Visitando le aziende si osserva sempre più spesso uno scollamento tra la progettazione e la produzione. Sovente si incontrano giovani periti o ingegneri molto abili nell’uso di software per la modellazione 3D ma che non hanno la piena consapevolezza di quali siano i limiti del processo di piegatura.

Progettare pezzi piegati: una serie di complicazioni

La piegatura della lamiera è infatti una tra le peggiori lavorazioni a deformazione in quanto costringe il materiale a subire grandi sollecitazioni in piccole aree, da ciò ne deriva uno stress molto elevato e la naturale tendenza a far emergere tutte quelle che sono le variabili ambientali e quelle tipiche del materiale, del tutto trascurabili nei processi a monte e a valle della filiera.
Ora: se a tutto questo aggiungiamo il fatto che a ogni matrice corrisponde, a parità di materiale lavorato, uno sviluppo, che una determinata sagoma di punzone riesce a svolgere una serie di lavorazioni (ma non tutte) e che la macchina ha dei limiti costruttivi da valutare attentamente, il quadro si complica enormemente.
Si potrebbe tranquillamente affermare che non c’è nulla di scontato e che un errore di valutazione può avere degli effetti drammatici sulla realizzazione, la qualità o i costi di ciò che un progettista disegna.

Ma quindi: cosa deve necessariamente essere conosciuto in ufficio tecnico per operare in sicurezza? Come si può marcare con certezza la linea netta oltre cui un pezzo è da considerarsi irrealizzabile, per lo meno con l’attrezzatura di cui si dispone?
Le problematiche che spesso avvengono sono quasi sempre dovute all’inconsapevolezza dell’ufficio tecnico che “manda avanti” il lavoro senza le corrette valutazioni.

I “tre comandamenti” per il disegnatore/progettista

Le cose che bisogna conoscere in ufficio tecnico sia che la produzione sia interna o in outsourcing sono:

1) Conosci le macchine

Per questo punto è sufficiente disporre di una lista delle caratteristiche prestazionali e dimensionali delle presse piegatrici, dell’azienda o del fornitore cui ci si sta rivolgendo, che realizzeranno i pezzi in questione. In particolare, è necessario conoscere il tonnellaggio massimo, al fine di capire immediatamente se le macchine in questione saranno in grado di piegare i pezzi progettati, e alcune dimensioni di massima come la luce (ovvero la distanza tra banco e traversa), la corsa dei cilindri, la larghezza e la profondità dell’incavo, cioè lo scanso sulle spalle e la loro distanza.

2) Conosci gli utensili a disposizione

È necessario avere ben chiaro quali sono i tipi di utensili che sono presenti nel reparto produttivo. La conoscenza in questo caso non si ferma a un mero elenco di punzoni e matrici ma sarebbe utile conoscere anche le portate massime onde evitare di danneggiarli. Ricordiamo che per ogni cava o coltello è possibile reperire la sagoma in DXF dal sito del produttore. Ciò è utile al fine di verificare in produzione che, durante la lavorazione, non avvengano collisioni.

3) Considera i bordi minimi realizzabili

Il progettista/disegnatore deve sapere che per ogni piega esiste una lunghezza del lembo eseguito (chiamato anche flangia). Per poter essere piegata, infatti, una lamiera ha bisogno di essere a contatto con entrambi i vertici della matrice. Per questo, conoscendo lo spessore di un pezzo, dedicandogli di conseguenza una matrice, si ha subito disponibile un valore che rappresenta la lunghezza minima della flangia da piegare.

Un semplice aiuto

I primi due punti sono frutto di una serie di verifiche e rilevazioni che devono essere necessariamente svolte presso la propria azienda o quella del fornitore.
Al terzo si ottempera semplicemente guardando il disegno e incrociando il dato del valore della piega con il tipo di matrice disponibile.
Una volta acquisite tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno in ufficio tecnico e che rappresentano lo “stato di fatto” della situazione, è necessario confrontarle con “ciò che serve” per ottenere il pezzo desiderato.
Grazie al regolo di piegatura è possibile effettuare degli efficaci studi di fattibilità in brevissimo tempo e avere immediatamente chiaro se un pezzo sarà realizzabile o meno.

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