DPI, se non mi proteggo…

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… qualche volta va bene, ma il rischio è quello dell’infortunio. I DPI sono un salvavita o una seccatura?

Durante la pandemia i dispositivi di protezione individuale, leggesi mascherine e guanti, erano considerati alla stregua di salvavita, ritenendo un obbligo che venissero adeguatamente forniti alla popolazione. Verrebbe da chiedersi perché, oggi come ieri, in officina troppe volte i dispositivi di protezione individuale siano visti come un accessorio eccessivo, se non addirittura un intralcio: ma quante volte preservano l’incolumità dell’operatore?

DPI: chi sei?

In Italia si parla di DPI, l’acronimo di Dispositivo di Protezione Individuale mentre, a livello internazionale, si fa riferimento a PPE, ovvero Personal Protective Equipement, ma, di fatto le due sigle indicano tutte quelle attrezzature che gli addetti devono indossare o comunque avere con sé, come è il caso di ambienti con presenza di radiazioni. L’obiettivo è quello di essere protetti durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Per quanto riguarda l’Italia, i DPI devono rispondere alla normativa sulla sicurezza che, con il D. Lgs. 81/08, art. 74 §1, li definisce come qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. L’articolo 75 dello stesso decreto specifica che i dispositivi di protezione individuale vanno utilizzati quando l’adozione delle misure tecniche preventive e/o organizzative di protezione collettiva non risulti sufficiente all’eliminazione di tutti i fattori di rischio. I DPI sono al tempo stesso un obbligo e un dovere. E anche un dovere sociale. Il datore di lavoro ha l’obbligo di individuare i DPI più opportuni, in conformità col tipo di lavoro da svolgere, cioè devono essere adeguati alle condizioni del luogo di lavoro, ai rischi che devono prevenire, chiaramente senza esporre il lavoratore a rischi di altra natura, oltre che tenere in considerazione le eventuali specifiche esigenze, anche di salute, del lavoratore. I DPI devono quindi soddisfare caratteristiche di comfort, ergonomia, innocuità e solidità, rispondendo agli stress test ed essendo certificati come conformi alla normativa europea. Per contro, il lavoratore ha l’obbligo di utilizzo dei DPI messi a sua disposizione dal datore di lavoro: il lavoratore che spontaneamente non usa i DPI forniti, è perseguibile tanto quanto il datore di lavoro che non provvede a fornirli.

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