Componentistica automotive: internazionalizzazione e sostenibilità

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Fatturato, propensione all’internazionalizzazione e attenzione all’ambiente: sono alcuni dei principali indicatori analizzati nell’Osservatorio 2023 sull’andamento della filiera della componentistica automotive

Nel 2022 la filiera della componentistica automotive ha consolidato la ripresa, avviata dall’anno precedente, recuperando in buona misura i livelli di attività del periodo prepandemico. È quanto emerge dall’edizione 2023 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, l’indagine campionaria condotta dalla Camera di Commercio di Torino e da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Le imprese che hanno dichiarato un fatturato in crescita sono risultate il 72%, a fronte del 22% che ha registrato una riduzione e il 6% che ha rilevato ricavi sostanzialmente invariati rispetto al 2021; ne deriva un saldo tra le dichiarazioni espresse di aumento e quelle di decremento del giro di affari pari al +50%. Per quasi un’azienda su due la crescita di fatturato è stata superiore al 10% e l’andamento positivo ha pervaso tutte le categorie di fornitori.

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Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA

L’andamento del settore automotive a livello globale

Nel 2022 la domanda mondiale di autoveicoli si è attestata a meno di 82 milioni di unità, -1,4% rispetto al 2021, ma -10,5% rispetto al 2019 (con oltre 91 milioni di veicoli immatricolati). L’andamento delle vendite mondiali è stato fortemente influenzato dalle flessioni registrate in Europa (-5,9% in EU27, EFTA e Regno Unito) e in Nord America (-6,8%) e non è bastato l’incremento dell’area Asia-Pacific (+4,3%) per sostenere la crescita globale. L’area BRICS rappresenta il 43% della domanda globale di autoveicoli, con oltre 35 milioni di unità. L’ottima performance del gruppo delle economie emergenti arriva ancora una volta grazie alla Cina, che, dopo la lieve contrazione del 2020, segna un ulteriore incremento del 2,1%, con 26,8 milioni di vetture immatricolate e una quota corrispondente a un terzo dell’intero mercato mondiale. Anche l’India, tra i BRICS, registra una crescita notevole: quasi un milione di immatricolazioni in più sia rispetto al 2021 che al 2019. Per quanto la produzione mondiale, nel 2022 è cresciuta del 6% e ha superato gli 85 milioni di unità. La fabbricazione di autoveicoli è cresciuta in America (+10%) e in Asia (+7%), ma si riduce in Europa (-1% con 16,2 milioni di unità). Gli ultimi dati disponibili indicano che il 2023 si è aperto con una fase resiliente: il mondo si sta riprendendo dalla pandemia e sta assorbendo i contraccolpi dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Quest’anno quindi la domanda mondiale potrebbe superare gli 85 milioni di autoveicoli (+5% sul 2022); in Italia il mercato è previsto in crescita del 19,3% con 1,8 milioni di autoveicoli (previsioni ANFIA). Le stime 2023 a livello mondiale sono positive, con volumi di oltre 92 milioni di autoveicoli e una crescita sul 2022 pari al +8,4% (previsioni Fitch Solutions).

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Il settore automotive a livello globale

Il contesto italiano

La domanda di autoveicoli nel nostro Paese ha chiuso il 2022 a 1,5 milioni, -9,8% rispetto al 2021. Se confrontato con il 2019, il calo è invece pari al 29,4% pari a 626mila veicoli in meno rispetto ai volumi pre-Covid. Secondo le stime ANFIA, in Italia la produzione domestica di autoveicoli ha chiuso l’anno con volumi sostanzialmente stabili (+0,1%). La produzione industriale del settore automotive italiano nel suo complesso (inclusa la produzione di carrozzerie e componenti), registra una crescita tendenziale dello 0,6% nel 2022 rispetto al 2021 (-8% rispetto a gennaio-dicembre 2019) e chiude il consuntivo di gennaio-giugno 2023 a +8,5% su base annua. Per il 2023 ANFIA stima che i volumi della produzione italiana di autoveicoli possano attestarsi intorno alle 900mila unità (+13% rispetto al 2022).

