LamieraPiù aumenta la competitività grazie al diodo diretto

LamieraPiù è in grado di realizzare manufatti metallici a disegno, garantendo elevata qualità e flessibilità produttiva, sia per campionature che per produzioni di lotti per la piccola/media industria. Per la parte di taglio lamiere, l’azienda si avvale da qualche tempo di un impianto di taglio laser Mazak, completo di sistema di carico/scarico; un’integrazione tecnologica che ha permesso di ampliare notevolmente capacità, qualità produttiva e materiali lavorabili.

Più efficienti e competitivi grazie (anche) al diodo diretto di Mazak

LamieraPiù nasce nel 2006 dalla consapevolezza dei sei soci fondatori circa le capacità acquisite in quasi trent’anni di pregresse esperienza lavorative, e dalla precisa volontà di creare una società moderna e dinamica, che puntasse allo sviluppo di prodotti evoluti, grazie anche a una mentalità di “fare azienda” fortemente orientata all’innovazione. Conferma di ciò deriva anche dalla tipologia dei primi investimenti effettuati, non solo in risorse umane e in tecnologia produttiva, ma anche in infrastruttura informatica, implementando sin da subito una piattaforma gestionale per gestire in modo digitale il processo. Scelte strategiche e lungimiranti che hanno agevolato una rapida crescita in termini di raggio d’azione e di capacità produttiva, permettendo così all’azienda di raggiungere nel giro di pochi anni una posizione di rilievo sul territorio, di pari passo con l’incremento di organico interno, giunto oggi a un complessivo di quasi 40 addetti. La crescita ha riguardato anche gli spazi produttivi, passati dagli iniziali 1.500 mq fino agli attuali 6.500 mq dello stabilimento di Cesena (FC), polo che si sviluppa su un’area quasi tre volte più grande, di ben 18.000 mq. All’interno macchine e impianti allo stato dell’arte per svolgere accurati servizi di taglio laser lamiera e tubo, piegatura e carpenteria.

Ceredi Lamierapiù
Riccardo Ceredi, titolare e responsabile acquisti e vendite di Lamierapiù

«Un articolato parco macchine – afferma uno dei soci titolari, Riccardo Ceredi, nonché responsabile acquisti e vendite – comprendente anche un reparto di taglio dove sono presenti tre laser piani per processare lamiere fino a dimensioni pari a 2.000 x 4.000 mm, quattro piegatrici con lunghezza utile fino a 4.000 mm, un pantografo ossitaglio e due impianti laser tubo di cui uno dedicato alla lavorazione di diametri fino a 300 mm, per 8.000 m di lunghezza».
Il più nuovo e più recente impianto inserito in questo reparto è un performante Mazak Optiplex 4020 DDL con sorgente a diodo diretto da 4 kW, con annessa cella di carico/scarico.

