Una missione simulata sul pianeta rosso dà il via all’orto marziano

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Testare strumenti, apparecchiature e procedure e condurre esperimenti e progetti che coinvolgono oltre 200 scienziati provenienti da 26 paesi in tutto il mondo: è questa la missione Amadee-24, organizzata dall’Austrian Space Forum, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Armena, per aprire la strada alle future missioni di esplorazione dello spazio. A fornire cibo fresco all’equipaggio sarà Hort3Space, un orto ipertecnologico, realizzato da ENEA in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di Sapienza Università di Roma, che permetterà di massimizzare la produzione e di ridurre il consumo delle risorse e il carico di lavoro dell’equipaggio, incrementando al contempo il recupero e il riciclo degli scarti.

Un sistema innovativo di coltivazione idroponica multilivello, completamente automatizzato, modulare, dotato di specifiche luci LED e di un braccio robotico integrato. Nell’orto italiano si coltiveranno vegetali in grado di adeguarsi alle condizioni estreme sia terrestri che spaziali, come il ravanello rosso e il cavolo rosso, entrambi ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali. Per raggiungere queste finalità, il team di ricerca ha messo a punto un manuale operativo con le procedure per trasferire agli astronauti analoghi tutte le informazioni sull’installazione della piattaforma, l’avvio delle attività in piena autonomia, la manutenzione in caso di arresti e guasti. Il tutto sarà coordinato dal Mission Support Center di Vienna, con cui ci saranno 10 minuti di ritardo nelle comunicazioni al fine di simulare la distanza dalla Terra a Marte, come avviene nelle reali missioni spaziali.

Finalità del progetto

Gli esperimenti avviati sull’orto made in Italy serviranno a verificare la fattibilità dell’intero processo di coltivazione idroponica automatizzata, a comprenderne i consumi energetici di risorse idriche e fertilizzanti e a studiarne la produttività.

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