Formazione e check up visivo dei macchinari, facciamo il punto

Enrico Pasotto

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pressopiegatrici

Garantire un’adeguata formazione sull’utilizzo dei macchinari per la lavorazione della lamiera, in particolare le pressopiegatrici, è una disposizione necessaria a tutela sia degli operatori che del datore di lavoro. Una prevenzione consapevole consente inoltre di riconoscere e segnalare la presenza di macchinari non adeguati.

Riprendiamo il nostro viaggio sulla sicurezza riallacciandoci all’ultimo paragrafo del precedente articolo, nel quale abbiamo fatto cenno all’adeguamento normativo dei macchinari esistenti: «Ma cosa fu delle macchine già in funzione o costruite appunto prima di tutte queste disposizioni? Ispsel e Asl fecero la loro parte grazie ai loro dirigenti che sposarono la causa della sicurezza. Ricordo due nomi fra i tanti che fecero la storia in materia di adeguamento dei macchinari alle nuove normative di sicurezza per i lavoratori: il Dott. Luciano Di Donato, allora dirigente Ispsel, e il Dott. Carlo Formici della Asl di Vicenza; due preparatissimi Ingegneri che, parallelamente ai costruttori, si occuparono assieme a un nutrito team di ingegneri di tracciare due importanti linee guida molto esaustive che riportano chiaramente le direttive da attuare per poter adeguare le macchine esistenti. Per consultarle basta digitare su google “linea guida sicurezza pressopiegatrici” oppure “sicurezza pressopiegatrici ATS Monza”».

L’”adeguamento normativo” dei collaboratori

Insieme a quello dei macchinari, un passo fondamentale è però quello che possiamo definire “l’adeguamento normativo” dei collaboratori.

Tutto infatti parte dalla formazione, come indicato nel Testo Unico Sicurezza D.Lgs 81/08; per questo, il datore di lavoro deve fornire ai suoi collaboratori un addestramento adeguato relativamente all’uso delle attrezzature in dotazione.

Essere informati sui rischi e avere un valido addestramento sull’uso delle attrezzature, è un primo importante passo verso una prevenzione consapevole.

L’art.73 del D.Lgs 81/08 richiama i datori di lavoro all’obbligo di formare i propri collaboratori e stabilisce attraverso l’art. 2 i tre gradi di consapevolezza che bisogna soddisfare per rispettare questo obbligo.

Tale consapevolezza prende forma con:

  1. FORMAZIONE. Una continua ed esauriente formazione in aula permette di studiare le situazioni pericolose, attraverso le esperienze, discutendo sulle casistiche di incidenti, ragionando sulla loro causa e cosa si sarebbe potuto fare per evitarli.

Comprendere appieno le normative, discuterne le applicazioni pratiche e avere ben chiaro cosa prevede tale normativa, aiuta ad accettarla e ad applicarla con consapevolezza.

  • INFORMAZIONE. Essa permette di espandere, attraverso manuali d’istruzione, procedure e pittogrammi, la divulgazione del pericolo e permetterà che esso venga recepito come obbligo a porre un’attenzione continua.
  • ADDESTRAMENTO. È uno step necessario per trasmettere ai discenti l’uso corretto dei macchinari, comprese le tarature dei dispositivi di sicurezza indispensabili a un uso sicuro della macchina.

È importante che i 3 punti sopra descritti siano tracciati attraverso verbali o registri di presenza, citando gli argomenti e prevedendo un test finale che riporti il risultato della formazione. Tale verifica è senza dubbio propedeutica alla prevenzione di infortuni dovuta alla mancanza di conoscenza da parte degli operatori.

Per applicare i punti suddetti, specificamente all’uso della pressa piegatrice, macchina notoriamente pericolosa, sarà necessario che la formazione venga eseguita studiando la norma EN 12622 e le relative linee guida di ASL e ISPSEL.

Per informazione, è importante che vengano redatti dei manuali d’uso e manutenzione dei dispositivi adottati durante il processo di adeguamento; inoltre è fondamentale acquisire una Dichiarazione di Conformità dei lavori eseguiti dichiarando che l’adeguamento della pressopiegatrice è stato eseguito secondo le linee guida dell’Ispsel e della normativa tecnica EN 12622, citando inoltre che l’adeguamento ha seguito Il testo unico art. 18, comma 1, lettera “z”.

L’addestramento del personale prevede l’apprendimento delle procedure finalizzate a eseguire una corretta taratura dei dispositivi di sicurezza, in funzione dello spazio d’arresto della macchina e degli utensili utilizzati.

Una volta presa coscienza del protocollo sopra descritto, si dovrà procedere ad eseguire un check up della pressa piegatrice.

Check up per la pressa piegatrice

Gli addetti a svolgere i lavori su pressa piegatrice sono costantemente soggetti a rischio di lesioni a dita, mani e braccia, sia lievi che, purtroppo, di grave entità.

Oltre al rischio di un enorme danno per l’operatore ne deriverebbero conseguenze gravi per il datore di lavoro, il quale ha la piena responsabilità sull’incolumità dei propri dipendenti durante lo svolgimento della propria attività. Fortunatamente è possibile ridurre o addirittura eliminare il rischio d’infortunio correlato a questo tipo di macchine, garantendo la sicurezza della macchina e fornendo adeguate informazioni e una valida formazione al personale.

 I rischi principali sono:

  • Lo schiacciamento o il cesoiamento di una o più dita tra il punzone e la matrice.
  • Lo schiacciamento delle dita tra il pezzo in lavorazione e il fronte del punzone.
  • L’urto di una parte del corpo con la lamiera in fase di piegatura.
  • Lo schiacciamento della mano tra gli utensili e i riscontri posteriori in movimento.

Nel prossimo articolo, andremo a descrivere dettagliatamente i 5 pilastri relativi alle sicurezze delle pressopiegatrici.

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