La concretezza come strategia per il valore

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Leader nella produzione di soluzioni tecnologiche come lavorazione multitasking e a 5 assi, fresatura, tornitura, controlli CNC, taglio laser e automazione, Yamazaki Mazak è particolarmente apprezzata dal mercato, in particolare quello molto esigente, per il suo controllo MAZATROL Smooth di elevato livello tecnologico che oggi può contare anche sull’Intelligenza artificiale prendendo il nome di MAZATROL Smooth AI, coniugato in varie applicazioni. Marco Casanova è Amministratore Delegato di Yamazaki Mazak Italia e, da qualche anno, anche di Yamazaki Mazak Germania Austria e Svizzera. La sua professionalità nel campo della meccanica ha origine in una solida esperienza costruita in famiglia, quindi vissuta e concreta. A questa si associa un grande equilibrio nella valutazione delle novità tecnologiche che il mercato offre ormai giorno per giorno. Niente voli pindarici, tutto quanto di nuovo deve trovare riscontro in una fruibilità reale e in un incremento concreto di valore nel processodi produzione.Lo abbiamo intervistato anche per avere, in questo periodo di incertezza e criticità dei mercati, qualche considerazione di raffronto sui due mercati, l’italiano e il tedesco.

Il parco macchine italiano data mediamente 14,5 anni, con il 50% fino a 20 anni. Si investe ma senza dismettere il datato? Quale Amministratore delle due Mazak, italiana e tedesca quale è la situazione In Germania?  

Partiamo dalla considerazione chela macchina utensile ha una durata indefinita. In alcune aziende ci sono macchine che datano oltre 40 anni. A oggi, la discriminante è il controllo numerico. Mazak è in grado di manutenere controlli anche di oltre 20 anni. Una macchina dotata di un controllo numerico molto datato tende però a perdere valore sul mercato. L’usato mantiene una buona attrattività quando si parla di macchine con un’età compresa tra gli otto e i dieci anni; oltre questa soglia, il valore rimane principalmente per l’utilizzatore che già la possiede. Non vedo differenze tra il mercato italiano e quello tedesco. Se la Germania è rimasta molto ferma negli ultimi 3/4 anni, mentre l’Italia si è dimostrata decisamente più dinamica, oggi la tendenza si è invertita. Sul mercato tedesco c’è una ripresa molto forte – lo sto verificando direttamente con +50% rispetto all’anno precedente, mese su mese di ordinato e siamo in presenza di situazioni in cui il cliente vuole investire su nuove macchine e dismettere quelle di anni prima. Reinserirle sul mercato dell’usato tedesco, tuttavia, è qualcosa di molto sporadico. Infatti, nella maggior parte dei casi, le macchine continuano a essere utilizzate all’interno dell’azienda, spesso per lavorazioni specifiche o meno critiche.

Quali sono gli attuali mercati di sbocco per Mazak?

I mercati di sbocco di Mazak in Italia sono ad oggi energia, aerospazio, alimentare e anche difesa. Il settore trainante è certamente l’industria energetica, sia essa nel campo delle fonti tradizionali sia di quelle alternative. Le esigenze legate all’impiego dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie amplificheranno questa tendenza. Si costruiscono impianti di produzione sempre più prestazionali ed efficienti, che richiedono l’utilizzo di componenti complessi di alta qualità come valvole, pompe, pale, alberi rotore e involucri destinati alle apparecchiature di produzione energetica. Si tratta spesso di applicazioni che comportano la lavorazione di materiali particolarmente difficili. L’accesso diretto al settore della difesa presenta invece vincoli molto rigorosi. Il controllo numerico costituisce una discriminante importante e adottiamo un approccio estremamente selettivo rispetto all’impiego delle nostre macchine in questo ambito. I prodotti realizzati in Cina e Singapore, ad esempio, non possono essere destinati al comparto difesa, mentre quelli costruiti in Giappone e nel Regno Unito possono essere utilizzati soltanto rispettando specifici requisiti e criteri autorizzativi. Nel settore aerospaziale, Mazak mette a disposizione soluzioni mirate per l’ottimizzazione della produzione e per il miglioramento dell’efficienza operativa. Grazie a macchine multitasking ad alte prestazioni, centri di lavoro a 5 assi e tecnologie ad alta precisione, siamo in grado di garantire lavorazioni efficienti su materiali complessi come titanio, superleghe resistenti alle alte temperature, acciai inossidabili e alluminio. L’integrazione dei processi consente inoltre di ridurre tempi e costi produttivi. Affianchiamo i clienti attraverso soluzioni personalizzate, supportandoli nello sviluppo di componenti complessi, nella customizzazione delle macchine utensili e nell’introduzione di sistemi di automazione.

