Secondo una ricerca recente di Randstad è la domanda di tecnici specializzati a guidare la crescita del mercato del lavoro: in Italia la domanda di questi profili è aumentata in maniera considerevole, trainata da robotica, automazione e data center.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro viene spesso raccontato attraverso il timore della sostituzione delle professioni impiegatizie o amministrative. In realtà, parallelamente alla trasformazione dei lavori d’ufficio, si sta sviluppando un fenomeno molto più concreto e meno discusso: la crescita dell’AI sta generando una domanda sempre più elevata di tecnici specializzati necessari per progettare, costruire, alimentare e mantenere le infrastrutture fisiche che rendono possibile il funzionamento dei sistemi intelligenti. La rivoluzione dell’IA non vive soltanto di software e di modelli linguistici avanzati, ma richiede una rete estesa di data center, impianti energetici, sistemi di raffreddamento, linee automatizzate e infrastrutture industriali che devono essere costruite, gestite e aggiornate da personale tecnico altamente qualificato. A evidenziarlo è una ricerca realizzata da Randstad su oltre 50 milioni di offerte di lavoro pubblicate a livello globale tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2026, di cui oltre 7,3 milioni riferite al mercato italiano. L’analisi fotografa una trasformazione profonda del settore industriale e manifatturiero, coincidente con la diffusione su larga scala dell’intelligenza artificiale generativa e dei modelli LLM. In questi anni la richiesta di figure tecniche specializzate, i cosiddetti “skilled trades”, ha registrato un’accelerazione senza precedenti, alimentata dalla necessità di sviluppare infrastrutture tecnologiche sempre più complesse e ad alta intensità energetica.

La nuova mappa dell’occupazione
Uno dei dati più significativi dell’indagine riguarda la velocità di crescita della domanda di professioni tecniche rispetto a quella dei ruoli impiegatizi. A livello globale, negli ultimi quattro anni, la richiesta di tecnici specializzati è aumentata del +27%, undici punti sopra la media generale del mercato del lavoro e ben diciannove punti oltre i profili amministrativi e d’ufficio. In pratica, la domanda di figure tecniche aumenta a una velocità tripla rispetto a quella dei colletti bianchi. In Italia il fenomeno appare ancora più evidente: tra il 2022 e il 2026 l’incremento degli annunci di lavoro per ruoli tecnici è stata del +57%, contro il +34% registrato per le professioni impiegatizie. Un andamento che certamente risente anche degli investimenti infrastrutturali legati al PNRR, degli incentivi edilizi e della ripresa industriale post-pandemica, ma che coincide in maniera estremamente chiara con l’esplosione dell’intelligenza artificiale su scala globale. Tra i profili più richiesti emergono innanzitutto quelli direttamente collegati ai sistemi automatizzati e alle infrastrutture tecnologiche. In Italia, dal 2022 a oggi, la domanda di tecnici esperti di robotica è cresciuta del +152%, un dato nettamente superiore al +107% registrato a livello globale. Una crescita che riflette l’aumento degli investimenti industriali nell’automazione avanzata, nella robotica collaborativa e nelle linee produttive intelligenti. Le imprese manifatturiere stanno accelerando l’integrazione di sistemi automatizzati sia per aumentare la produttività sia per compensare la crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata. In questo scenario gli esperti di soluzioni robotizzate assumono un ruolo sempre più centrale, perché non si occupano soltanto dell’installazione o della manutenzione dei sistemi, ma devono essere in grado di gestire integrazioni software, sensoristica, programmazione e monitoraggio dei processi automatizzati. Risulta elevata anche la domanda di ingegneri HVAC, figure indispensabili per la progettazione e gestione dei sistemi di ventilazione, raffreddamento e condizionamento. A livello globale le richieste sono aumentate del +67%, mentre in Italia l’incremento ha raggiunto il +74%. Si tratta di un dato strettamente collegato allo sviluppo dei data center, infrastrutture che richiedono enormi capacità di dissipazione del calore e consumi energetici sempre più elevati. La crescita dell’intelligenza artificiale sta infatti determinando un forte aumento della potenza computazionale necessaria per addestrare ed eseguire i modelli AI, con conseguente espansione dei centri dati e delle infrastrutture energetiche collegate. Parallelamente cresce anche la richiesta di tecnici per l’automazione industriale. In Italia gli annunci per queste figure sono aumentati del +67%, contro il +51% registrato a livello internazionale. Le aziende cercano professionisti capaci di gestire PLC, sistemi SCADA, sensoristica avanzata, manutenzione predittiva e integrazione digitale dei processi produttivi. Dalla ricerca emerge, però, anche una domanda crescente di profili tecnici “tradizionali”, sostenuta dall’espansione delle infrastrutture: le offerte di lavoro per saldatori sono aumentate del +25% a livello globale e addirittura del +106% Italia; quelle di elettricisti del +18% a livello globale e del +65% nel nostro paese; quelle di tecnici dell’edilizia del +30% globale e +53% in Italia.

«La corsa dell’intelligenza artificiale richiede enormi infrastrutture fisiche e, a partire dal 2022, con l’adozione su larga scala dell’AI generativa, è cresciuta rapidamente la domanda di ruoli tecnici professionali necessari per costruire i data center, aggiornare le reti energetiche e mantenere le infrastrutture fisiche – ha commentato Paolo Passoni, Head of Construction & Technical di Randstad Italia -. Si tratta di un fenomeno globale, ma l’Italia mostra una crescita significativamente superiore alla media. La richiesta di competenze a questi profili si sta evolvendo verso ruoli altamente specializzati e digital-first, che sono sempre più difficili da reperire, per effetto del talent shortage. Oggi, anche per non rallentare la corsa all’AI, è necessario ripensare i ruoli dei tecnici specializzati come carriere di primo livello, che offrono importanti opportunità occupazionali, ma richiedono importanti investimenti in formazione continua».

Il costo della carenza di talenti
Il principale problema evidenziato dalla ricerca di Randstad è proprio il talent shortage. In Italia servono mediamente 41,2 giorni per assumere un tecnico specializzato, contro i 36,8 necessari per un profilo impiegatizio. A livello globale il tempo medio di assunzione per gli skilled trades ha raggiunto i 56 giorni, superando persino quello dei colletti bianchi. Questo fenomeno rappresenta un potenziale freno alla crescita industriale e allo sviluppo delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Le aziende faticano sempre più a trovare professionisti con competenze adeguate, soprattutto nei settori della manutenzione industriale, dell’automazione e dell’impiantistica avanzata. A complicare ulteriormente il quadro intervengono le dinamiche demografiche. Nel manifatturiero globale, per ogni 100 giovani che entrano nel settore, escono 102 lavoratori, con una riduzione costante della forza lavoro pari all’1,72% annuo. Inoltre, circa un lavoratore su quattro si avvicina all’età pensionabile. Il rischio concreto è quello di una perdita progressiva di competenze tecniche proprio nel momento in cui l’industria avrebbe maggiore necessità di professionalità specializzate. L’analisi di Randstad mette inoltre in evidenza una trasformazione culturale profonda del lavoro tecnico. Il tradizionale confine tra “colletti blu” e “colletti bianchi” tende progressivamente a scomparire. Le professioni tecniche richiedono oggi non soltanto abilità operative, ma anche capacità di gestione dei dati, utilizzo di software avanzati, interazione con sistemi digitali e aggiornamento continuo. Il tecnico specializzato diventa dunque sempre più una figura “digital-first”, capace di integrare competenze pratiche e conoscenze tecnologiche avanzate.
