Un percorso strutturato verso la neutralità carbonica

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Oggi più che mai l’economia globale deve trasformarsi e passare dalla dipendenza dai combustibili fossili a essere carbon free, ultra-efficiente, circolare e pulita. Come sta facendo SKF che punta alla neutralità carbonica entro il 2030.

L’obiettivo di SKF è essere azienda tra i leader della sostenibilità industriale: da anni il Gruppo svedese lavora per offrire soluzioni in grado di ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’utilizzo efficiente dell’energia dei clienti, supportandoli nella transizione verso l’economia circolare e la neutralità carbonica. In quest’ottica l’azienda ha sviluppato un approccio strategico alle tecnologie industriali pulite, sviluppando prodotti e servizi in grado di rendere queste tecnologie accessibili e competitive sul mercato.

Il Greenhouse Gas Reporting Protocol

La multinazionale svedese al suo interno ha adottato il Greenhouse Gas Reporting Protocol, per definire e monitorare la performance delle politiche di sostenibilità del Gruppo. I

l protocollo individua tre ambiti (Scope) di riduzione delle emissioni.

Nel dettaglio lo Scopo 1 si riferisce alle emissioni dirette generate dagli stabilimenti SKF. Lo Scopo 2 riguarda le emissioni indirette generate dai fornitori di elettricità e teleriscaldamento. Lo Scopo 3 copre tutte le altre emissioni indirette della catena di fornitura. Per quanto riguarda lo Scopo 1, per esempio SKF è stata una delle prime aziende ad adottare lo standard di gestione energetica ISO 50001.

Attualmente, 44 stabilimenti in tutto il mondo – che rappresentano oltre il 90% dell’utilizzo totale dell’energia in SKF – sono certificati da terze parti in linea con lo standard ISO 50001. «Risparmi significativi di energia possono essere raggiunti per tutti i clienti e per tutti i settori industriali attraverso l’ottimizzazione della progettazione dei prodotti.

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Greenhouse Gas Reporting Protocol, panoramica degli scopi e delle emissioni lungo la catena di valore.

Ciò significa renderli più leggeri, più efficienti e più duraturi, aiutando allo stesso tempo i clienti a migliorare le performance dei loro prodotti, ad esempio attraverso la modellazione avanzata e la simulazione», hanno puntualizzato i tecnici della società.

Per quanto riguarda i clienti, SKF è in grado di ridurre in modo significativo le loro emissioni dirette in tre modi: fornendo prodotti e soluzioni in grado di abilitare tecnologie industriali pulite, come la generazione di energia rinnovabile o in grado di ridurre il peso e l’attrito; supportando i clienti nel progettare sistemi efficienti dal punto di vista energetico e implementando servizi basati sull’affidabilità e contratti in grado di ottimizzare la performance dei processi.

Un percorso strutturato verso la neutralità carbonica

Nel giugno del 2020, SKF ha annunciato che tutti i siti di produzione dovranno raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030.

L’anno successivo, invece, è stata lanciata la campagna “Decarbonizing in progress” l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica lungo tutta la catena di valore entro il 2050.

Grazie al lavoro svolto a livello mondiale da tutte le unità del Gruppo, il viaggio verso questo importante obiettivo ha registrato un’accelerazione nel corso del 2022. Sono stati compiuti importanti progressi, per esempio nella fornitura di elettricità da fonti rinnovabili, che è passata dal 40% del 2020 al 52% nel 2022.

Inoltre, l’azienda sta portando avanti un altro progetto ambizioso: sul fronte della catena di fornitura ha sviluppato un programma di neutralità carbonica dell’acciaio, creando un gruppo di lavoro che comprende responsabili della ricerca e sviluppo, vendite, acquisti, produzione e sostenibilità.

Il team sta lavorando per valutare e sperimentare l’utilizzo di tecnologie emergenti di produzione dell’acciaio a basse emissioni di carbonio, come la riduzione diretta a base di idrogeno o l’integrazione di metodi di produzione già esistenti come quello basati sugli scarti.  

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Gli stabilimenti di SKF in Italia sono attivamente coinvolti nel percorso verso la neutralità carbonica.

«Attraverso le unità che si occupano di acquisti, stiamo lavorando direttamente con i principali fornitori di acciaio per comprendere le loro attuali performance energetiche e di CO2 e i loro programmi di riduzione delle emissioni nel breve periodo. Buoni sviluppi sono stati registrati nell’ottica di implementare nuove soluzioni migliorative entro il 2030» hanno spiegato i manager dell’azienda.

L’acquisto di acciaio e materiali correlati, che nel 2021 è stato di circa 580.000 tonnellate, rappresenta il volume in assoluto più elevato di fornitura di materiali per SKF. L’azienda è dunque consapevole che secondo numerosi studi il carbone presente nell’acciaio rappresenta tra il 60% e il 90% delle emissioni totali generate dalla sua catena di valore, dall’estrazione del materiale grezzo al prodotto finito e consegnato al cliente. Per questo motivo, la neutralità carbonica della catena di valore primaria dell’acciaio è una priorità per il Gruppo.