MAZAK CV5-500 con CP-450 unisce la versatilità del centro di lavoro a 5 assi Mazak a un nuovo sistema di automazione che vedrà il proprio debutto europeo durante gli Integration Days firmati Mazak. Una soluzione pensata per aumentare l’autonomia produttiva e semplificare l’accesso a processi automatizzati ad alto valore aggiunto.

Il vostro balzo in avanti pari al 50% sul mercato tedesco è talmente importante da farmi riflettere se può essere un segnale positivo per tutto l’indotto italiano. È un fatto possibile?

Il mercato tedesco sta certamente ripartendo, ma è importante sottolineare che quello italiano non si è mai realmente fermato. Quando ho iniziato la mia attività in Germania, il volume d’affari sviluppato in Italia era nettamente superiore; oggi i due mercati esprimono valori di vendita sostanzialmente comparabili.

L’Italia continua a svolgere un ruolo di primo piano come fornitore dell’industria tedesca e non ritengo che abbia mai perso questa posizione, nemmeno durante le fasi più difficili del ciclo economico.

Si tratta di una relazione fortemente sostenuta da fattori economici: ancora oggi, ad esempio, il sistema produttivo italiano è caratterizzato da un costo del lavoro inferiore rispetto a quello tedesco. Parallelamente, la Germania sta riorganizzando il proprio apparato industriale attorno a comparti strategici come energia e difesa, ma continua a farlo con il supporto della filiera manifatturiera italiana.

Dato il nostro doppio filo con Germania, in ambi i sensi, come valuta la maturità digitale del manifatturiero nel confronto tra le due Nazioni?

Ritengo che oggi la maturità digitale del manifatturiero italiano, grazie anche agli importanti incentivi introdotti con il programma Industry 4.0, abbia raggiunto e in molti casi superato quella tedesca. Nella mia esperienza non ho mai avuto la percezione di entrare in un mercato industriale digitalmente più evoluto rispetto a quello rappresentato dalle migliori officine italiane. L’evoluzione tecnologica che abbiamo visto nel nostro Paese è stata favorita da una combinazione tra opportunità economiche e un forte sostegno pubblico, che ha consentito una trasformazione diffusa del tessuto produttivo. Oggi il manifatturiero tedesco sta investendo con decisione nell’automazione, ma occorre ricordare che questo avviene dopo alcuni anni di sostanziale rallentamento. Per questo considero ancora il sistema italiano un punto di riferimento. È però importante distinguere tra digitalizzazione e automazione. Digitalizzare significa governare l’intero processo aziendale, dalla progettazione alla produzione fino al controllo qualità, attraverso strumenti integrati e connessi. In Italia questo percorso è stato affrontato con risultati molto positivi. L’automazione, invece, punta principalmente a ridurre il fabbisogno di risorse umane nelle attività operative. In Germania esiste una cultura estremamente rigorosa della precisione operativa. I processi vengono gestiti entro parametri molto definiti e questo richiede spesso una maggiore presenza di personale. In Italia l’approccio è generalmente più flessibile, pur garantendo risultati comparabili. Considerando il costo del lavoro significativamente più elevato, la Germania è spinta in misura maggiore verso l’automazione avanzata. In Italia esistono ancora numerose aziende che operano con un rapporto pressoché diretto tra macchina e operatore. In Germania, invece, cresce la necessità di sviluppare processi produttivi sempre più autonomi, capaci di funzionare con un numero ridotto di addetti.

MAZAK SERIE VC-Ez 510 IP è un centro di lavoro verticale a 3 assi con tavola a croce che racchiude la qualità, l’affidabilità e la semplicità d’uso tipiche del mondo Mazak. Grazie alla sua configurazione Ready to Use, offre tutto ciò che serve per iniziare a produrre fin dal primo giorno: controllo numerico MAZATROL SmoothEz, magazzino da 30 utensili, mandrino ad alte prestazioni e una struttura progettata per garantire stabilità, precisione e produttività nel tempo.

Quanto alle competenze che in Italia costituiscono da sempre motivo di scollamento tra le esigenze delle imprese e l’imprinting dato dalle scuole? 

