Atomat: rulli, macchine e utensili nel segno del sapere

L’intaccatrice AT820 E è la macchina più venduta per questa applicazione.
Fabio Martecchini, ceo di Atomat.

Il patrimonio di saperi e persone su cui conta Atomat (www.atomat.com) è il filo conduttore della sua produzione di rulli, macchine a controllo numerico e utensili mirati all’innovazione e all’evoluzione tecnologica. Di questa realtà ci ha parlato Fabio Martecchini, ceo della società.

Quali sono i punti di forza che più caratterizzano la vostra attività?

Atomat conta su un patrimonio importante di saperi e di persone. L’esperienza di oltre 60 anni nel mondo delle macchine utensili è valorizzata e innovata continuamente da un team di donne e di uomini fortemente motivati e partecipi. Inoltre, siamo forse l’unico fra i produttori di macchine che svolge lo stesso lavoro dei propri clienti. Quindi l’evoluzione tecnologica trae spunto non solo dai suggerimenti dei clienti finali, cui viene prestata sempre la massima attenzione, ma anche dall’applicazione quotidiana e dalle esigenze dei nostri operatori, che usano queste stesse macchine“.

Come si sviluppa la vostra filosofia operativa? Qual è la mission che vi ponete?

La mission alla quale ci ispiriamo può essere riassunta nel concetto di responsabilità: avere a cuore, operare responsabilmente. Naturalmente tutti gli stakeholder rientrano in questa visione: i dipendenti, a cui vanno assicurate salute, sicurezza, qualità e continuità del lavoro; i clienti, per i quali l’impegno è fornire ‘valore’, soddisfacendo e possibilmente superando le loro aspettative; i fornitori, con cui rapportarsi in maniera equa ed etica; infine, anche la comunità: dallo stato al territorio locale. Fra l’altro, rientra in questo impegno l’assolvimento puntuale degli obblighi fiscali per contribuire in maniera importante ai servizi e alle tutele sociali“.

Il patrimonio principale dell’azienda è nel sapere e nella passione delle persone.
Con quale approccio vi muovete sul mercato attuale? Cosa è cambiato oggi e cosa non lo è?

Al di là della situazione legata al Covid, la variabilità dei mercati è ancora fortemente caratterizzata da fattori geopolitici. Atomat può contare su un assetto industriale efficiente e competitivo, oltre che su una solidità finanziaria e una rete commerciale e di collaboratori motivata e dinamica, per muoversi adeguatamente in questa realtà complessa. Oggi l’asticella della qualità dei prodotti che vengono dai paesi a basso costo si è alzata e quindi mantenere un gap tecnologico e di assistenza che giustifichi la differenza di prezzo richiede un impegno sempre maggiore“.

Che significato ha per voi il concetto di qualità e come lo interpretate?

Per Atomat la qualità è legata al concetto di made in Italy e della sua forza, che risiede nella cura e nell’attenzione ai dettagli. Queste caratteristiche rischiano di essere travolte dal richiamo esercitato da realtà a basso costo del lavoro e dalla delocalizzazione, con l’effetto di perdere la loro unicità, l’immediatezza di riconoscimento e, di conseguenza, la forza nel mercato“.

Quale ruolo ha l’attività di ricerca & sviluppo nelle vostre dinamiche aziendali?

Sembra banale dirlo, ma è realmente un ruolo fondamentale. Atomat si è imposta, a partire dagli anni ’90, come nome di riferimento e protagonista di primo piano per le macchine utensili nelle officine di laminazione dei prodotti lunghi. Circa un terzo del tondo da costruzione al mondo, se si escludono Cina e Giappone, viene prodotto con rulli lavorati da nostre macchine. Questo si è realizzato, e tuttora si conferma, grazie alle innovazioni tecnologiche che proponiamo“.

Cosa chiedono di più i clienti a una realtà come la vostra e quali risposte offrite loro?

