Precisione, compattezza, ripetibilità e affidabilità continuano a rappresentare requisiti fondamentali per i sistemi di trasmissione destinati all’automazione industriale. Sempre più rilevanti risultano anche, flessibilità di configurazione, integrazione applicativa e rapidità delle attività di manutenzione. Per rispondere a queste esigenze, SIT S.p.A. ha ampliato la propria offerta sia nell’ambito dei riduttori di precisione sia in quello delle trasmissioni dirette. A illustrarne gli sviluppi sono stati Alessandro Cattaneo, product manager riduttori di precisione, e Luca Pizzinato, product manager trasmissioni dirette, incontrati in occasione dell’ultima edizione di SPS Italia.

Riduttori per precisione, compattezza e robustezza
Nell’ambito della riduttoristica di precisione, l’azienda ha ampliato l’offerta del gruppo giapponese Nidec, di cui distribuisce sul mercato italiano la gamma di riduttori epicicloidali, a deformazione elastica, cicloidali e ipoidali. Le novità riguardano in particolare applicazioni caratterizzate da elevati requisiti di precisione, compattezza e ripetibilità.
«Abbiamo ampliato la gamma dei riduttori a deformazione elastica Flexwave – conferma Cattaneo – focalizzati principalmente sulle applicazioni medicali e nel campo della robotica industriale e collaborativa, dove sono richieste alta precisione, elevate prestazioni e dimensioni compatte». Questa tipologia di riduttore trova impiego in applicazioni quali il movimento del polso di un robot collaborativo o i sistemi di scansione delle macchine medicali.
«Quando, oltre alla precisione – continua Cattaneo – diventano determinanti capacità di carico e robustezza meccanica, entrano in gioco tecnologie differenti. In questo contesto si inserisce Kinex, la nuova famiglia di riduttori cicloidali Nidec, che si colloca tra i riduttori a deformazione elastica e le soluzioni più robuste tradizionalmente impiegate nelle applicazioni industriali, con particolare attenzione ai settori machine tool e robotica. Questa gamma è stata sviluppata per coprire quella fascia applicativa nella quale è necessario mantenere elevata precisione associata a requisiti di robustezza superiori rispetto a quelli normalmente richiesti a un riduttore a deformazione elastica».
L’obiettivo è mettere a disposizione del mercato tecnologie complementari, in grado di rispondere in modo mirato alle esigenze delle diverse applicazioni.
Bassa rumorosità e basse vibrazioni per il packaging
Tra le novità presentate da SIT S.p.A. figura anche la famiglia di riduttori coassiali PRE/PRF, sviluppata sempre da Nidec per applicazioni tipiche del settore packaging, dove velocità, compattezza e competitività economica rappresentano requisiti particolarmente rilevanti.
«Alla consolidata offerta composta dalle serie VRL, VRS e VRT – precisa Cattaneo – si aggiunge oggi la famiglia PRE/PRF, progettata per rispondere alle esigenze di un mercato nel quale prestazioni, ingombri e costi devono trovare un equilibrio efficace. Non si tratta di una novità assoluta a livello globale, ma di una proposta recentemente introdotta sul mercato europeo dopo un percorso già consolidato in altre aree geografiche».
Questa famiglia di prodotti è stata sviluppata per applicazioni tipiche del packaging e amplia ulteriormente la disponibilità di soluzioni dedicate ai costruttori di macchine per confezionamento e movimentazione. Gli ingranaggi elicoidali contribuiscono a ridurre vibrazioni e rumorosità, mantenendo al tempo stesso un’efficienza superiore al 95%. I cuscinetti ad aghi incrementano la densità di coppia disponibile e resistenza ai carichi, mentre la lubrificazione mediante l’uso di grasso, anche per applicazioni alimentari, garantisce assenza di manutenzione durante la vita del componente.
Modularità e manutenzione semplificata
Ridurre la complessità di configurazione e semplificare le attività di manutenzione rappresentano due esigenze sempre più ricorrenti per costruttori di macchine e integratori. Proprio a questi aspetti sono dedicate le novità presentate da SIT S.p.A. nell’ambito delle trasmissioni dirette. Tra queste figura SERVOPLUS® Compact, evoluzione della famiglia di giunti a soffietto sviluppata per rispondere alle crescenti richieste di compattezza e rigidità torsionale. «La sua caratteristica distintiva – sottolinea Pizzinato – è la struttura modulare, progettata per offrire maggiore flessibilità sia nella configurazione sia nella gestione delle scorte. Ciò consente al cliente di personalizzare il prodotto anche nelle fasi finali del processo mantenendo una logica di magazzino più dinamica e riducendo la necessità di gestire numerose varianti complete».

Nel campo dei sistemi di bloccaggio, la principale novità è invece rappresentata dal calettatore SIT-LOCK® 30, conosciuto anche come MONOLOCK. «Stiamo parlando di una soluzione – conclude Pizzinato – che mantiene i vantaggi tipici dei calettatori SIT-LOCK®, tra cui assenza di gioco e assenza della chiavetta, posizionamento assiale ed angolare, introducendo però una semplificazione significativa delle operazioni di montaggio e smontaggio grazie all’impiego di un’unica vite».
L’applicazione tipica riguarda il bloccaggio di ingranaggi, pulegge, pignoni nei quali gli interventi manutentivi risultano frequenti e i tempi di fermo impianto assumono un peso rilevante. In questi contesti la possibilità di ridurre i tempi necessari per le attività di smontaggio e rimontaggio contribuisce a contenere i fermi macchina e a velocizzare gli interventi manutentivi.

I dati raccolti possono essere utilizzati per verificare le condizioni di lavoro del componente, supportare attività di diagnostica e favorire una maggiore integrazione con i sistemi di controllo della macchina. Pur trattandosi attualmente di una soluzione destinata a specifiche nicchie applicative, questa evoluzione rappresenta un esempio concreto della crescente convergenza tra componentistica meccanica e gestione dei dati, tema sempre più centrale nello sviluppo delle moderne architetture di automazione.
