G.I.G, parole d’ordine: diversificazione e innovazione

I due contitolari della G.I.G. in provincia di Asti una ne fanno e cento ne pensano per poter offrire trattamenti nuovi e innovativi, galvanici e non, che gli consentano di introdursi in interessanti nicchie di mercato. Ed è così che, in pochi anni, hanno conquistato un cospicuo numero di prestigiosi clienti, specie nel settore automotive.

Il principio che la caratterizza è di tipo chimico-fisico: i pezzi da trattare sono posizionati all’interno di un camera a pressione e avvolti da una miscela gassosa che viene successivamente innescata da una candela presente nel canale di iniezione. Dopo l’accensione della miscela di gas, la temperatura all’interno della camera sale molto rapidamente nel giro di pochi millisecondi fino a raggiungere i 1.200 °C e anche più. A causa della loro superficie in rapporto al volume, le bave sul pezzo, anche quelle presenti in fori ciechi, assorbono il calore radiante con la conseguente sublimazione e trasformazione in ossido. A cosa ci stiamo riferendo? Alla sbavatura termica, una particolare ed efficacissima procedura, peraltro molto più economica rispetto ai tradizionali metodi di sbavatura, solitamente manuali, poco conosciuta in Italia dove sono veramente poche le aziende che la impiegano, e fra queste la G.I.G. Srl di Cortiglione (AT), la quale è soprattutto su questo trattamento superficiale che sta puntando per consolidare la sua immagine di impresa sempre proiettata verso il futuro.

Un settebello di proposte

«Un motivo per cui la sbavatura termica è così poco adottata nel nostro paese è certamente anche l’elevato costo della relativa macchina, una macchina che poi, altro fatto non trascurabile, ha un certo volume e il ragguardevole peso di 11 tonnellate – spiegano i contitolari, Daniele Facelli e Fabrizio Giovine. Noi questa tecnologia l’abbiamo abbracciata subito e ne siamo entusiasti, visto che garantisce la totale rimozione di bave su pezzi dove la benché minima presenza di residui di lavorazioni ad asportazione di truciolo può pregiudicare la funzionalità del prodotto a cui tali pezzi stessi sono destinati, basti pensare, ad esempio, ai tanti e fondamentali componenti meccanici presenti in un’automobile, tipo l’iniettore, dove si hanno filettature, fori passanti e fori ciechi. Alla sbavatura termica, recentemente richiestaci pure da un grande produttore italiano di viterie e bulloneria – proseguono i nostri interlocutori –, possono essere sottoposti tutti i materiali che siano ossidabili, da quelli a minor assorbimento termico che consentono di sviluppare maggiori potenze, come la ghisa, gli acciai e l’ottone, a quelli a maggiore assorbimento termico, ovvero più delicati al processo specifico, quali l’alluminio, la zama e le leghe leggere in genere».

Al processo suddetto, al quale dedica sempre più energie, attualmente giunte al 20-30% di quelle totali profuse, la G.I.G., costituitasi nel 2010, nel suo pacchetto di servizi annovera, inoltre, altri sei trattamenti: la zincatura elettrolitica acida e alcalina con passivazioni iridescente e verde con cromo trivalente (prima in ordine di importanza con una quota del 40-50%), la verniciatura a base di zincatura lamellare, la sabbiatura, l’adesivazione o soluzionatura, che permette l’incollaggio fra superfici in gomma e metallo, la verniciatura e, dulcis in fundo, la cromatura a spruzzo, molto gettonata in America per il restauro di auto d’epoca. A richiederli sono un centinaio di clienti attivi nei settori automotive, ferroviario, electric appliance, carpenteria metallica e ingegneria civile.

 

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