In Germania il livello delle competenze tecniche dei giovani è generalmente superiore a quello che riscontriamo in Italia. Questo è il risultato di un sistema formativo più specifico e strutturato. Il vero punto di forza tedesco non è soltanto l’istruzione scolastica, ma l’intero processo di acquisizione delle competenze professionali. Nelle aziende di medie dimensioni è normale trovare reparti dedicati alla formazione, dotati di macchine e attrezzature sulle quali i giovani svolgono periodi di stage e apprendistato. In questo modo imparano concretamente il mestiere all’interno dell’azienda. Credo che una parte significativa della competitività della manifattura tedesca derivi proprio da questo modello. Si tratta di un elemento strutturale del sistema economico e sociale che favorisce l’inserimento e la crescita delle nuove generazioni. In Italia, invece, manca ancora un meccanismo analogo. La responsabilità della formazione ricade spesso sulle PMI, che devono investire direttamente nello sviluppo delle persone senza alcuna garanzia di poter beneficiare nel lungo periodo di tale investimento. In Germania questo sistema funziona molto bene e rappresenta uno dei pilastri della forza del settore meccanico. Continuando lungo l’attuale direzione, ritengo che nei prossimi cinque anni l’Italia possa trovarsi ad affrontare un importante problema di ricambio generazionale e di disponibilità di competenze tecniche.

Quale il rapporto tra l’azienda manifatturiera e il suo personale in Germania e Italia?    

Dopo il Covid, in Germania, e in parte anche in Italia, si è assistito a un cambiamento significativo nel rapporto tra individuo e lavoro. Il benessere personale è diventato un elemento centrale e influenza profondamente le scelte professionali. La qualità della vita privata viene considerata un valore prioritario. Anche l’approccio al lavoro presenta caratteristiche peculiari. In Germania si tende a lavorare in modo molto concentrato durante le ore previste, con una netta separazione tra attività professionale e vita personale. Il legame emotivo con l’azienda è generalmente meno marcato e il rapporto professionale viene spesso interpretato come uno strumento funzionale al raggiungimento degli obiettivi individuali. Si tratta di una mentalità che nasce già durante il percorso scolastico e che si consolida nel tempo. In Italia osservo invece una maggiore vitalità all’interno delle organizzazioni. I giovani mostrano spesso una forte volontà di apprendere, crescere e mettersi alla prova. Le idee vengono condivise e discusse con naturalezza, alimentando un contesto dinamico e partecipativo. Questo porta frequentemente le persone a dedicare tempo aggiuntivo alle attività lavorative per completare un progetto o raggiungere gli obiettivi della giornata. Nelle aziende italiane permane inoltre un forte senso di appartenenza, soprattutto nelle regioni del Nord, dove il legame con l’impresa e con il territorio continua ad avere un valore significativo. Dal punto di vista occupazionale, nel 2023 il mercato del lavoro tedesco offriva opportunità molto numerose e registrava livelli di disoccupazione estremamente bassi. Oggi si percepiscono tuttavia maggiori segnali di rallentamento.

MAZAK SERIE INTEGREX i-250ST NEO porta a un livello superiore il concetto DONE IN ONE® di Mazak, combinando elevata precisione, massima flessibilità e una gestione ottimizzata dei processi produttivi. L’integrazione delle funzionalità di Grinding amplia ulteriormente le capacità della macchina, consentendo di completare tornitura, fresatura e rettifica in un unico processo continuo per massimizzare produttività, precisione ed efficienza operativa.

Produttività e valore: tra fornitore di macchine e utilizzatore dove si crea più valore del prodotto?

Negli ultimi mesi, sia in Italia sia in Germania, stiamo proponendo macchinari destinati alla realizzazione di componenti complessi, caratterizzati da elevato valore aggiunto. Si tratta di sistemi ad altissime prestazioni, con requisiti elevati di affidabilità e precisione. Questo orientamento è particolarmente evidente in Germania, dove si investe soprattutto in macchine multitasking e centri di lavoro a 5 assi. Per noi creare valore significa proporre una soluzione completa, non semplicemente vendere una macchina. Il cliente si rivolge a Mazak per realizzare un componente complesso e il nostro compito è individuare la soluzione più adeguata, considerando macchina, processo, software e tutti gli elementi necessari per raggiungere il risultato richiesto. Una volta installata la soluzione, dobbiamo garantirne nel tempo affidabilità, precisione e continuità operativa. Questo richiede competenze avanzate non soltanto nel service, ma anche nella fase di prevendita.