Più materiali, più spessori, più competitività per LamieraPiù

Flessibilità e versatilità operativa sono elementi distintivi e differenzianti sui quali LamieraPiù ha fondato la propria attività.
«Siamo in grado di realizzare manufatti metallici a disegno contoterzi – spiega Ceredipartendo da lamiere piane e tubolari in acciaio, sia per campionature, sia per produzioni di lotti numericamente importanti per la piccola/media industria. Svariati e trasversali sono i settori a cui ci rivolgiamo, ai quali appartengono i circa 300 clienti che serviamo ogni anno, per il cui soddisfacimento diventa chiave garantire elevata qualità e altrettanta duttilità nel rispondere alle diverse esigenze».
Un sempre più variegato panel di clienti e di tipologie di prodotto da realizzare che, nel tempo, ha imposto all’azienda la scelta di tecnologie che fossero capaci di assicurare prestazioni e rapidità nei cambi di produzione, per poter fornire un servizio completo nel rispetto dei tempi di consegna stabiliti e concordati. Ed è proprio in quest’ottica che ha preso forma la decisione di effettuare il nuovo investimento nel reparto di taglio, non prima di aver fatto il punto sull’esistente parco macchine per meglio vagliare quanto fosse tecnologicamente disponibile sul mercato.
«Grande interesse – continua Cerediha suscitato in questo senso la tecnologia laser a diodo diretto di Mazak, in linea con la nostra spiccata propensione all’innovazione. Ne abbiamo approfondito le peculiarità tecniche rimanendo piacevolmente sorpresi su vari fronti. A colpirci maggiormente, oltre alla grande flessibilità della macchina, sono stati per esempio i costi d’esercizio stimati molto contenuti, e poi positivamente confermati: dalla necessaria energia elettrica di funzionamento al gas di taglio, ai costi relativi alla manutenzione. Il confronto con gli analoghi impianti già in essere nel nostro reparto è stato sin da subito abbastanza spiazzante, confermando appunto le stime iniziali».
Altro punto di forza molto apprezzato dall’azienda cesenate è stata anche la facilità operativa nel poter passare la lavorazione da un materiale all’altro, prerogativa indispensabile vista la tipologia di clienti/produzioni.
«Non ultimo, a questo proposito – sostiene con orgoglio Ceredil’integrazione del nuovo laser con sorgente a diodo diretto ha, di fatto, ampliato in modo consistente la nostra capacità produttiva, estendendo ulteriormente il range degli spessori lavorabili e le tipologie di materiale, includendo per esempio anche l’allumino, oltre che l’ottone, il rame fino agli altoriflettenti in generale. Un plus, vincente quest’ultimo, in totale coerenza con quanto richiesto a realtà come la nostra, ovvero di chi si occupa di lavorazioni contoterzi».

L’onda corta che migliora qualità ed efficienza di taglio H24

Lamierapiù
Semilavorati presso LamieraPiù

L’integrazione della nuova tecnologia di taglio Mazak ha dunque permesso a LamieraPiù di migliorare la propria attività sotto diversi punti di vista, qualitativi ed anche quantitativi.
«Il diodo diretto – osserva Cerediha dimostrato di garantire elevata produttività ed essere molto più veloce dell’altro nostro laser a CO2, oltre che di assicurare una qualità di taglio e una finitura superficiale direi, quasi indistinguibile da quella fattibile con il laser a fibra. Considerazioni che assumono ancora più rilevanza se confermate su una gamma di materiali e di spessori da noi quotidianamente lavorata molto ampia, che passa da un acciaio da 0,5 mm in qualità inox Aisi 301, fino al 20 mm 510, prima obbligatoriamente da noi lavorato con taglio a fiamma».
L’ottenimento sulla serie Optiplex DDL di Mazak di una qualità migliore delle finiture, soprattutto nei medi e grandi spessori è garantito dal fatto che la lunghezza d’onda del laser a diodo diretto è compresa tra 0,94 e 0,97 μm. È cioè molto più corta di quella del fibra (compresa tra 1,06 e 1,08 μm) e molto di più di quella del CO2 (pari a circa 10 mm). Onde così corte possono così essere assorbite più facilmente e riescono a scaldare il materiale più in profondità; ecco perché il “rapporto di conversione”, cioè il rapporto tra la potenza sviluppata e quella realmente impegnata nel taglio, è all’incirca pari al 50% per il diodo diretto, al 40% per il fibra e al 10% per il CO2.
«Sebbene semplice e immediata da settare e configurare – continua Ceredila macchina ha richiesto nel tempo qualche ulteriore affinamento funzionale al fine di massimizzarne i benefici. I tecnici Mazak hanno saputo rispondere alle nostre richieste affiancandoci e supportandoci in modo molto tempestivo. Allo stesso modo con cui noi siamo soliti interfacciarci coi nostri clienti, ovvero cercando di instaurare un rapporto di collaborazione che vada ben oltre il canonico fornitore-cliente».
A spingere sull’acceleratore della produttività in LamieriaPiù è anche il sistema EMC, Extensibile Manufactoring Cell, di Mazak, per il carico/scarico a supporto del nuovo taglio laser, appositamente voluto non solo per garantire una capacità produttiva H24 ma anche in funzione di crescita futura. Robusto sistema di produzione lineare per volumi elevati, EMC è un sistema FMS che utilizza un approccio modulare o elementare che ne consente l’eventuale espansione. Tale serie consente di modificare la configurazione in base alle singole esigenze, incluso il numero di macchine all’interno della cella.
«In soli 20 mesi – sottolinea Ceredil’impianto Optiplex DDL e l’abbinato sistema di carico/scarico hanno permesso di effettuare oltre 18.000 ore di taglio, incrementando in modo significativo la nostra produttività. Ma tale configurazione non è fine a se stessa, ma studiata e pensata congiuntamente coi tecnici Mazak per un futuro ampliamento attraverso l’aggiunta di una seconda unità di produzione. Una piccola modifica permetterà infatti di utilizzare lo stesso sistema di asservimento di carico e scarico per due macchine».

