Acqua potabile: il dissalatore solare a basso costo

Oggi oltre 2 miliardi di persone al mondo vivono in paesi con problemi di approvvigionamento idrico. Ben 4 miliardi sperimentano gravi carenze d’acqua per almeno un mese all’anno. E più di 1.5 miliardi di persone si trova in territori privi o carenti di infrastrutture idriche. Numeri che preoccupano soprattutto alla luce del crescente riscaldamento globale e dei suoi effetti sul ciclo dell’acqua. Per contrastare il problema, la ricerca è da anni impegnata a studiare e realizzare nuovi sistemi di potabilizzazione
che possano offrire una buona resa ma anche costi contenuti. Per molto tempo, tuttavia, unire efficienza ed economicità è risultata un’ardua impresa. Ci prova ora il dissalatore solare messo a punto dagli scienziati del Massachusetts Institute of Technology in collaborazione con i colleghi della Shanghai Jiao Tong University. Nel dettaglio,
il gruppo ha messo a punto un nuovo design per la desalinizzazione passiva che previene l’accumulo di sale. L’incrostazione rappresenta infatti uno dei problemi principali in questi impianti.

Funzionamento

Il sale e altre impurità vengono filtrate dall’acqua, accumulandosi sulle membrane o su altre superfici del dispositivo e richiedendo una pulizia regolare, se non addirittura una sostituzione dei componenti. Molti dissalatori solari impiegano una sorta di stoppino per aspirare l’acqua, elemento particolarmente vulnerabile all’accumulo di sale e difficile da pulire. Ecco perché il lavoro del team è partito dalla sua rimozione. Il risultato
è un sistema a strati con superfici intelligenti: in alto un materiale scuro per assorbire il calore del sole, quindi un sottile strato d’acqua sopra un secondo materiale dotato di minuscoli fori. Il tutto posizionato su un serbatoio di acqua salata. Il sottile strato d’acqua viene riscaldato fino all’evaporazione, dove si condensa su una superficie inclinata per la raccolta. I fori sono abbastanza grandi da consentire una circolazione convettiva naturale tra lo strato superiore di acqua più caldo e denso di sale e il serbatoio più freddo diluito sottostante, favorendo un ricambio continuo. E questo si traduce in prestazioni elevate e nella prevenzione dell’accumulo di sale.