Valutare gli investimenti dati alla mano

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Ogni impresa si trova costantemente a investire per non perdere il proprio vantaggio competitivo. Ma come si possono approcciare gli investimenti con un metodo matematico in modo da far parlare i dati invece che le emozioni?

Nel mondo imprenditoriale, ogni decisione finanziaria è una scommessa sull’avvenire. La valutazione degli investimenti è una pratica fondamentale per ogni azienda che miri a crescere, prosperare e mantenere una posizione competitiva nel mercato; essa è inoltre cruciale perché consente alle aziende di allocare le risorse finanziarie in modo efficiente ed efficace. Senza una valutazione adeguata, le aziende rischiano di investire in progetti che potrebbero non generare ritorni adeguati o, peggio ancora, comportare perdite significative di capitale. Pensiamo ad esempio a una carpenteria che decida di acquistare un nuovo impianto di taglio laser: innanzi tutto, esso è davvero necessario? Detta in altre parole, sarà possibile, tramite il nuovo impianto, generare un incremento di valore che andrà a coprire i costi dell’investimento? Se sì in quanto tempo ciò avverrà? A tutte queste domande è possibile rispondere operando una valutazione economica, procedendo cioè a tradurre il tutto in flussi di cassa. Vediamo nello specifico come procedere.

Investire ok, ma in cosa?

Il primo step consiste nell’identificare l’investimento di cui si ha bisogno: vi sono molteplici strade che dipendono tutte dalla peculiarità dell’azienda oggetto di analisi. Il primo consiglio è analizzare la questione razionalmente senza farsi condizionare dall’età di un singolo macchinario oppure da una nuova tecnologia appena uscita sul mercato; le decisioni prese di pancia di solito sono pessime consigliere. Investire dovrebbe essere sempre una questione di priorità e nel definire queste priorità sono fondamentali due concetti: la catena del valore e l’analisi di Pareto. La prima serve a definire quali sono tutte le fasi e tutte le lavorazioni che consentono all’azienda di sviluppare il proprio prodotto identificando quelle ritenute “core” e che quindi non possono essere interrotte o esternalizzate. L’analisi di Pareto, ovvero l’analisi effettuata sulle frequenze cumulate relative che esplica il principio empirico che il 20% delle cause genera l’80% degli effetti, aiuta invece a individuare tutti quegli impianti di importanza critica che vengono coinvolti maggiormente nello sviluppo dei prodotti. È buona norma, infatti, effettuare prima gli investimenti che interessano attrezzature critiche e centrali per l’impresa e solamente in un secondo momento investire su quelle che sono le lavorazioni accessorie. Una volta definito l’oggetto dell’investimento è utile informarsi con i principali produttori partecipando a fiere, open house e chiedendo consulenze e preventivi per avere gli elementi di partenza per effettuare l’analisi.

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