Dopo alcuni anni di evoluzione, il settore della componentistica automotive italiana si trova in una fase di rallentamento strutturale a livello nazionale, in un contesto caratterizzato da forti trasformazioni tecnologiche e incertezza sulle prospettive future.
E’ quanto emerso dall’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla Componentistica Automotive italiana e sui Servizi per la Mobilità, lo studio annuale realizzato da ANFIA (l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica) e dalla Camera di commercio di Torino.
Lo studio è stato presentato nel marzo scorso a Brescia, grazie alla collaborazione con Confindustria Brescia e Camera di commercio di Brescia.
La ricerca, che analizza i principali dati strutturali ed economici della filiera della componentistica automotive italiana (imprese attive, occupazione, fatturato) e le tendenze in materia di strategie di sviluppo e investimenti tecnologici del settore, ha considerato aziende con sede legale in Italia.
«Il campione delle imprese coinvolte nello studio è stato costituito tramite un processo di individuazione e aggiornamento dell’universo di riferimento della filiera della componentistica automotive italiana, basato su criteri settoriali, territoriali e di operatività» spiega Gianmarco Giorda, direttore generale ANFIA.
«In primo luogo, sono state incluse tutte le imprese della filiera della componentistica automotive italiana, considerata in senso ampio e comprensiva dei diversi livelli della catena di fornitura. Il campo di osservazione – sottolinea Giorda – comprende: integratori di sistemi, fornitori di moduli, specialisti ad alta innovazione, operatori dell’aftermarket e del motorsport, subfornitori di componenti o lavorazioni industriali, imprese di ingegneria e design, nonché nuovi attori legati alla mobilità elettrica, ai servizi per la mobilità e all’infomobilità.»
«Un secondo criterio è rappresentato dalla presenza della sede legale in Italia, requisito necessario per poter analizzare la struttura e le dinamiche della filiera nazionale. L’identificazione e la classificazione delle imprese – prosegue il direttore generale ANFIA – sono avvenute tramite la conoscenza diretta dei partner di ricerca, la consultazione di fonti secondarie (come i siti web aziendali) e le informazioni raccolte nelle precedenti rilevazioni. Il campione è stato definito attraverso un continuo aggiornamento del database, volto a verificare l’effettiva operatività delle imprese nel settore e a rilevare eventuali cessazioni di attività o operazioni societarie.»
Una fase di flessione della componentistica automotive italiana
In termini dimensionali, la filiera italiana della componentistica automotive è composta da 2.134 imprese, che nel 2024 hanno impiegato circa 168 mila addetti e generato un fatturato direttamente riconducibile all’automotive pari a 55,5 miliardi di euro.
Il dato più rilevante riguarda l’inversione di tendenza registrata nel 2024, con una contrazione del fatturato del 6% e una lieve riduzione dell’occupazione (-0,7%), segnando la fine di una fase espansiva che aveva caratterizzato gli anni precedenti.
L’analisi per tipologia di imprese mostra che la flessione ha interessato in modo diffuso la filiera, con cali particolarmente marcati tra i fornitori di moduli e integratori di sistemi (-8,2%), gli specialisti (-7%) e i subfornitori delle lavorazioni (-6,8%).
