenditoriale che punta sull’economia digitale. Attraverso la sovvenzione vengono valorizzati i risultati della ricerca scientifica e tecnologica e – sulla scia del trend che da qualche anno sembra vincente – si opera affinché i cervelli nazionali, ora all’estero, siano incoraggiati a rientrare in Italia. Questo aspetto è particolarmente interessante, con tratti di moderno patriottismo e orgoglio italico; d’altra parte il nostro paese ha bisogno di innovazione e, effettivamente, bisogna offrire una contropartita valida per poter richiamare inland le competenze che ora arricchiscono i competitor internazionali. Con Smart&Start Italia si promuove, quindi, sull’intero territorio nazionale, una nuova imprenditorialità, dedicata al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione economica della ricerca congiunta, tra pubblico e privato. La misura finanzia i progetti che presentino spese non inferiori a 100 mila euro ma non superiori a 1.5 milioni, e il finanziamento può essere richiesto da tutte le startup innovative iscritte nella Sezione speciale del Registro delle Imprese: si tratta di giovani realtà, operative da meno di cinque anni. L’agevolazione è destinata anche alle persone fisiche, organizzate in team, che “promettono” di costituire una startup innovativa: l’impresa andrà infatti formalmente costituita entro e non oltre trenta giorni dalla ricezione della comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Se non si rispettano i termini, il beneficio decade. Non ci sono limiti geografici: sono ammessi anche gli italiani residenti all’estero e i cittadini stranieri in possesso di una “startup Visa”, una sorta di certificazione che il MI-MiT concede agli imprenditori extra UE intenzionati ad avviare in Italia, singolarmente o in team, una nuova startup innovativa. Sono poi ammesse anche le persone giuridiche straniere, a condizione che abbiano, o si impegnino ad avere, una sede operativa in Italia. Come per ogni bando pubblico, le imprese richiedenti dovranno presentare i classici requisiti di regolare iscrizione alla CCIAA, il pieno e libero esercizio dei propri diritti, l’assenza di procedure concorsuali e la regolarità in materia di normative edilizie, del lavoro et similia. Non saranno ammesse le imprese in liquidazione o che hanno avuto problemi con precedenti finanziamenti statali, nonché quelle con soci o management condannati in via definitiva per specifici reati.