Dall’Impresa 4.0 alla Transizione 4.0

Gli strumenti del super ammortamento e dell’iper ammortamento sostituiti da un sistema fondato sul credito d’imposta per le imprese in transizione 4.0 (tecnologica, digitale ed ecologica).

All’interno del programma di interventi a sostegno dell’innovazione tecnologica del tessuto imprenditoriale italiano iniziato nel 2016 con il Piano Nazionale Industria 4.0, il Governo italiano ha cercato di dare impulso a un processo di trasformazione digitale e tecnologica del Paese, con particolare attenzione agli investimenti destinati alle piccole e medie imprese che, senza un coordinato approccio di intervento, potrebbero non disporre delle risorse e delle competenze in materia.

Inizialmente l’orizzonte temporale del Piano era stato fissato nel triennio 2017-2020, ma i buoni risultati ottenuti e la necessità di accelerare la transizione digitale hanno portato a modifiche delle strategie e dei destinatari degli interventi, incluse nel modificato Piano Nazionale Impresa 4.0 incluso nella Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017).transizione 4.0

I principali interventi legislativi a supporto del Piano Industria/Impresa 4.0 (super-ammortamento, iper-ammortamento e credito d’imposta per la ricerca, sviluppo e innovazione) sono state a loro volta parzialmente riformate dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) che, tra l’altro, ha previsto la proroga delle misure anche per l’anno 2021.

La ratio dietro le modifiche apportate sono state illustrate dai dati forniti dal Ministero per lo Sviluppo Economico, il quale ha rilevato che le iniziali misure di Industria 4.0 avevano premiato maggiormente imprese di medie e medio-grandi dimensioni a discapito di quelle di dimensione minore.

Inoltre, dopo l’avvio del 2017 con ordinativi record per nuovi macchinari industriali, negli anni successivi si era registrato un progressivo calo degli stessi, accentuato nei primi mesi del 2019.

Credito d’imposta ad aliquota differenziata

Anche per questo motivo dal 2020 si è passati da un sistema di ammortamento (iper o super a seconda della tipologia di macchinario e di industria) a quello centrato su un credito d’imposta ad aliquota differenziata il cui ammontare dipende dalla tipologia di beni oggetto dell’investimento, includendo anche i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e, novità proprio di quell’anno, anche per quelli funzionali alla transizione ecologica, sostitutivo del precedente credito di imposta in ricerca e sviluppo.

transizione 4.0La Legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) ha cercato di fornire una nuova accelerata sui temi della trasformazione tecnologica, digitale e ecologica delle aziende, nell’ambito del nuovo programma denominato Transizione 4.0, a sua volta individuato come parte fondamentale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2021 ha altresì prorogato fino al 31 dicembre 2022 i seguenti strumenti:

– Credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, sempre con diversificazione delle aliquote e ulteriore ammissione delle spese ammissibili

– Aumento delle percentuali entro le quali è riconosciuto il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica

– Credito d’imposta in formazione 4.0, introdotto fin dal 2017 e considerato centrale per l’acquisizione delle competenze necessarie alla competitività delle imprese.transizione 4.0

I modelli di comunicazione dei dati e delle altre informazioni per queste misure sono stati approvati con tre differenti decreti direttoriali del MISE del 6 ottobre 2021 e con la successiva Risoluzione n. 68/E del 30 novembre 2021, l’Agenzia delle Entrate ha determinato i Codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta facenti parte della misura Transizione 4.0.

Poiché si tratta di misure economiche ingenti (nel PNRR sono stanziati per queste misure fiscali 13,38 miliardi di euro di risorse dal Fondo per l’attuazione del Next generation EU-Italia a cui si aggiungono ulteriori 5,08 miliardi di euro finanziati dal Fondo nazionale investimenti complementari), è prevista l’istituzione di un comitato scientifico composto da esperti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del MISE e della Banca d’Italia per valutare l’impatto economico delle misure.

Proroghe fino al 31 dicembre 2022

Entrando nello specifico di una delle principali misure a sostegno della transizione delle imprese, come già accennato dalla Legge di Bilancio 2020, non si parla più di super o iper ammortamento, bensì di credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi.

La Legge di Bilancio 2021 è intervenuta su questa misura prorogandola fino al 31 dicembre 2022 (o al 30 giugno 2023 se il relativo ordine risulta accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione) e, soprattutto, potenziando e diversificando le aliquote agevolative, incrementando le spese ammissibili e ampliandone l’ambito applicativo.

Il credito d’imposta riguarda tutte le imprese e, con riferimento ad alcuni investimenti, anche i professionisti.

Criteri di accesso

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è condizionata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.Il credito viene riconosciuto con aliquota differenziata secondo la tipologia di beni oggetto dell’acquisto o del leasing, nonché a seconda della data dell’investimento, con le seguenti specificazioni:

  • La Legge di Bilancio 2021 ha prorogato alla fine del 2022 anche il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a supporto della competitività delle imprese.
  • E’ stato esteso al 2022 anche il credito d’imposta per le spese di formazione nel settore delle tecnologie 4.0, introdotto dalla Legge di bilancio 2018.

di Michela Maggi