La sterilizzazione diventa sostenibile con l’autoclave solare

Il Covid-19 ha rinnovato l’attenzione mondiale sulla necessita di strumenti di sanificazione e disinfezione efficaci. Non sorprende quindi che sia un momento storico come quello attuale a portare a battesimo la nuova autoclave solare del MIT e dell’India Institute of Technology.

Le autoclavi sono dispositivi utilizzati per sterilizzare gli strumenti medici e sanitari. Per funzionare richiedono una fornitura costante di vapore pressurizzato a una temperatura di circa 146 °C. Questa energia arriva solitamente da caldaie elettriche o alimentate a carburante, ma in molte aree rurali, specialmente nei paesi in via di sviluppo, il rifornimento energetico costituisce un’incognita. Ora, un team internazionale di ricercatori ha escogitato un modo per generare passivamente il vapore necessario, utilizzando solo la potenza della luce.

Come funziona?

La chiave della nuova autoclave solare è l’uso dell’aerogel otticamente trasparente, un materiale sviluppato negli ultimi anni dalla professoressa Evelyn Wang del MIT e dai suoi collaboratori. Si tratta di una schiuma leggera fatta di silice ed aria, capace di fornire un efficace isolamento termico. Può ridurre di dieci volte il tasso di perdita di calore. Questo aerogel è incollato sulla parte superiore di quella che è essenzialmente un’apparecchiatura standard per la produzione di acqua calda solare: una piastra di rame con un trattamento superficiale di colore nero che assorbe il calore, collegata a una serie di tubi sul lato inferiore. Mentre il sole riscalda il piatto, l’acqua che scorre nei tubi raccoglie quel calore. Ma con l’aggiunta dello strato isolante sulla parte superiore e specchi su ciascun lato della piastra, il sistema genera anche vapore ad alta temperatura.

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