Tensioni sul Mar Rosso: le conseguenze sui trasporti

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La crisi in Medio Oriente ha avuto un enorme impatto sulla logistica mondiale, che continua senza accennare ad attenuarsi, nonostante l’intervento militare di Gran Bretagna e Stati Uniti nello Yemen contro i ribelli Houthi, volto a bloccare gli attacchi portati alle portacontainer dirette al Canale di Suez.

Nulla di buono all’orizzonte

Secondo il magazine online TrasportoEuropal’11 gennaio scorso il noleggio per un container da 40 piedi da Shanghai a Genova ha avuto un aumento del +25% rispetto alla settimana precedente, raggiungendo i 5000 dollari. Leggermente più basso il noleggio spot tra Shanghai e Rotterdam, pari a 4.406 dollari, ma segnato comunque da un aumento del 19%. In generale, l’indice a livello globale segna un incremento del 15%. Restano invece stabili i noli transatlantici, non toccati dalla crisi nel Mar Rosso.

La situazione è destinata a peggiorare e, secondo la previsione della piattaforma specializzata Xeneta, i possibili incrementi, rispetto a metà dicembre, potrebbero raggiungere il 200% delle tariffe di trasporto marittimo dall’Estremo Oriente agli scali del Mediterraneo e Nord Europa. All’aspetto economico si aggiungono i disagi in termini di ritardi o mancati arrivi, dovuti agli attacchi Houthi e alla conseguente deviazione delle navi verso Capo di Buona Speranza che allunga il viaggio di una decina di giorni.

I primi effetti incominciano a farsi sentire in Europa, ad esempio, Tesla ha annunciato di dover sospendere la costruzione delle sue autovetture elettriche in Germania, a causa della mancata ricezione di alcuni componenti provenienti dall’Asia.

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