Soluzioni per l’economia circolare dal settore dei rivestimenti

Negli ultimi anni il riciclo di materiali è diventata una questione fondamentale in ambito industriale a causa sia della crescita dell’utilizzo di materiali e di energia, sia per la necessità di ridurre i rifiuti industriali prodotti in ottica di economia circolare.

Economia circolare: si deve e si può

L’economia circolare è un nuovo paradigma economico e produttivo che richiede un sistema industriale basato sul recupero e la rigenerazione dei materiali e dei componenti grazie al riuso, partendo dalla fase di design. L’economia circolare, infatti, pianifica e progetta in modo tale che gli scarti di un processo diventino prodotti o materie prime di un altro o altri processi. I prodotti vengono concepiti e realizzati in modo da prolungare il loro ciclo di vita e che al termine della fase di utilizzo questi possano essere disassemblati e riutilizzati, distinguendo l’economia circolare dal semplice processo di riciclo dei materiali in cui non si riescono a recuperare integralmente le grandi quantità di materiale, energia e manodopera impiegati nella realizzazione di un prodotto o componente.

Il concetto su cui si basa l’economia circolare è la realizzazione di sistemi di produzione e consumo che si fondino sul prolungamento del ciclo di vita dei prodotti, sul riutilizzo, la riparazione, la rigenerazione, la condivisone (sharing economy), il cambiamento dei modelli di consumo e l’introduzione di nuovi modelli e sistemi di business.

Realizzare un modello di economia circolare è una sfida e richiede un cambiamento radicale di visione e approccio attraverso lo sviluppo del prodotto, l’ingegneria, la progettazione e la produzione, ma i vantaggi si riflettono non solo a livello ambientale ma anche economicamente, soprattutto in termini di risparmio netto sui materiali. Secondo uno studio dell’Ellen Mac Arthur Foundation, principale organismo di ricerca in ambito di economia circolare, la potenzialità economica del modello circolare è dell’ordine delle centinaia di miliardi di dollari all’anno. Sulla base di modelli dettagliati a livello di prodotto, si stima che, a livello dell’Ue, l’economia circolare potrebbe rappresentare un risparmio netto sui costi dei materiali compreso tra 340 e 380 miliardi di dollari all’anno per un cosiddetto “scenario di transizione“.

Nel caso di una maggiore diffusione dei nuovi modelli di economia circolare con una maggiore accettazione da parte dei consumatori di nuove tecnologie, servizi, modelli di consumo e infrastrutture, ovvero in una situazione definita come “scenario avanzato“, si prevede un risparmio netto sui materiali in Europa che va da 520 a 630 miliardi di dollari.

La transizione da un modello lineare o pseudo-circolare come quello attuale a un modello circolare per la maggior parte dei beni di consumo e di materiali impiegati nella tecno-sfera non è un processo banale e scontato. Infatti, dal punto di vista economico occorre traslare le opportunità di profitto dei principali attori e dei portatori di interessi derivanti dalla produzione e dal consumo crescente e irreversibile di risorse non rinnovabili verso processi che permettano di attuare il modello di circolarità, valorizzandone le attività ed i servizi.

In questo senso l’economia circolare può diventare un’opportunità per lo sviluppo di tecnologie, impianti, gestione dei flussi di materiali e prodotti lungo i loro ciclo di vita, tracciabilità dei beni, gestione e analisi dei dati connessi ai processi circolari, vendita dei beni e dei servizi…

Il settore dei rivestimenti e dei trattamenti superficiali può diventare un esempio paradigmatico, avendo già anticipato il concetto di circolarità in alcuni modelli di fabbrica e di gestione del ciclo di vita dei prodotti.

 

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