Intesa Sanpaolo e Prometeia | Manifatturiero italiano al banco di prova

Elena Corti

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Intesa Sanpaolo e Prometeia hanno presentato il “109° Rapporto Analisi dei Settori Industriali” con le previsioni dell’industria manifatturiera italiana al 2030. In un contesto globale sempre più incerto e complesso, digitalizzazione, sostenibilità e autonomia energetica si confermano i fattori chiave di competitività.

Nell’ultimo “Rapporto Analisi dei Settori Industriali, Intesa Sanpaolo e Prometeia illustrano lo scenario che caratterizza l’industria manifatturiera italiana e le previsioni al 2030.

Il quadro geopolitico in cui si muovono le aziende è dominato da una notevole instabilità.

Il conflitto in Medio Oriente, il confronto Usa/Cina per la supremazia tecnologica, la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero, oltre alle questioni legate alle materie prime critiche e alla resilienza delle supply chain, disegnano un contesto di grande complessità per le imprese. 

I primi mesi del 2026 sono stati caratterizzati da una forte incertezza su scala globale, a causa della situazione nell’area mediorientale che ha modificato bruscamente le prospettive per l’anno in corso.

Secondo quanto riferito da Intesa Sanpaolo e Prometeia, gli indicatori anticipatori, che inizialmente segnalavano un miglioramento del clima di fiducia delle imprese italiane derivante dalle attese sugli ordini interni ed esteri (soprattutto per i produttori di beni strumentali), hanno poi mostrato un cambio di passo nelle rilevazioni successive, indicando condizioni operative variabili e deteriorate dagli effetti della guerra.

Pur ipotizzando una durata limitata del conflitto (nel momento in cui è presentato il Rapporto), la strategicità delle merci che transitano dallo stretto di Hormuz e la natura integrata dei mercati energetici e delle catene produttive comporteranno impatti trasversali sull’economia mondiale: gli strascichi saranno riassorbiti solo gradualmente, dopo una fase di normalizzazione degli scambi commerciali, di risanamento delle infrastrutture danneggiate e di ripensamento delle filiere rese più vulnerabili dalle tensioni geopolitiche.

Per quanto riguarda la chiusura dell’anno, l’industria manifatturiera italiana complessivamente dovrebbe mantenere un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2% tendenziale rispetto al 2025).

In particolare, i settori dell’Elettrotecnica (+2,2%), Meccanica (+1,4%) ed Elettronica (1,3%) sono attesi distinguersi per un certo dinamismo rispetto alla media.


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