Energia idraulica per il lancio delle navette di una giostra

Vengono qui illustrati la progettazione, il dimensionamento e la realizzazione di una giostra, chiamata Spider, costruita dalla FC Fabbri di Calto.

Per il pubblico l’attrattività di una nuova giostra è data da molteplici fattori. Non solo le sensazioni che si provano una volta a bordo delle navette in moto ma anche le forme, i suoni, i colori della struttura. Da parte dei costruttori di “ride”, parola che tende ad essere usata sempre più spesso in sostituzione di quella italiana, è richiesta una grande conoscenza tecnica, immaginazione, intuizione delle nuove richieste dell’utenza e delle nuove mode. Ci sono giostre dal successo duraturo come le ruote panoramiche o i roller coaster (montagne russe) e altre dalla vita effimera di poche stagioni. La ricerca di nuove attrazioni e geometrie è comunque continua e l’Italia è in uno dei primi posti nel mondo nello sviluppo e costruzione di moderne ride.

Fase preliminare di analisi strutturale, dinamica e di sicurezza della nuova giostra

Come e più che per altre macchine che prevedano la presenza di persone a bordo o nelle immediate vicinanze della zona di operatività, nella fase di ideazione e di progetto delle ride vengono implementate tutte le più moderne conoscenze per massimizzare il livello di affidabilità e sicurezza.

Lo scrivente, operante da anni nella progettazione e realizzazione di impianti oleodinamici, può testimoniare con certezza come spesso in settori diversi l’implementazione della circuitazione idraulica avvenga in una fase già avanzata della progettazione meccanica, portando a compromessi che spesso non danno la massima efficienza e affidabilità al sistema. Se ne potrebbero riassumere le cause dicendo che probabilmente molti progettisti ritengono che l’oleodinamica abbia tali riserve di energia, di adattabilità agli spazi e alle geometrie complesse da compensare eventuali deficienze progettuali meccaniche. Invece il coordinamento del progetto Spider, diretto da Sandro e Luca Chieregatti della ditta FC Fabbri, ebbe direttamente inizio con alcuni meeting cui parteciparono tecnici meccanici, elettrotecnici, elettronici ed idraulici e dove la domanda più frequente era sempre: “Se succede questo e quello quali dispositivi, componenti, sequenze portano immediatamente la ride in sicurezza?”. C’è da chiarire che nella direttiva macchine non esiste una vera e propria norma verticale, cioè unica e specifica, per le giostre, probabilmente perché fra di esse c’è una grande variabilità di geometrie, movimenti, traiettorie, ma si applicano una lunga serie di normative relative alle diverse tecnologie utilizzate. Sono fissati dei limiti ben precisi per le accelerazioni verticali e trasversali al corpo dei passeggeri, sono utilizzati dispositivi evoluti per il fissaggio degli stessi ai seggiolini, sono studiati con ampi margini gli spazi entro i quali essi si dovranno muovere senza possibili interferenze (safe envelope), le strutture meccaniche e i carichi statici e dinamici vengono simulati con tecniche FEM, le giunzioni saldate sia delle strutture che dei cilindri oleodinamici vengono analizzate con tecniche radiografiche, la regola aurea nella fase progettuale è “ridondanza”. Inoltre, le nuove ride destinate a operare nella comunità europea e nei paesi che ne condividono le normative, per ottenere il marchio di conformità CE devono sottostare ad una stringente analisi da parte di organismi notificati, fra i quali il più qualificante è ritenuto il Tüv Süd di Monaco, che hanno l’autorità per imporre, anche a giostra già realizzata, tutte le modifiche o implementazioni da essi ritenute necessarie per aumentarne la sicurezza.