Riciclare la plastica monouso in modo efficace e sicuro per la salute

Condividi

Il nuovo metodo pensato da un team di scienziati della NYU Abu Dhabi può essere facilmente implementato per ridurre la quantità di plastica dannosa che viene rilasciata nei nostri ecosistemi, producendo, al contempo, punti di carbonio, ovvero una nanotecnologia versatile le cui applicazioni potenziali sono pressoché illimitate.

Si stima che 26.000 tonnellate di rifiuti plastici, soprattutto plastiche monouso impiegate durante la pandemia per mascherine e materiale medicale, siano state rilasciate negli oceani del mondo, rendendo ancora più urgente la ricerca di metodi efficienti per riciclare questo materiale non degradabile. Una soluzione consiste nel convertire la plastica monouso nei cosiddetti punti di carbonio, nanomateriali di carbonio biocompatibili che trovano impiego nei settori dell’imaging biologico, del monitoraggio ambientale, dell’analisi chimica, della somministrazione mirata di farmaci, della diagnosi e della terapia delle malattie e dell’anticontraffazione.

I metodi esistenti comportano, però, molteplici passaggi che richiedono tempo e ricorrono all’uso di sostanze chimiche tossiche. Il nuovo procedimento di degradazione ossidativa idrotermico in un’unica fase è privo di solventi organici e rappresenta un approccio semplice, economico e altamente scalabile all’upcycling dei rifiuti plastici, sostenendo ulteriormente la politica di economia circolare degli EAU e aprendo ulteriori strade di collaborazione e sviluppo.

Quando il gioco vale la candela

I ricercatori hanno anche stimato la fattibilità economica del metodo sintetico, confrontando i costi variabili di questo processo con le tecniche di riciclaggio chimico esistenti, tenendo conto del valore economico dei punti di carbonio realizzati. Si è scoperto quindi che il mercato globale dei punti di carbonio dovrebbe raggiungere i 6.412 miliardi di dollari entro il 2025, rispetto ai 2.496 miliardi del 2019: un valore commerciale elevato, che giustifica ampiamente i costi di lavorazione associati.

Articoli correlati