Formazione, sicurezza e fattore umano

Il miglioramento continuo: obbligare o coinvolgere?

Nell’articolo 35 della nostra Costituzione troviamo il primo e fondamentale richiamo al ruolo della Formazione (quindi la F è maiuscola). Dopo l’incipit “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni“, si aggiunge ”Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori”. I padri costituenti hanno quindi voluto inserire come valore costituzionale la formazione. Tale principio trova dettagliata esplicitazione nel D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro – TUSL). In particolare nell’articolo 15 nelle lettere da n) a t), tra le misure generali di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, troviamo sia il richiamo alla formazione e informazione, sia quello alla partecipazione e consultazione. Si conclude questo particolare elenco con il richiamo al “miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza”. Il punto di arrivo della organizzazione è pertanto quello di strutturarsi per perseguire quello che in tutti i corsi viene definito il processo di “miglioramento continuo”.

Il perseguimento del continuo miglioramento delle prestazioni dell’organizzazione viene richiamato in ogni campo (da quello delle prestazioni economiche dell’impresa, a quello della qualità o pure dell’efficacia del sistema organizzativo) e, a maggior ragione, deve essere un processo che investe l’ambito della sicurezza sul lavoro.

Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo

Il punto di arrivo diviene quindi il punto di partenza di un processo incrementale ma non si deve fare l’errore di ricercare in modo ossessivo la “perfezione”. Credo sia di Mark Twain la citazione: “Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo”. La ricerca esasperata della perfezione può essere molto controproducente. Può indurre stress, demotivare e scoraggiare. Richiedere piccoli ma continui sviluppi ai membri della propria organizzazione può risultare molto più efficace. In questo tipo di processo la partecipazione e la consultazione di tutti i lavoratori diventa quindi un elemento essenziale per avviare il miglioramento continuo.

È fin dai tempi di Platone che è noto l’assunto “La conoscenza acquisita per forza non ha presa sulla mente”. Serve allora uno sforzo collettivo nell’intera organizzazione: la partecipazione attiva di tutti i lavoratori, la consultazione di tutti per raggiungere la consapevolezza che porta, non tanto ad adempiere ad un obbligo formativo stabilito dalla legge, quanto ad un reale perseguimento degli obbiettivi di miglioramento continuo. Se da un lato quindi è palese che l’apparato legislativo debba forzare agli obblighi conseguenti al dettato costituzionale in materia di formazione sulla sicurezza, è altrettanto chiaro che se non c’è una adesione convinta e volontaria che conduca alla vera partecipazione al processo di miglioramento continuo esso non potrà mai concretizzarsi pienamente. Da un lato la direzione dell’organizzazione deve quindi evidenziare la sua piena consapevolezza sulla centralità della formazione nella gestione della sicurezza, dall’altro si dovrà raggiungere un elevato livello di condivisione in tutte le persone coinvolte nell’organizzazione.