Structural Al-HPDC: i fattori chiave

Sicurezza e sostenibilità, senza dimenticare le performance sono le sfide che interessano il settore automotive: materiali e processi sono in prima linea.

Il settore è quello dell’automotive, e la domanda è: cosa è richiesto ad un’auto moderna? Bella, performante ed economica? Sì, certo. Che consumi poco? Anche. Che rispetti l’ambiente? Non tutti ci pensano, ma anche questo è un aspetto importante. Sta di fatto che tutte le aspettative sono legate al materiale e all’ingegneria e, su tutto, ci sono le legislazioni internazionali e locali, che pongono particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, in modo da assicurare un futuro al pianeta Terra. Ma non solo: non meno importanti sono la sicurezza, caratteristica indispensabile visto il valore incommensurabile della vita umana, e anche la potenza, visto che la tendenza è quella a “chiedere sempre di più”. Il compito di dare risposte concrete è demandato alla scienza dei materiali, impegnata a studiare costantemente nuovi materiali, all’ingegneria con proposte innovative e alla tecnologia meccanica che deve individuare nuove strategie produttive per concretizzare la realizzazione della ricerca. Chiaramente si tratta di una questione complessa e in continua evoluzione, che spinge all’attenzione costante verso materiali e processi produttivi.

Pesi, consumi, ambiente

Il segmento automobilistico è caratterizzato da una forte domanda, in continua crescita, di riduzione dei pesi, a causa della necessità di contenere i consumi di carburante e l’impatto ambientale. Questo ha dato un forte impulso alla produzione di componenti strutturali in alluminio, stampati HPDC (High Pressure Die Casting): il minore peso e le adeguate caratteristiche meccaniche si sono dimostrati competitivi laddove vengono comunemente usati i tradizionali acciai strutturali. Questi componenti sono diversi dai convenzionali componenti prodotti HPDC dato che normalmente hanno dimensioni maggiori, con design complesso e costituiti da varie parti; componenti convenzionali in alluminio sono in genere a basso carico di snervamento e, per questa ragione, vengono usati dove elevata resistenza all’impatto e alto carico di snervamento non sono richiesti. La vita degli stampi tende però a diminuire con la produzione di parti strutturali di Al HPDC rispetto a quelle convenzionali. “I motivi che portano ad una riduzione della durata degli stampi HPDC sono molto vari, ma la causa principale è la fatica termica, cioè la formazione di una ragnatela di piccole ricche superficiali – spiega Sebastian Siversten, application manager Hot Work Materials presso Uddeholm. Si tratta quindi di trovare quelle soluzioni che permettono di garantire un’adeguata vita utile agli stampi, considerando le maggiori dimensioni richieste per le parti strutturali in Al HPDC”.

 

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