Metalmeccanica: segnali contrastanti

Nella prima metà dell’anno in corso l’attività produttiva metalmeccanica ha mostrato segnali contrastanti, pur confermandosi sugli stessi livelli del 2021 e, sostanzialmente, in linea con quelli del primo semestre del 2019 (-0,1%).

Nel mese di giugno è stato registrato un sensibile calo di produzione (-3,2% rispetto a maggio), determinando nel secondo trimestre una riduzione dei volumi produttivi su base tendenziale pari all’1,2% nonostante una variazione congiunturale positiva dell’1% nel secondo trimestre.

«Ci sono tanti segnali nella nostra indagine e tutti sono contrastanti – ha commentato Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica. Abbiamo risultati positivi della produzione industriale nel secondo trimestre con peggioramento, però, nell’ultimo mese e un dato complessivamente negativo, se confrontato con il precedente. Abbiamo ancora imprese che prevedono di aumentare l’occupazione, ma aumentano le attività che hanno difficoltà a trovare i profili che servono. Esistono e resistono, evidentemente, problemi strutturali nel nostro paese che si fatica a risolvere e che non fanno che amplificare le criticità in una fase difficile come quella che stiamo vivendo. Abbiamo comparti in lieve crescita e settori in chiara difficoltà, come l’automotive toccato da problemi congiunturali e nel bel mezzo di una complessa transizione tecnologica ed ecologica. È pertanto necessaria una politica industriale organica, che consenta di cogliere le opportunità che ci sono e di affrontare i problemi che emergono nell’interesse generale».

Andamenti produttivi fortemente differenziati

Nel primo semestre si sono osservati andamenti produttivi tendenziali fortemente differenziati nei diversi comparti dell’industria metalmeccanica: la produzione di computer, radio TV, strumenti medicali e di precisione è cresciuta sensibilmente (+7,4%), così come quella di macchine e apparecchi meccanici (+2,5%) e degli altri mezzi di trasporto (+1,4%); di contro, sono diminuite le attività della metallurgia (-3,6%), le fabbricazioni di autoveicoli e rimorchi (-3,0%), di macchine e apparecchi elettrici (-2,5%) e di prodotti in metallo (-2,4%).

Cosa succede nei paesi Ue?

Nei principali paesi dell’Unione europea, rispetto al primo semestre 2021, la produzione metalmeccanica è diminuita dello 0,3%. La stabilità produttiva italiana si confronta con le variazioni negative invece osservate in Francia (-0,2%) e soprattutto in Germania (-2,2%); soltanto la Spagna ha registrato un incremento tendenziale del +0,8%. Tuttavia, nel confronto internazionale per il mese di giugno, si evidenzia come soltanto l’Italia abbia registrato un calo congiunturale della produzione. Sulle dinamiche produttive che si registrano nei singoli settori sta incidendo, oltre alla ripresa della domanda interna, anche l’export che, seppur in rallentamento, rimane molto sostenuto. Nel primo semestre del 2022 le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute del 15,8% e le importazioni del 24,1%, sebbene per entrambi i flussi si rilevi una dinamica in attenuazione nel secondo trimestre rispetto al primo.

Va considerato poi che gli incrementi dell’interscambio in valore sono stati influenzati da una forte crescita dei valori medi unitari. Nel dettaglio, le esportazioni verso i paesi Ue sono cresciute del 18,9%, mentre quelle verso i paesi extra Ue del 12,2%.