Assistenza nella piegatura grazie a robot e sistemi di visione

Stefano Grulli

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piegatura

Nell’industria produttiva la qualità del prodotto finale non è mai un risultato scontato, ma è il risultato di un grande lavoro e controlli accurati.

La natura stessa del materiale, le sollecitazioni imposte durante la lavorazione o l’usura degli stampi sono solo alcuni dei fattori che inevitabilmente introducono delle variazioni sul prodotto.

Controllare questa variabilità è cruciale per garantire la precisione, l’interscambio dei componenti e l’affidabilità del prodotto finito. In questo contesto, il controllo di processo diventa un elemento imprescindibile.

Non si tratta solo di un’ispezione finale, ma di un monitoraggio continuo che, tradizionalmente, parte dall’occhio esperto e dall’abilità degli operatori. Tuttavia, la crescente complessità e la richiesta di standard qualitativi sempre più elevati rendono necessaria un’evoluzione.

Oggi, questa capacità di adattamento si realizza attraverso l’integrazione di competenze umane e di soluzioni digitali avanzate. I sensori e i sistemi di controllo, affiancati all’esperienza e alla flessibilità degli operatori, permettono di correggere i parametri, anticipando e compensando le variazioni.

La sfida moderna, quindi, è fondere il know-how artigianale con la precisione dei dati, creando un ecosistema manifatturiero sia resiliente che dinamico.

Piegatura e ritorno elastico

La piegatura rappresenta uno dei processi chiave della lavorazione della lamiera. La sua flessibilità permette di ottenere angoli diversi con la stessa attrezzatura generica, regolando semplicemente la corsa del punzone e permettendo di adattarsi a diverse esigenze produttive.

Questo processo è caratterizzato principalmente da due fasi: una prima fase di carico, in cui il materiale si deforma plasticamente, e una di scarico, in cui viene gradualmente tolto il carico.

Durante quest’ultima fase, si presenta il ritorno elastico (o “springback” in inglese), lasciando alla lamiera solamente la deformazione di tipo plastico.

Lo “springback” è definito come la differenza tra l’angolo della lamiera sotto carico e quello finale senza carico. Controllare questa variazione è una sfida centrale per assicurare la corretta geometria.

I metodi moderni, si basano su modelli previsionali come quelli analitici o le simulazioni FEM. Tuttavia, questi ultimi, sebbene potenti, mostrano i loro limiti di fronte alla variabilità del materiale e richiedono costose caratterizzazioni.

La risposta più evoluta per gestire questo fenomeno è la piegatura adattiva.

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