Emissioni zero entro il 2050: verso la neutralità carbonica

In questa prospettiva, l’obiettivo di lungo periodo è raggiungere le emissioni net zero entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo sono stati definiti target interni e parametri di valutazione che saranno completati entro il 2025, 2030, 2035 e 2040.

A ottobre 2022, SKF e il produttore svedese di acciaio Ovako hanno annunciato la produzione di cuscinetti orientabili a rulli con il 90% di emissioni in meno rispetto ai cuscinetti standard. I cuscinetti sono prodotti nello stabilimento net zero SKF di Göteborg e utilizzano acciaio riciclato proveniente dallo stabilimento Ovako di Hofors, che impiega al 97% elettricità non derivante da combustibili fossili.

Il trattamento termico è necessario per ottenere le caratteristiche funzionali dell’acciaio utilizzato per i cuscinetti. In alcuni casi, parte di questo processo richiede il raffreddamento dei componenti del cuscinetto nel sale fuso. Dopo questo passaggio, il sale residuo deve essere lavato via dai componenti con l’acqua.

Per poter riciclare l’acqua e il sale è necessario ricorrere alla distillazione.  In questo processo vengono tradizionalmente utilizzati vaporizzatori atmosferici. SKF sta sostituendo questo metodo con vaporizzatori sottovuoto di ultima generazione. Questo miglioramento di processo, insieme ad altri upgrade tecnologici, è in grado di ridurre l’energia necessaria per la distillazione dell’acqua di circa l’85%.

Sostenibilità energetica

L’elettricità rappresenta circa il 72% dell’energia complessiva utilizzata da SKF. Nel corso degli anni il Gruppo ha messo in atto diverse politiche per incrementare l’utilizzo di fonti rinnovabili che già nel 2022 hanno coperto il 52% del fabbisogno elettrico.

Nel corso degli anni sono stati installati in tutto il mondo sistemi di pannelli fotovoltaici che nel 2021 hanno generato circa 7 GWh.

Dopo l’elettricità, il gas naturale, che viene utilizzato principalmente per il riscaldamento degli edifici e dei processi, rappresenta la seconda principale fonte di energia per l’azienda svedese.

Sostituire l’energia del gas naturale derivante da fonti fossili con fonti rinnovabili è più sfidante rispetto al passaggio dell’elettricità, perché richiede un profondo cambiamento tecnologico all’interno delle fabbriche. Nonostante ciò, SKF ha sviluppato diverse iniziative in questa direzione per raggiungere l’obiettivo net zero nel 2030. 

SKF riceve i voti migliori nell'esame di sostenibilità
SKF ha ricevuto una medaglia di platino da EcoVadis, una delle più affidabili piattaforme di rating per la valutazione della sostenibilità nelle catene di fornitura. Questo è il terzo anno consecutivo che SKF ottiene la medaglia di platino e ora si colloca tra le migliori aziende valutate da EcoVadis in ambito di sostenibilità.

Inoltre, SKF ha ottenuto anche la classificazione A-Climate Change da CDP, l’organizzazione no-profit globale che gestisce il più grande sistema di divulgazione climatica e ambientale al mondo per aziende, città, paesi e regioni.

Magnus Rosen, Head of Sustainability SKF, ha così commentato: «Siamo orgogliosi di aver ottenuto la medaglia di platino di EcoVadis per il terzo anno consecutivo e la valutazione A- Climate Change da CDP Climate Change, che confermano che siamo per entrambi una delle aziende più performanti.

Questi riconoscimenti dimostrano il nostro impegno e i progressi che stiamo facendo per raggiungere gli obiettivi di zero emissioni entro il 2030 ed entro il 2050, nonché il modo in cui stiamo lavorando con i nostri fornitori, partner e clienti per concretizzare le iniziative programmate per favorire la sostenibilità e ottenere un cambiamento positivo».

La valutazione EcoVadis analizza 21 criteri di sostenibilità in quattro aree principali: Ambiente, Manodopera, Diritti umani, Etica e approvvigionamento sostenibile. I rating di sostenibilità aziendale si basano su standard internazionali di sostenibilità, come i Dieci Principi del Global Compact delle Nazioni Unite, le convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), gli standard della Global Reporting Initiative (GRI) e lo standard ISO 26000. I rating forniscono un’analisi basata su prove delle prestazioni e una tabella di marcia attuabile per il miglioramento continuo.

La valutazione CDP Climate Change restituisce un’istantanea delle prestazioni divulgative ed ambientali delle aziende. La metodologia di classificazione fornisce una serie di dati comparabili in tutto il mercato. Per ottenere il massimo riconoscimento (A/A-), le aziende devono dimostrare prestazioni ambientali leader di settore, divulgando le azioni intraprese per contrastare il cambiamento climatico. Inoltre, devono dimostrare di aver implementato le migliori pratiche in ambito di strategia e azioni intraprese come stabilito da framework quali TCFD e altri.

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