Il mercato automotive in Italia

Focus sulla componentistica

All’edizione 2023 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità hanno risposto 470 imprese. Accanto all’insieme dei produttori di parti e componenti e degli integratori di sistemi e fornitori di moduli che, con gli Engineering & Design, rappresentano sistematicamente il nucleo consolidato della ricerca, sono state evidenziate anche alcune specializzazioni, come il motorsport, l’aftermarket e, negli ultimi anni, la mobilità elettrica e l’infomobilità. Dall’indagine emerge che dopo la ripresa osservata nel 2021, con una variazione ampiamente positiva dei ricavi e una tenuta del numero di addetti, nel 2022 è proseguita la dinamica di crescita del fatturato, seppur in termini più contenuti (+9%), accompagnata da una sostanziale stabilità a livello occupazionale (+0,5%). «Monitoriamo una filiera sostanzialmente in salute che nel 2022 ha registrato fatturato in aumento e dato occupazionale stabile, e che si sta interrogando e strutturando per affrontare le sfide importanti imposte dall’evoluzione del comparto, come la scadenza 2035 per i motori endotermici, l’ingresso sul mercato dei costruttori cinesi, le scelte ormai irrinunciabili in ambito ESG, a cui si aggiungono le preoccupazioni legate al contesto politico internazionale – ha commentato il Presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina – Le nostre imprese, comunque, mostrano un’attiva capacità di reazione, continuano a muoversi in contesti internazionali e a investire in ricerca e sviluppo per mantenersi competitive». Le variazioni positive del fatturato automotive hanno interessato trasversalmente tutti i segmenti della filiera, seppure con intensità differenti: i risultati migliori sono degli E&D (+17,4%), degli specialisti del motorsport (+14,5%) e dei subfornitori, in particolare quelli delle lavorazioni (+14,2%); risulta nettamente inferiore alla media quanto registrato dai sistemisti e modulisti (+3,9%), contraddistinti da una variazione negativa dell’occupazione (-3,1%). «Nel 2022 le esportazioni della componentistica italiana hanno proseguito il trend di crescita avviato l’anno precedente, con una variazione positiva del valore dell’export del 7,1%, per un ammontare totale di 23,5 miliardi di euro e un saldo positivo di 5,21 miliardi di euro – ha commentato Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA – Nel panorama di una transizione energetica molto articolata, le aziende del comparto indicano come priorità di intervento la riduzione del costo dell’energia, la digitalizzazione del sistema impresa e i finanziamenti per le attività di ricerca e sviluppo, a cui possiamo a buon diritto aggiungere le misure di sostegno agli investimenti per le riconversioni produttive e di incentivazione al reskilling e upskilling dei lavoratori».

Prospettive e strategie

Per il 2023, in base a un’indagine di approfondimento lanciata nel mese di luglio, il 49% delle imprese prevede una variazione del fatturato in aumento, il 27% in diminuzione e il 24% ricavi invariati, nonostante il rallentamento del quadro economico mondiale e le tensioni geopolitiche internazionali. In una visione di medio-lungo termine, le aziende sono state interrogate sulle strategie che verranno poste in atto a seguito della scadenza europea del 2035, che prevede lo stop delle vendite di automobili nuove con motore endotermico. Dall’analisi degli ambiti tecnologici in cui le società operano, emerge una filiera marcatamente attiva nella componentistica “tradizionale”, sia in quanto fornitrice di prodotti e/o servizi destinati a ogni tipo di veicolo, indipendentemente dall’alimentazione (il 63%), sia per la specializzazione nella produzione di componenti che caratterizzano i motori a combustione interna (il 40,4%). Per quanto riguarda i componenti e servizi per i nuovi powertrain, l’11,9% risulta attivo nell’elettrificazione, il 6,8% nei sistemi di alimentazione a GPL e a metano e il 4,5% in quelli a idrogeno. Le tecnologie in tema di connettività e guida autonoma e quelle legate ai servizi di mobilità, riguardano rispettivamente il 6% e il 3,4% delle imprese. Guardando al triennio 2020-2022 si conferma il coinvolgimento in progetti per i powertrain ibridi (il 30%), mentre il 28,4% delle aziende è proiettata su quelli elettrici. Circa un’azienda su quattro ha preso parte a progetti di riduzione delle emissioni su motore a combustione interna, attraverso nuovi materiali e alleggerimento del peso dei veicoli. Aumenta però, nell’insieme, la quota sia delle attività che ha aderito ad almeno un progetto di questa tipologia (il 40,1%), sia di quelle che, non avendo partecipato allo sviluppo di nuovi powertrain nel triennio passato, manifesta l’intenzione di farlo nel prossimo futuro.

Europa sempre più green

A fine 2022 il Consiglio Europeo ha dato il definitivo assenso alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità, importante traguardo per l’affermazione delle questioni ambientali, sociali e di governance all’interno dell’economia “reale”. Dall’Osservatorio è emerso che oltre l’80% delle imprese ha già adottato una policy ambientale, o intende farlo nei prossimi 12 mesi, segno che sia le richieste del mercato sia la sensibilità nello strutturare una governance interna sono ben percepite. In particolare, fra le azioni che le aziende hanno attivato a favore della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare emergono soprattutto gli investimenti intrapresi per incrementare l’efficienza energetica dei processi produttivi (il 50,4% delle imprese), ma anche per l’ottimizzazione della gestione del trasporto di rifiuti (il 39%) e l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili (il 37,4%).

Export italiano in crescita

Dopo lo stallo del 2020, a cui è seguito il forte rimbalzo registrato nell’anno successivo, nel 2022 l’export italiano del settore conferma il trend di crescita. Nell’indagine, di conseguenza, aumenta sia la porzione di rispondenti che dichiara di vendere i propri prodotti sui mercati esteri, che passa dal 78,3% della scorsa edizione all’80,7%, sia la quota di fatturato automotive riconducibile a tali vendite che, rimasta sotto il 42% negli anni precedenti, raggiunge il 46%.

(Fonte foto: Elaborazioni ANFIA Area Studi e Statistiche su dati OICA, ACEA, Ward’s, CAAM, JAMA e SIAM)

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