L’importanza dell’alluminio e del suo riciclo

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Dopo l’esordio di novembre anche alla 20esima edizione di MECSPE lo scorso giugno l’alluminio è stato fra i protagonisti più attesi grazie sia alla visibilità garantitagli dalla partnership con METEF sia alla sua stessa natura di materiale riutilizzabile per eccellenza, simbolo dell’economia circolare.

Alla metà dello scorso mese di maggio l’edizione europea di Bloomberg.com ha pubblicato dati allarmati e allarmanti circa la disponibilità di alluminio presso i magazzini del London Metal Exchange calcolando che le scorte di materiale si siano ridotte del 63% lungo il corso dell’anno.

Per quanto la richiesta di materiale si sia confermata robusta, la riduzione delle forniture da parte di molti “smelter” ha posto e continua a porre il mercato e l’industria in condizione di deficit.

Allo stesso tempo i prezzi della commodity, protagonista come altre di un’impennata che a marzo lo ha portato a veleggiare attorno a quota 4.000 dollari per tonnellata, hanno segnato un rallentamento.

Nella tarda primavera hanno iniziato a calare e sono scesi per circa il 30% ma ciononostante si sono mantenuti a livelli del 60% superiori a quelli tipici del periodo precedente la pandemia.

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Paolo Kauffmann, fondatore di Materika.

Da più parti si prevede che l’impiego complessivo di alluminio possa aumentare ancora di qui al 2050 (+85%) e che il fabbisogno possa essere soddisfatto per il 50% dalla produzione primaria; da quella secondaria per la restante metà.

La buona notizia viene dalle caratteristiche intrinseche del materiale, che vanta la prerogativa di poter essere riusato virtualmente all’infinito. E anzi, di poter essere riutilizzato per ricreare lo stesso prodotto e la medesima applicazione una volta giunta al termine del suo percorso.

Verde per natura

Le sue proprietà green sono tali che a esse è stato dedicato negli spazi di METEF al MECSPE di Bologna un convegno tematico e dal titolo inequivocabile: “Alluminio verde – Il materiale del futuro per flessibilità tecnologica, economia circolare, riciclabilità ed efficienza energetica”.

Quest’ultimo è un dettaglio importante e i relatori non hanno potuto trascurarlo.

Opinione dello speaker d’apertura ed esperto del settore Paolo Kauffmann, fondatore di Materika, è infatti che le tensioni sul fronte “energy” siano destinate a persistere addirittura sino al 2024.

Appaiono in riduzione i flussi di gas dalla Russia e il petrolio è tornato a salire; sulla scia dei mercati obbligazionari e azionari non presenta soluzioni di continuità, a dispetto di alcune tendenze ribassiste, il rally delle materie prime.

È allora a maggior ragione importante – e il presidente di METEF Mario Conserva lo ha indicato i più di una circostanza – riflettere e investire sulla circolarità, tenendo presente che i consumi dettati dal riciclo sono decisamente inferiori (pari solo al 5%) a quelli della produzione primaria.

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Mario Conserva, presidente di METEF.

E che anche nel caso in cui si ipotizzasse una produzione primaria a basso contenuto di emissioni, si tratterebbe pur sempre di un processo altamente energivoro.

Un passo avanti deciso è atteso dal mondo auto, vorace acquirente di alluminio in nome dell’alleggerimento dei veicoli e del taglio di emissioni e consumi, a sua volta sempre più interessato alle politiche e alle azioni volte al recupero.

Imballi da primato

Già, perché altrove si fanno progressi di rilievo: è il caso degli imballaggi in alluminio, il 67,5% dei quali (poco meno di 53 mila tonnellate) è stato rigenerato lo scorso anno solamente nel nostro Paese, che si è così posizionato ben al di sopra delle medie europee in quest’ambito.

La riduzione delle emissioni è l’ideale contraltare alla crescita del riuso, che ha permesso di evitare l’immissione in atmosfera di 371 mila tonnellate di anidride carbonica e di risparmiare 159 mila tonnellate equivalenti di petrolio.

I grandi fornitori mondiali di alluminio si stanno attrezzando per offrire prodotti sempre più sostenibili e per ridisegnare, nel segno della sostenibilità, i loro processi.

Ospite del convegno che ha animato la prima giornata di lavori a MECSPE è stata non a caso la norvegese Hydro (Norsk Hydro) con la presentazione di due linee di prodotto ispirate alla filosofia green.

Hydro CIRCAL 75R – che già abbraccia con la sua stessa denominazione l’idea della circolarità – è il marchio che distingue una gamma di alluminio riciclato realizzato per almeno il 75% con scarti di materiale post-consumo.

Il risultato è un abbattimento del fabbisogno energetico in produzione, ma a parità di qualità del materiale.

Decisiva per garantire quello che l’azienda ha definito «uno dei più alti contenuti di alluminio riciclato disponibili sul mercato», è la selezione del materiale in ingresso.

Una gamma in evoluzione

L’intenzione della multinazionale – che in Patria può contare sulla collaborazione di “smelter” i cui impianti sono in prevalenza alimentati da fonti rinnovabili – è di accrescere la quantità degli scarti post-consumo e ampliare ulteriormente il ventaglio dei prodotti della famiglia CIRCAL.

Altro brand di spicco è Hydro REDUXA, col quale si indica una serie di alluminio a bassa impronta di carbonio, ancora una volta grazie a processi basati su un mix di energie rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica.

allluminioÈ così che il produttore è riuscito a mettere a punto un’offerta contrassegnata da una carbon footprint per chilogrammo pari a un quarto soltanto dei valori medi di mercato.

Per la precisione, è stato stimato che l’impronta massima di carbonio sia di quattro chilogrammi per chilo di alluminio prodotto.

Il ricorso massiccio alle rinnovabili fa inoltre sì che i processi di Hydro generino emissioni di CO2 per quattro-cinque volte inferiori a paragone con gli standard.

Il prodotto, infine, è versatile e disponibile in forme molteplici, tutte accomunate dall’impronta ridotta. Dai lingotti di estrusione sino alle leghe di fonderia, passando per fogli e lamiere e per le vergelle.

I NUMERI DELL’ALLUMINIO

  • 5%: il consumo di energia della produzione di alluminio da riciclo rispetto a quella primaria;
  • +85%: la crescita dell’impiego di alluminio entro il 2050;
  • +60%: la crescita dei prezzi dell’alluminio rispetto al periodo precedente la pandemia;
  • 67,5%: la quota degli imballaggi in alluminio riciclati in Italia nel 2021, rispetto al totale;
  • 371 mila: le tonnellate di anidride carbonica evitate;
  • 75%: il quantitativo di alluminio post-consumo utilizzato dalla linea Hydro CIRCAL

a cura di Roberto Carminati