Negli ultimi anni il ruolo dell’application engineering è diventato sempre più centrale. Oggi il cliente si aspetta un supporto tecnico approfondito prima ancora dell’acquisto. Parallelamente, siamo chiamati a formare il personale commerciale affinché sia in grado di comprendere e valutare le esigenze produttive in modo molto più approfondito rispetto al passato. Anche il post-vendita ha acquisito un’importanza crescente. Se una macchina perde precisione nel tempo, dobbiamo essere in grado di individuare rapidamente le cause e supportare il cliente nel ripristino delle prestazioni originarie. Inoltre, il service ha il compito di fornire indicazioni preventive sui componenti soggetti a usura, aiutando l’utilizzatore a pianificare gli interventi necessari prima che si manifestino criticità operative.

Oggi il tema della precisione è particolarmente sentito. Sempre più aziende richiedono supporto per mantenere livelli qualitativi elevati e costanti nel tempo. Per questo motivo siamo coinvolti lungo tutto il ciclo di vita della macchina, dall’installazione fino alla sua dismissione. Da questa prospettiva emerge chiaramente come la macchina utensile rappresenti da sempre un esempio concreto di servitizzazione. Installazione, formazione, manutenzione e supporto continuo sono attività che fanno parte del nostro lavoro da molti anni.

Guardando al futuro, il passo successivo sarà la manutenzione predittiva. L’obiettivo è poter identificare in anticipo i componenti che richiedono interventi programmati, evitando guasti e fermi macchina. Ritengo che questa sarà una delle principali direttrici di sviluppo dei prossimi cinque anni, almeno per una parte significativa della nostra gamma.

Quale sensoristica prestazionale e di servizio sulle vostre macchine?

Le macchine Mazak integrano una vasta rete di sensori distribuiti in tutte le aree critiche della macchina: dal basamento agli organi di movimento, fino al controllo numerico. Le informazioni più importanti riguardano principalmente consumi energetici, temperature e vibrazioni. L’analisi correlata di questi dati consente di valutare lo stato di salute della macchina e dei suoi componenti. Un esempio è rappresentato dal monitoraggio delle vibrazioni del mandrino: eventuali valori anomali possono segnalare condizioni di lavorazione non ottimali o l’insorgere di problemi meccanici, come l’usura di un cuscinetto. La gestione dei dati è un tema che affrontiamo da tempo e che oggi trova ulteriore evoluzione grazie al controllo MAZATROL Smooth AI. Il punto non è raccogliere milioni di dati, ma essere in grado di interpretarli e trasformarli in informazioni utili. Con il sistema Smooth AI Spindle, ad esempio, monitoriamo in tempo reale le vibrazioni del mandrino in relazione agli utensili utilizzati e ai parametri di lavorazione. Questo permette di identificare automaticamente le condizioni operative più efficaci. Un costante monitoraggio delle temperature della macchina, permette di garantire stabilità e accuratezza, mentre sul fronte energetico interveniamo per ottimizzare i consumi durante le fasi di standby e attrezzaggio. A ciò si aggiunge l’introduzione di motori e azionamenti di nuova generazione. Il nostro lavoro si sviluppa attorno a tre direttrici principali: sensoristica dedicata, controllo adattivo e ricerca della stabilità del processo.

I sensori dedicati identificano tempestivamente anomalie e fenomeni di vibrazione indesiderata durante le lavorazioni. Il controllo adattivo, supportato dall’intelligenza artificiale, modifica in tempo reale velocità di rotazione e avanzamenti per stabilizzare il processo. La ricerca della stabilità consente invece di individuare automaticamente le condizioni operative ottimali senza interrompere la produzione.

I benefici sono concreti: migliore qualità superficiale dei pezzi, maggiore facilità di utilizzo anche per operatori meno esperti, riduzione dei tempi di attrezzaggio e regolazione, oltre che minori fermi macchina. Tutto ciò contribuisce al nostro obiettivo principale: generare valore reale e misurabile per il cliente attraverso prestazioni, affidabilità e continuità produttiva.

MAZAK OPTIPLEX 3015 HP racchiude le più recenti tecnologie sviluppate da Mazak per il taglio laser ad alte prestazioni. Grazie a soluzioni esclusive come GRAND CUT, Mazak SmoothCUT e il controllo MAZATROL SmoothLx, offre elevati livelli di qualità, affidabilità e semplicità operativa, supportando le aziende manifatturiere nel miglioramento della produttività e dell’efficienza dei processi

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