Classificazione ambientale dei cavi

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Un’errata o incompleta valutazione dell’impatto che l’ambiente può avere sui cavi e altri componenti di un cablaggio può compromettere la funzionalità di un impianto. Al fine di supportare scelte oggettivamente coerenti, è disponibile una classificazione sviluppata da un lavoro congiunto delle principali organizzazioni dello standard, tra cui ODVA, IEC e TIA, denominata MICE, acronimo derivato da quattro elementi fonte di stress ambientale. Nel dettaglio: M (meccanico), che riguarda urto, vibrazione, schiacciamento, impatto, forza di trazione, flessione; I (ingresso) che si riferisce a elementi che possono con la loro presenza, e infiltrandosi, danneggiare il cablaggio, quali acqua, polvere sotto forma di liquido, particolato; C (climatico-chimico), che tiene in considerazione temperatura, esposizione ai raggi UV, umidità, esposizione a contaminanti come petrolio o gas; E (elettromagnetico), che è relativo a spunti di tensione, interferenze EMI/ RFI, campi magnetici, transitori. Per ciascuno di questi impatti ambientali sono stati definiti tre livelli di gravità, dove il livello 1 è quello di basso impatto, o light duty, come può essere in un’installazione commerciale, mentre il livello 2, industrial floor, riguarda una prima tipologia di contesto industriale, e il livello 3, isola di automazione, è relativo a situazioni industriali di maggior severità.

Per descrivere accuratamente un ambiente, ciascuno degli impatti può essere applicato a un livello diverso: per esempio un impianto di assemblaggio potrebbe avere elevate quantità di stress meccanico (M3), ma avere un basso stress di ingresso, climatico-chimico ed elettromagnetico (I1, C1 ed E1). L’ampia diversità tra gli ambienti industriali non può che comportare lo sviluppo di prodotti personalizzati per il cabling, in grado di garantire prestazioni in condizioni molto specifiche.

Come si interpreta?

Per esemplificare, un rating MICE M3, I1, C2 ed E3 indica che quel particolare ambiente espone i componenti del cablaggio a forti impatti meccanici, bassissima esposizione all’ingresso, esposizione media a fattori climatici o chimici, ma forte esposizione a interferenze elettromagnetiche.

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