Operai e tecnici specializzati, gli introvabili del lavoro

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Fra le figure professionali specializzate difficili da reperire ci sono i tornitori e i dentatori di ingranaggi. Parola di Andrea e Fabrizio Boeri

Per approfondire lo scottante tema della carenza di personale qualificato e della formazione, che dovrebbe evolvere per rispondere alle future esigenze del mondo industriale, abbiamo interpellato Andrea e Frabrizio Boeri, titolari di Anfabo, per capire cosa essi si aspettino dalle nuove generazioni di tecnici e come il sistema dell’istruzione possa o debba contribuire alla crescita del Paese.

Andrea e Fabrizio Boeri, titolari di Anfabo

Operai e tecnici specializzati, gli introvabili del lavoro: quali sono le professionalità da voi più richieste, ma più difficili da trovare?

Negli ultimi anni sono aumentate le figure professionali che non si riescono a trovare sul mercato e, a guidare questa classifica, sono proprio le industrie della meccatronica seguite da quelle metallurgiche. Anche la nostra azienda incontra grosse difficoltà nel reperire e inserire nel proprio organico risorse umane professionali specializzate in special modo tornitori e dentatori di ingranaggi. Vista la mancanza di candidature spontanee abbiamo deciso prima di tutto di sfruttare la possibilità offerta dai nostri canali social senza però sottovalutare l’importanza del classico “passaparola” ma i risultati sono stati deludenti e così, non avendo trovato nessun profilo che rispecchiasse le nostre necessità, ci siamo dovuti affidare ad agenzie interinali che hanno però confermato la difficoltà in questi anni a ricercare e trovare operatori nel settore meccanico, non solo su figure già specializzate ma anche e soprattutto tra i giovani neo diplomati.

Perché la collaborazione fra didattica e industria stenta a decollare? Perché i due mondi parlano lingue differenti?

Da qualche anno collaboriamo con diversi istituti tecnici e professionali del nostro territorio per quanto riguarda gli stage formativi di ragazzi che frequentano ancora l’ambito scolastico. Questi stage fanno parte della carriera scolastica e del piano formativo degli studenti e con i tutor scolastici cerchiamo di trovare il profilo più pertinente al nostro ambito lavorativo. In questo modo abbiamo potuto creare un rapporto privilegiato con i futuri operatori del settore e allo stesso tempo abbiamo cercato di capire meglio quali possano essere le difficoltà maggiormente riscontrate nella nostra realtà.

Da parte dei ragazzi è emersa la consapevolezza di non essere ancora pronti per il mondo del lavoro e di non aver sviluppato sufficienti competenze ed esperienze soprattutto pratiche a scuola. Inoltre ci hanno confessato di sentirsi ancora poco abili nella gestione della propria emotività messa sotto stress da una situazione completamente nuova e da persone che non conoscono e con le quali devono collaborare. Come azienda sappiamo bene di avere una grossa responsabilità nei confronti di questi ragazzi che si impegnano mettendosi alla prova, cercando di prendere più responsabilità e capire meglio come funziona il mondo del lavoro. Riteniamo che questi stage siano molto importanti per la crescita professionale dei ragazzi e hanno lo scopo di avvicinare e favorire l’interazione tra il mondo del lavoro e dell’industria e il mondo della scuola.

Operazione di dentatura a coltello in Anfabo

Come dovrebbero essere strutturati i corsi di formazione professionale, secondo voi?

I corsi di formazione professionale hanno come obiettivo la preparazione di personale altamente specializzato da inserire nel ciclo produttivo delle aziende. Rappresentano il sottile filo che lega la scuola al mondo del lavoro e che deve essere in grado di fornire le competenze e le abilità necessarie a formare i giovani che vogliono entrare in azienda, permettendogli un elevato livello di specializzazione, necessario a rispondere all’ampia domanda sempre più crescente per i prossimi anni.

In questo percorso dovrebbero quindi inserirsi le varie imprese del territorio a completamento di una formazione spesso troppo teorica e purtroppo non supportata da docenti con sufficiente esperienza pratica, anche per colpa del numero sempre minore di assistenti di laboratorio che possano trasmettere informazioni tecnico/pratiche. Non ultimo va considerato il fattore legato d una eccessiva prudenza sulla sicurezza in ambiente scolastico che ha portato alla chiusura di molti laboratori tecnici dotati di macchinari ormai obsoleti.

Secondo una ricerca di AlmaDiploma le imprese alle prese con Industria 4.0 e la rivoluzione green e digitale non riescono a trovare quasi un profilo su due a causa soprattutto della preparazione non adeguata alle esigenze occupazionali. I percorsi formativi attivati negli ITS (Istituti tecnici superiori) potranno, secondo voi, colmare questo gap di competenze?

Le nuove generazioni di ragazzi che usciranno dagli istituti tecnici superiori sono nate e cresciute nell’era della rivoluzione digitale e green, avranno senz’altro una mentalità più aperta e un approccio differente verso questi temi; cosa che non appartiene alle generazioni passate, cresciute in un ambito completamente diverso e con priorità molto differenti. La nostra esperienza al momento ci conferma l’impossibilità di colmare questo gap, che rimane dunque la vera sfida per i prossimi anni.

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