L’intelligenza artificiale, il cloud computing e la crescita sostenuta dei servizi digitali stanno trasformando profondamente il mondo delle infrastrutture IT. Al centro di questa evoluzione ci sono i data center, chiamati a gestire una quantità di dati e una potenza di calcolo senza precedenti.Le dimensioni del fenomeno emergono con chiarezza dai dati. Secondo il Data Center Equipment & Infrastructure Market Report 2025-2030 di IoT Analytics, nel 2024 gli investimenti globali in apparecchiature e infrastrutture per data center hanno raggiunto i 290 miliardi di dollari.

Entro il 2030 supereranno i 1.000 miliardi, con un incremento di oltre il 250%.La quota maggiore di questi investimenti, più del 70%, è destinata alle infrastrutture IT, come server, reti e sistemi di archiviazione, mentre circa il 12% riguarda gli impianti, come i sistemi di alimentazione elettrica e di raffreddamento. A trainare il mercato è soprattutto la corsa all’intelligenza artificiale: gli hyperscaler e le principali aziende tecnologiche stanno investendo massicciamente nello sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI), alimentando una domanda sempre più elevata di server ad alte prestazioni. Il mercato globale dei server per data center è così destinato a passare dai 204 miliardi di dollari del 2024 a 987 miliardi entro il 2030, quasi quintuplicando il proprio valore.La forte espansione interessa anche il settore immobiliare. Secondo il Data Center Market Report di Colliers, nel 2025 i data center hanno attirato il maggior numero di investimenti a livello mondiale, con il 37% dei capitali raccolti, pari a circa 82 miliardi di dollari.
L’Italia si afferma come hub del Mediterraneo
Anche il nostro Paese partecipa a questa fase di forte espansione. Secondo le previsioni di Mordor Intelligence, il mercato nazionale dei data center passerà da un valore di 7,5 miliardi di dollari nel 2025 a 8,5 miliardi nel 2026, fino a sfiorare i 15 miliardi entro il 2031, con un tasso medio annuo di crescita del 12,1% tra il 2026 e il 2031. Ancora più significativa è l’espansione della capacità installata. Il carico IT aumenterà da 1,08 gigawatt nel 2025 a 4,09 gigawatt entro il 2030, con un incremento medio annuo del 30,5%. A sostenere questa dinamica sono lo sviluppo dei grandi data center cloud, i programmi di digitalizzazione della pubblica amministrazione e la crescente domanda di potenza di calcolo per le applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Questa evoluzione sta consolidando il ruolo dell’Italia come uno dei principali hub emergenti per i data center nel bacino del Mediterraneo, grazie alla sua posizione strategica e alla maggiore attrattività per gli investimenti internazionali.

L’adozione accelera nelle grandi imprese
Secondo l’Osservatorio del Politecnico nel 2025 il 71% delle grandi imprese italiane ha avviato almeno un progetto di IA, una percentuale che scende al 15% tra le medie imprese e al 7% tra le piccole. Anche se molte realtà hanno progetti soltanto in alcune funzioni, sei aziende su dieci rilevano un impatto significativo sul modello di business. Si registra inoltre un vero e proprio boom di applicazioni IA pronte all’uso: l’84% delle grandi aziende ha acquistato licenze di Generative AI (+31% in un anno). Il 77% del mercato italiano dell’intelligenza artificiale riguarda progetti personalizzati sviluppati ad hoc per singoli clienti. Sono però i modelli più scalabili, quelli basati su servizi e licenze software, a registrare la crescita maggiore. Guardando la tipologia dei clienti, si registra un’importante accelerazione nella pubblica amministrazione (che arriva a pesare il 19% del mercato) e nelle PMI (il 18% del totale). Tra i settori, il manifatturiero e il GDO/retail mostrano una crescita superiore alla media, mentre altri più maturi, come energy & utilities, telco & media, banking e insurance, registrano dinamiche meno sostenute. In questi settori le realtà più grandi hanno costruito in questi anni team interni dedicati all’IA e oggi hanno una minore necessità di affidarsi a fornitori esterni. Come evidenziato dalla ricerca i risultati sono positivi: seppur molte aziende siano nelle fasi iniziali, il 58% delle imprese che hanno avviato un progetto IA rileva un impatto significativo sul modello di business, in particolare sulla proposta di valore, sulla relazione con i clienti o sull’architettura operativa. Ma circa un’azienda su tre lamenta difficoltà a stimare ex-ante il rapporto costi-benefici.
Governance, competenze e nuove opportunit
Accanto alla crescita emergono però anche alcune sfide. Solo il 9% delle grandi imprese dispone di una governance dell’IA pienamente strutturata, mentre oltre la metà sta lavorando per definire modelli organizzativi centralizzati e adeguarsi ai requisiti previsti dall’AI Act. Sul fronte dei lavoratori, i benefici sono già percepibili: il 39% di chi utilizza strumenti di Generative AI dichiara di aver risparmiato oltre 30 minuti nelle ultime attività svolte, mentre il 41% afferma di riuscire a portare a termine compiti che senza queste tecnologie non sarebbe in grado di eseguire o completerebbe solo parzialmente. Rimane tuttavia diffuso il fenomeno della Shadow AI, con appena il 19% degli utenti che utilizza esclusivamente strumenti messi a disposizione dall’azienda. Intanto cresce anche la richiesta di competenze specialistiche: su 3,2 milioni di annunci di lavoro analizzati nel 2025, circa 44mila richiedono competenze in IA, con un aumento del 93% rispetto all’anno precedente, a conferma di una trasformazione che coinvolge sempre più professioni qualificate e ruoli manageriali.
