Lavori non stop e ferie

Nella mentalità mediterranea, che contraddistingue il clima di questo territorio e anche per il nostro modo di agire, le ferie vengono ancora associate ai mesi estivi, con particolar riferimento ad agosto. Tuttavia, con sempre maggior enfasi in tante realtà manifatturiere si sta intravedendo un cambio di passo.

Diverse imprese non seguono più standard preconfezionati che sembrano essere rimasti sempre più il retaggio di un tempo passato, mentre altre si stanno addirittura discostando dalla consuetudine stagionalità, che sempre le ha caratterizzate, per programmare momenti diversi per le soste rispetto alla tipologia di business del quale si occupano.

Considerando i vincoli legislativi ed eventuali altre tipologie di accordi e contrattazioni legate alla pianificazione delle ferie, tolta qualche scadenza insita e collegata al proprio operato, per chi svolge un lavoro di concetto programmare le ferie è piuttosto semplice.

Per le realtà manifatturiere, invece, la determinazione del periodo di riposo è maggiormente articolato e costellato di numerose variabili. Molte di queste imprese addirittura sono legate a processi produttivi che non possono permettere la sosta solamente di alcuni reparti rispetto ai restanti comparti. Altre ancora, per necessità legate al clima e ad altre variabili, possono effettuare pause solamente in determinati periodi dell’anno.

Gestire le ferie

Come fare allora per gestire nella maniera migliore le ferie di un’unità produttiva o di un’intera azienda? Una soluzione univoca valida per tutte le imprese non è possibile; tuttavia è ragionevole ipotizzare alcune soluzioni, le quali possono essere prese in esame dalle organizzazioni al fine di ottimizzare al meglio le ferie dei propri dipendenti e il ciclo produttivo.

Seguendo i vari contratti collettivi nazionali e le eventuali contrattazioni integrative delle società assieme ad altri accordi specifici, nonché tenendo conto delle richieste definite dalle diverse aree e, infine, non trascurando le istanze dei singoli individui è comunque fattibile trovare una soluzione adeguata. Ciò al fine di ottenere un piano ferie che tenga conto delle variabili sopra indicate ma che, al tempo stesso, non danneggi l’attività e la sua produzione. Un risultato di questa portata potrebbe essere possibile anche dopo molti mesi in cui la produzione, per via della pandemia e della difficoltà di approvvigionamento di molti materiali, si è dimostrata essere piena di incognite e insidie, in quanto alimentata anche
da fattori esterni di non semplice governabilità da parte delle imprese.

Una delle soluzioni praticabili e conosciuta rimane quella di programmare le ferie in maniera scaglionata per ogni reparto; oppure, in alternativa, per tipologie di addetti dove esistono più figure impiegate nella stessa mansione. Tutto questo implica, dove ipotizzabile, la possibilità di applicare un turnover delle ferie ed evitare di chiudere completamente l’azienda o comunque, di ridurre l’ipotesi che ciò accada. Tuttavia, una strategia di questa tipologia, dal punto di vista aziendale, potrebbe implicare rallentamenti produttivi nonché possibili disguidi a livello organizzativo. Sconsigliata invece in molte circostanze potrebbe essere la soluzione di sostituire alcune figure con altre, quando non vi è una professionalità identica o compatibile tra queste. Quest’ultimo aspetto, se mal gestito, potrebbe generare per l’azienda un rallentamento produttivo, determinato sia dalla scarsa dimestichezza nello svolgimento di un determinato lavoro da parte degli addetti, sia dovuto ad una maggiore probabilità di dare origine a rilavorazioni a fronte di esecuzioni poco precise effettuate dal personale in sostituzione.

Nuovi scenari e strade percorribili

L’ultima frontiera messa in campo da alcune società di servizi è quella della produzione “H24”. Una singolare soluzione che alcune imprese, grazie all’aiuto della tecnologia e a un controllo anche in remoto, stanno mettendo in pratica proponendo alcune tipologie di lavorazioni e servizi 7 giorni su 7, per tutti le 24 ore. Questo offre un servizio di grande interesse ai manager garantendo, in alcuni casi, anche un celere servizio per la prototipazione rapida o le urgenze improvvise. Tuttavia, al tempo stesso, il profilarsi nel mondo del lavoro di uno scenario di questa tipologia apre alla necessità di avere a disposizione in ogni momento ed incessantemente un maggiore numero di addetti che possano far fronte alle richieste che pervengono dall’esterno. Tutto ciò implica quindi non solamente l’esigenza costante e continua di personale che sovrintenda alle commesse ed esegua materialmente le richieste, ma anche di tutti quei servizi accessori che di solito sono a monte e a valle dell’esecuzione di questa tipologia di lavori. Per mantenere un’adeguata flessibilità e dinamicità delle organizzazioni coinvolte in questi processi, sempre più spesso poi ci si trova a dover fare i conti con un maggior numero di personale coinvolto e alla gestione dei loro tempi di riposo e ferie. Questo non sempre può essere possibile a fronte di un numero di aziende che per garantire elementi prestazionali adeguati fanno ricorso a flessibilità e straordinari del loro personale durante i picchi produttivi. Ogni realtà modernamente organizzata dovrebbe pertanto avvalersi di un piano di gestione delle ferie e, assieme a questo, anche ad una politica delle ferie da applicare al suo interno per meglio ottimizzare le problematiche che possono presentarsi all’interno dell’organizzazione. A tal proposito va evidenziato come alcuni gruppi oltreoceano, controcorrente rispetto al modello italiano, stanno attuando politiche di ferie illimitate. Una strategia quasi impensabile da noi anche per una società che eroga solamente servizi. Il principio che regola questa possibilità è dettato da una forte fiducia e responsabilizzazione dei propri addetti, tale da indurli ad ottimizzare al meglio il loro lavoro e pianificare le pause sulla base di diversi fattori, quali lo stato di avanzamento del lavoro in atto, il livello di stress e la gestione delle proprie esigenze personali, tanto per citare solamente alcuni di questi elementi. Anche se si tratta di una scelta audace e i tempi non appaiono essere sono ancora maturi nella nostra area geografica, questa metodologia potrebbe indurre a ragionare sul fatto che se il piano ferie aziendale venisse applicato con maggiore sistematicità, flessibilità e consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti, a lungo andare potrebbero portare a risultati positivi sia per l’azienda, sia per i collaboratori.

