Le barriere coralline salvate dalle stampanti 3D

Aumento delle temperature, progressiva acidificazione, inquinamento, pesca eccessiva. Diverse sono le cause che mettono le barriere coralline in prima fila tra le vittime dell’inquinamento del mare. Poiché queste sono uno degli ecosistemi marini più ricchi di biodiversità, alcuni ricercatori hanno tentato perfino di trapiantare i coralli allevati in laboratorio nelle formazioni in agonia, ma le condizioni gravemente compromesse del loro habitat sembrano rendere questo esperimento vano. Una soluzione interessante potrebbe venire dagli studi che stanno conducendo i ricercatori della KAUST – King Abdullah University of Science and Technologyil restauro delle barriere coralline attraverso delle strutture di supporto su cui far crescere i coralli con la stampante 3D.

Finora sono stati utilizzati come substrato blocchi di cemento o strutture metalliche, ma il rispristino è molto lento perché i coralli depositano il loro esoscheletro di carbonato di calcio al ritmo di pochi millimetri l’anno. L’idea alla base dello studio del gruppo di ricerca della KAUST consiste nel fornire alle barriere coralline un substrato simile a quello naturale affinché possano riprendersi più velocemente. Il 3D CoraPrint, sviluppato dal team della KAUST, utilizza un inchiostro ecologico e sostenibile a base di carbonato di calcio fotoiniziato (CCP). I test negli acquari hanno dimostrato che il CCP non è tossico, ma i ricercatori stanno comunque pianificando dei test a lungo termine. A differenza dei sistemi finora sperimentati, basati sulla colonizzazione passiva della struttura di supporto stampata, 3D CoraPrint adotta il fissaggio di microframmenti di corallo allo scheletro stampato per avviare il processo di colonizzazione.

Due strade

La sperimentazione prevede l’impiego di due diversi metodi di stampa, che iniziano entrambi con un modello scansionato di uno scheletro di corallo. Nel primo metodo, il modello viene stampato e la stampa viene quindi utilizzata per realizzare uno stampo in silicone. La struttura finale viene prodotta riempiendo lo stampo con inchiostro CCP. Nel secondo metodo, la struttura di supporto viene stampata direttamente utilizzando l’inchiostro CCP. I due metodi hanno vantaggi complementari.