Ancora una volta qualità e assistenza sui prodotti, ma anche la competenza di chi, per il proprio bagaglio di esperienza, può supportare il cliente in scelte e implementazioni strategiche“.

Come si articola nel suo complesso la vostra offerta attuale?

Atomat tradizionalmente offre tre linee di prodotto: rulli di laminazione, macchine a controllo e utensili. Nell’ambito delle macchine Atomat ha raccolto anche il testimone di un nome storico e prestigioso nel campo dei torni italiani, quello della Giana SpA, la storica ditta di torni fondata dai fratelli Giana nel 1959. Il prodotto Giana è oggi inserito e realizzato all’interno di una organizzazione dinamica e moderna, quella di Atomat presso la propria sede di Udine“.

Quali sono le peculiarità che contraddistinguono e differenziano la vostra produzione?

Direi la customizzazione dell’offerta e il disporre della gamma completa di prodotti per le applicazioni del nostro mercato, ma anche la collaborazione con i fornitori sin dalla fase di sviluppo dei nuovi prodotti“.

Quali sono attualmente le novità o i prodotti di maggior rilievo che proponete?

L’automazione è senz’altro uno dei cardini delle innovazioni proposte: carico e scarico del pezzo e delle mole nelle rettifiche e posizionamento automatico dei cilindri nei torni sono solo due esempi delle nostre più recenti implementazioni. Fondamentale inoltre l’innovazione nei prodotti, come ad esempio il nuovo progetto di tornio di grandi dimensioni impostato su principi di robustezza, alte prestazioni e flessibilità nelle funzioni“.

Come è organizzato il vostro service?

Il service è stato e resta uno dei principali fattori del successo delle macchine Atomat nel mondo. Il nostro prevalente settore è quello delle acciaierie, dove siamo presenti con quasi un migliaio di unità in servizio. Spesso queste si trovano in aree remote e gli operatori non hanno una preparazione adeguata per condurre impianti complessi: offrire un pronto servizio di assistenza è quindi fondamentale. Fin dall’inizio si è puntato molto anche sull’assistenza remota via internet e molto si sta investendo negli strumenti di realtà aumentata, cercando di convertire in opportunità i problemi causati dalle misure restrittive dovute all’epidemia“.

Come avete conquistato la fiducia dei clienti e come fate sentire loro la vostra vicinanza?

Chiaramente la fiducia si costruisce col tempo attraverso l’affidabilità del prodotto, l’assistenza, la pronta disponibilità dei ricambi, la coerenza e l’adeguatezza dei prezzi. Accanto a questo, poi, sono fondamentali la rete commerciale e il service“.

Quali progetti-programmi avete in cantiere per il futuro?

“Vogliamo valorizzare il patrimonio tecnologico dei torni Giana in un contesto di produzione e di organizzazione commerciale moderno e adeguato. Questo prevede fra l’altro un rinnovo della gamma, con prodotti centrati sulle esigenze del mercato e aperti a recepire le nuove tecnologie offrono“.

La gamma di produzione include rulli in carburo di tungsteno prodotti sempre in Italia da un’azienda del gruppo.

Da oltre 60 anni nel mondo delle macchine utensili

Atomat SpA è stata fondata nel 1968 a Remanzacco, in provincia di Udine, dove tutt’ora si trova l’headquarter e dove lavora un gruppo altamente qualificato di circa 150 persone. La sede di Remanzacco comprende diversi stabilimenti dedicati alla produzione di rulli, macchine utensili a controllo e utensili. Nel 2018 si è completata l’acquisizione e l’integrazione nel gruppo Atomat della storica ditta Giana SpA, rinomato produttore di torni di Magnago (MI). L’operazione ha consentito di ampliare i settori d’interesse dei torni heavy duty a controllo numerico, permettendo di spaziare dalle officine dei laminatoi per prodotti lunghi, dove Atomat è di riferimento a livello mondiale, a settori quali oil & energy, componenti meccanici-idraulici di precisione, industria metallurgica, cartiere.

di Carla Casartelli

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