Nonostante queste possibilità a oggi, da un punto di vista pratico, diverse ditte si trovano nello stato esattamente opposto a quello sopra, ovvero a dover gestire con grande oculatezza il periodo delle ferie. Questo accade per via di fattori, spesso concatenati gli uni agli altri, legati ad una ripartenza dell’attività produttiva connaturata non solamente alle mutate delle condizioni economiche esterne, ma anche ad altri elementi che di fatto hanno contribuito a dover sensibilmente ridurre il periodo delle ferie del periodo estivo; oppure a posticiparlo rispetto ai mesi abituali. Molte imprese faticano più di altre ad adattarsi a questo scenario che necessita di non interrompere il ciclo produttivo e non generare rallentamenti o ritardi eccessivi. Nel breve termine, sarebbe pertanto auspicabile per arginare una situazione di questa tipologia, concentrarsi su alcuni progetti per cercare poi, se possibile, di attuare brevi pause tra una commessa e l’altra per poi ripartire maggiormente motivati, con più energie e, non ultimo, più riposati.

Come utilizzare le ferie

Uno dei trend che si sta portando avanti da alcuni anni negli States è invece quello di abolire l’intera politica delle ferie e di concedere ai dipendenti la possibilità di prendere tutte le ferie desiderate. Chiaramente in questa nuova strategia vi sono dei vincoli ai quali sottostare. Tuttavia, rimanendo indiscusse e imprescindibili le modalità di come possono utilizzare le ferie accordate ai collaboratori, in Italia a oggi questo rimane un modello sicuramente poco applicabile, se non in qualche sporadico caso. Ciò avviene principalmente per ragioni che vedono il lavoro spesso legato a ritmi e prassi ben precise. Anche per questa ragione il modello sopra menzionato rimane poco percorribile specie per le attività manifatturiere le quali sono legate ad un preciso flusso produttivo e a colli di bottiglia che potrebbero generarsi con l’assenza di personale per lunghi periodi. Tuttavia, l’altro effetto dell’usufruire delle ferie, per periodi significativi, potrebbe generare un impatto positivo anche per l’azienda. Tra l’altro, sarebbe utile sicuramente accrescere le persone, porle in uno stato mentale e psicologico maggiormente attivo e contribuirebbe a togliere lo stress accumulato. Inoltre, aiuterebbe anche ad instaurare un clima positivo tra le persone, assieme a tanti altri risvolti positivi che possono incentivare gli individui a lavorare con rinnovata energia e propositività all’interno del gruppo. Pertanto, la possibilità di poter prendere ferie in maniera piuttosto “elastica” per i dipendenti e collaboratori potrebbe sia generare vantaggi legati direttamente alle persone, sia creare benefici per l’impresa, anche se di piccole dimensioni. Uno di questi è identificabile in una maggiore produttività dovuta ad una rinnovata elasticità mentale ed una accresciuta attenzione, a livello di sicurezza, da parte del personale. L’indicazione di fondo dovrebbe pertanto essere quella, nonostante il carico di lavoro e gli impegni presi dalle diverse organizzazioni, di strutturare un piano
ferie in grado di fornire la possibilità ai propri collaboratori di ricaricarsi adeguatamente e ad intervalli regolari, senza dover rallentare eccessivamente la produzione. Il classico “tour de force” produttivo può andar bene se applicato in maniera non permanente e limitatamente per consentire alle aziende di rispettare gli impegni presi. Tuttavia, se il sovraccarico dovesse diventare una costante all’interno di un’organizzazione, tale da non consentire un piano ferie capace di permettere un riposo adeguato, le ragioni dovrebbero essere ricercate altrove. Tenendo conto di tutte le necessità e delle possibili soluzioni applicabili l’ideale, anche se non sempre possibile, per garantire produttività all’impresa, sarebbe quello di conciliare il tutto gestendo pause e picchi produttivi attraverso una minuziosa e flessibile pianificazione in grado di conciliare le attività aziendali e le richieste dei propri collaboratori.

di Stefano Vezzelli

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