Piani strategici per la manutenzione

In manutenzione la pianificazione strategica e la programmazione operativa, tramite un elenco dei compiti specifici, sono processi ben distinti. I piani strategici vengono sempre pensati con una visione a medio o a lungo termine e si applicano a un ciclo o a un periodo di tempo, mentre l’elenco dei compiti manutentivi è per natura a breve termine e si applica a un intervallo specifico.

Progettare la manutenzione significa dimensionare e ritarare periodicamente il mix
ottimale nella distribuzione delle risorse a disponibili tra le attività di riparazione (non programmate) e le attività di prevenzione (programmate), puntando a privilegiare le ultime.

La pianificazione strategica implica la stesura dei piani operativi (manutenzione preventiva, ispezione, riparazione), le programmazioni quantitative (piano del personale e piano materiali che comprende il piano operativo dell’impianto a livello di macchine e attrezzature), i piani sui costi/prestazioni e il piano strategico complessivo. Tra questi, l’elenco dei compiti manutentivi è lo strumento specifico che permette di controllare gli interventi e si basa sui piani operativi dell’impianto. Per esempio, un elenco dei compiti manutentivi basato sul piano delle riparazioni contiene istruzioni dettagliate sugli interventi di riparazione, così come le informazioni che riguardano la data di esecuzione. Una volta conclusi gli interventi di riparazione, l’elenco dei compiti manutentivi torna alla fase di preparazione per consentire l’analisi durante la pianificazione.

Con politiche di manutenzione si intende il metodo di approccio scelto da un’azienda, in base ai propri obiettivi strategici e capacità tecniche ed organizzative. Come noto, sono sostanzialmente di due tipi: correttiva o a guasto e preventiva ciclica e su condizione.

La manutenzione correttiva

La manutenzione correttiva è caratterizzata dal fatto che non si prevede alcuna manutenzione diversa dal guasto.

I componenti di un sistema vengono installati senza alcun programma manutentivo, si consumano e vengono sostituiti integralmente quando si rompono. Tale tipologia manutentiva è conveniente da un punto di vista economico solo se:
– costa molto meno sostituire piuttosto che manutenere i componenti del sistema interessati;
– componenti del sistema interessati non sono vitali per la sicurezza e la produttività dell’impianto e possono essere sostituiti rapidamente, senza che sia necessario fermare il sistema;
– i componenti del sistema interessati hanno un ciclo di vita limitato, che non ha senso prolungare.

Questo tipo di intervento manutentivo inizia con la notifica che si è verificato un guasto, dopodiché viene specificata la natura del guasto. Il responsabile della manutenzione può chiedere informazioni a chi ha stilato la notifica oppure effettuare lui stesso un’ispezione sul guasto. Se chi ha stilato la notifica è un tecnico della manutenzione, può occuparsi lui stesso anche di specificare la natura del malfunzionamento.

Una volta stabilite l’entità e la natura del guasto, vengono definiti la pianificazione e il controllo dell’intervento di riparazione. La quantità di tempo necessaria a fare ciò
dipende dalla gravità del guasto e dai suoi effetti sulla produzione.

Se si ha a disposizione il tempo necessario per eseguire la riparazione, il responsabile della manutenzione dovrà specificare quali siano le parti riparabili, le procedure di intervento e gli attrezzi da utilizzare. Se il tempo a disposizione è ridotto, il responsabile della manutenzione darà al tecnico di ma- nutenzione un ordine di lavoro con specifiche generiche.

Nel caso di malfunzionamenti gravi ed urgenti, questa sequenza può essere invertita: si effettua prima la riparazione e solo successivamente vengono stilate la notifica e la specifica del guasto.

Dopo che il guasto è stato riparato da un tecnico della manutenzione interno o esterno, il responsabile della manutenzione (in qualità di parte commissionante) ratifica il servizio erogato. Nell’ultima fase, l’ordine è concluso dal pagamento.