2023: la Manovra vista dalle Pmi

Dai provvedimenti contro il caro energia alle agevolazioni per le quotazioni in borsa, dal Fondo di Garanzia agli incentivi per il made in Italy. Intanto slitta la plastic tax e si pensa ad attuare le misure sul lavoro. Ecco come la Legge di Bilancio per l’anno in corso può dare una mano alle “piccole e medie”.

Numericamente non sono moltissime, ma alcune, va detto, sono potenzialmente interessanti. A patto che gli applicativi siano all’altezza delle esigenze delle imprese in questa difficile fase di ripresa.

Lo scudo italiano alla congiuntura internazionale

Per le Pmi la Legge di Bilancio per l’anno da poco iniziato stanzia una serie di misure tra cui spiccano il rifinanziamento del Fondo Garanzia Pmi, proroga del credito d’imposta per la quotazione in borsa delle Pmi, niente plastic tax e sugar tax fino al 2024, oltre a una serie di misure sul lavoro, come la proroga delle decontribuzioni sulle nuove assunzioni.

Per il Fondo di Garanzia si parla di un miliardo di euro a disposizione per le operazioni di prestito e mutuo, più l’erogazione di una serie di altri servizi, specificamente dedicati alle Pmi: rating, microcredito, convenzioni con i Confidi. Inoltre, sempre per le piccole e medie imprese, è prorogato il credito d’imposta sulle spese di consulenza sostenute per la quotazione in borsa. L’agevolazione è al 50% fino a un massimo di 200 mila euro e si utilizza in compensazione. Intanto, ancora un rinvio, stavolta al 2024, per sugar e plastic tax.

Un tema purtroppo ricorrente, di questi tempi, non può che essere quello dell’energia e del caro bollette. A tale proposito il credito d’imposta sulle bollette di energia e gas, prorogato a tutto il primo trimestre 2023 (con possibilità, come vedremo, di ulteriori ampliamenti) sale al 45% per le imprese energivore e al 35% per le altre. I crediti vengono utilizzati in compensazione e sono cedibili ad altri soggetti.

Si pensa anche al mercato del lavoro, che le stime danno purtroppo in flessione (alcuni osservatori parlano di almeno 60 mila assunzioni in meno previste nel ‘23): le misure sul tavolo sono esoneri contributivi per le nuove assunzioni (100% fino a un tetto di 6 mila euro per ciascun lavoratore), che si applicano anche in caso di stabilizzazione dei contratti a td. Si guarda soprattutto alle fasce dell’occupazione femminilie e giovanile.

Tornano anche i “buoni lavoro”, fino a 10 mila euro per prestazioni di carattere occasionale.

A totale vantaggio del dipendente è il taglio del cuneo fiscale, con due punti per i dipendenti con stipendio fino a 35 mila euro e tre punti per chi guadagna fino a 20 mila euro. Entro fine legislatura si punta a raggiungere quota 5%, di cui due terzi a beneficio del lavoratore e un terzo dell’impresa.

Da approfondire, anche alla luce degli attuativi, la politica a vantaggio del made in Italy e contro la concorrenza sleale, con strumenti di tutela dei marchi e della proprietà intellettuale.

Resta in agenda il tema del caro energia, affrontato nel Documento programmatico: dopo il 31 marzo, qualora la situazione generale lo rendesse necessario, il governo si riserva di pensare ad ulteriori misure a valere prioritariamente sulle risorse derivanti da eventuali maggiori entrate e risparmi di spesa.