Quali sono le condizioni per implementare l’Internet of Things (IoT) in produzione?
Chi lavora nell’industria manifatturiera, che si tratti di operatori di macchina, responsabili di produzione, attrezzisti o tecnici di manutenzione, si sente ripetere da anni che la “digitalizzazione” cambierà il modo di lavorare. Spesso, però, queste promesse sono fatte con un linguaggio più adatto agli informatici che a chi vive quotidianamente la produzione.
Termini come edge computing, machine learning, cloud e protocolli di comunicazione restano concetti astratti per chi ha obiettivi sostanzialmente diversi e una conoscenza di dominio che si allinea poco, o affatto, con questo specifico settore dell’informatica.
Che cos’è l’Internet of Things (IoT)?
Il termine Internet of Things (IoT), traducibile come “Internet delle Cose“, indica la capacità degli oggetti fisici di raccogliere dati tramite sensori e scambiarli tra loro, senza il diretto intervento umano
Questo sistema non è astratto: oggi è presente ovunque, nella vita quotidiana, e molti di noi lo usano già da tempo.
Lo smartwatch che conta i passi e li invia allo smartphone, il termostato di casa che regola la temperatura in base alle abitudini ed è controllabile da remoto, la telecamera di sicurezza che manda una notifica quando rileva un movimento del nostro gatto, sono tutti esempi di Internet of Things (IoT).
La domotica intelligente ha permesso a tutti di poter fruire di questo immenso bacino tecnologico, man mano permettendo azioni sempre più avanzate, che si tratti di monitorare il contenuto del frigo e la sua variabilità durante la settimana o la programmazione della lavatrice o della lavastoviglie su cicli specifici, gestibili anche da remoto.
Il setup è sempre lo stesso: un dispositivo (o dispositivi) dotato di sensori rileva una quantità di interesse nell’ambiente fisico (temperatura, movimento, pressione, posizione), trasforma questa grandezza in un dato digitale e lo comunica a un altro dispositivo o a un sistema centralizzato, che lo analizza e, in alcuni casi, agisce di conseguenza.
Risulta evidente, sebbene non sia lo scopo di questo trattato, come l’AI sia strategica per sostituire lo “human in the loop”, guidando in autonomia azioni di “decision making“ sempre più complesse, senza alcun intervento umano.
Quello che rende il tutto “Internet” è il fatto che questa comunicazione avvenga attraverso reti, cablate o wireless, senza che qualcuno debba fisicamente leggere un display, trascrivere un valore o premere un pulsante.
Il dato viaggia silentemente e in maniera costante lungo queste autostrade invisibili. Nei sistemi critici il dato è certificato per garantirne integrità e sicurezza, come avviene ad esempio per i pacemaker e altri dispositivi medici.
