Per ridurre l’impatto ambientale del settore delle costruzioni, uno dei maggiori consumatori di risorse ed energia, generatore di emissioni e rifiuti, la soluzione più efficiente è il riutilizzo diretto dei materiali.
Il riutilizzo dei materiali, fondamentale per l’economia circolare, promette di abbattere ulteriormente l’impronta ecologica. La sfida, però, non è semplice: progettare e costruire utilizzando elementi non standard, irregolari ed eterogenei, partendo dagli scarti di produzione o demolizione!
La risposta arriva dall’avanguardia della ricerca che propone di unire il design generativo e la fabbricazione robotica. Un algoritmo è in grado di esplorare il magazzino di materiali di recupero, analizzandone forma, dimensioni e proprietà per generare autonomamente un progetto ottimale che riporti valore a quei pezzi unici.
Successivamente, un robot, guidato da istruzioni digitali, taglia, assembla e posiziona con precisione millimetrica i componenti irregolari. La sfida non è solo quella di ottimizzare una struttura, ma anche di crearla partendo dal “caos” apparente di un magazzino di scarti.
È un salto culturale e tecnologico verso un futuro in cui gli “errori” e gli avanzi della produzione industriale diventano le preziose e uniche componenti per costruire in modo veramente sostenibile.
La sfida del riutilizzo
Oggi, la sfida del riutilizzo si scontra con l’eredità dell’industrializzazione: la nostra architettura è fondata sulla standardizzazione. Si è gradualmente persa la consuetudine del riutilizzo e della rilavorazione.
Questa sfida comporta una profonda revisione del processo, dovendo necessariamente valutare, più attentamente, la varietà dei materiali disponibili. Il progetto finale, nella sua geometria e topologia, diventa una risposta adattiva ai vincoli in ingresso.
Il vero potenziale di cambiamento dipende da sistemi generativi che, una volta definiti obiettivi e vincoli, esplorano autonomamente migliaia di soluzioni possibili. Questo promette non solo di superare gli ostacoli, ma di trasformare il “caos” in una nuova, ricchissima potenzialità di design sostenibile.
Scopo di questo studio è proporre un nuovo processo di progettazione e fabbricazione, utilizzando robot e lamiere non standard da recupero.