Tecnologia e competenze in sinergia

LamieraPiù affianca a un parco macchine ben fornito anche un qualificato ufficio tecnico dove sono impiegate non meno di una decina di persone.
«Proporsi con attività di co-design e di co-engineering – conferma Cerediè ormai da tempo una necessità per stare al passo con le esigenze del cliente. Per essere competitivi oggi non è infatti più sufficiente garantire un processo di taglio, di piegatura e saldatura di qualità. Servono attività a valore aggiunto che si traducono nel supporto alla programmazione, all’ingegnerizzazione del prodotto, al controllo e gestione di filiera per l’eventuale completamento con trattamenti e finiture in collaborazione con partner esterni. Una filiera difficilmente gestibile in modo competitivo senza il supporto di un qualificato personale e di un ufficio tecnico, accuratamente formato e qualificato, per gestire e coordinare commesse di qualunque complessità in modo snello ed efficace».
Ed è proprio ai principi della lean manufacturing che la stessa azienda ha sempre guardato con attenzione e lungimiranza per incrementare la propria competitività. Ne è ulteriore conferma, oltre all’installazione del nuovo impianto Mazak, anche l’implementazione di un nuovo software gestionale (il secondo in soli 15 anni).
«Ci stiamo strutturando – conclude Cerediper poter fornire al cliente un servizio sempre più completo, cercando di mettere a punto dinamiche e logiche organizzative volte a migliorare l’intero processo. In altre parole poterci proporre come referente unico affidabile, dal progetto alle campionature, dalla produzione al manufatto tagliato, piegato e saldato, di qualità».
Da segnalare che dal 2011 l’azienda è certificata ISO 9001, è registrata dal 2012 al Servizio Tecnico Centrale come Centro di Trasformazione, mentre nel 2015 ha il conseguito la certificazione EN 1090 (Certificato di Conformità del controllo della Produzione in Fabbrica) con il più alto grado di classe di esecuzione (Exc4).

Mazak Optiplex DDL: elevata produttività e ottima finitura superficiale su tutti gli spessori

La tecnologia laser a diodo diretto offre numerose possibilità d’uso, dimostrandosi adatta all’impiego in svariati settori applicativi. Che si tratti di spessori sottili, medi o alti infatti l’impianto di taglio Mazak Optiplex DDL riesce a garantire elevata produttività unita a un’ottima finitura superficiale, sia con sorgente da 4, sia da 6 kW di potenza. Due sono infatti le versioni rese disponibili dal costruttore giapponese, ovvero la 3015 e la 4020 (scelta da LamieraPiù), che si differenziano sostanzialmente per le dimensioni massime del pezzo lavorabile. Nel primo caso l’area di lavoro consente di caricare lamiere fino a 1.525 x 3.050 mm, nel secondo fino a 2.000 x 4.000 mm. Per ciò che concerne la velocità di traslazione degli assi X, Y e Z, si arriva rispettivamente in rapido a 120 m/min, 120 m/min e 60 m/ min, rispettivamente. Dotata di testa “Multi Control Torch”, con cambio ugello automatico a 8 posizioni e controllo del diametro del fascio, la macchina utilizza il performante CN Preview G il quale, a sua volta garantisce un’accelerazione di 1,8 G. Lo stesso controllo è dotato di un’interfaccia touch-screen semplificata e intuitiva, simile a quella di uno smartphone o di un tablet, con monitor da 19” a cristalli liquidi che permette massima visibilità e facilità di programmazione. E ancora: PreviewG, oltre a garantire una maggiore capacità di automazione, consente di programmare la macchina (in termini di programmi di lavoro, percorsi utensili, manutenzioni, controlli, set-up e così via) in tempi assai più rapidi e in maniera ben più facile rispetto al passato.

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