Tecnologia additiva e dintorni

Materiali innovativi per strutture più leggere e macchine all’avanguardia potrebbero contribuire a cambiare la vita di tutti i giorni… La tecnologia additiva possiede il potenziale per rivoluzionare l’industria moderna e il concetto stesso di sviluppo prodotto.

Dossier additive manufacturing

Chi oggi non ha sentito parlare di stampa 3D? Praticamente nessuno perché l’affascinante tecnologia che si basa sulla “crescita” del manufatto è ormai sulla bocca di tutti. Proprio perché il pezzo “cresce“, seguendo il principio della stesura del materiale strato dopo strato, fino a creare il pezzo finito, la tecnologia è definita additiva, in contrapposizione alla più che consolidata tecnica sottrattiva, dove la forma è ricavata sottraendo materiale da un grezzo. Il termine in contrapposizione va inteso in senso lato, perché non vuole portare ad un antagonismo, includendo la possibilità che una tecnologia possa vincere sull’altra.

In realtà c’è stato un momento in cui si vociferava di un futuro in cui la tecnologia additiva avrebbe soppiantato la sottrattiva: forse sarà così, ma per ora è riconosciuta la validità di entrambi i metodi, con campi di applicazione solo parzialmente sovrapponibili. Fra l’altro, l’additive manufacturing ha un ruolo abilitante nei confronti di altri processi produttivi: proprio perchè non si tratta di una tecnologia “magica“, non può sostituirsi all’intera filiera produttiva, ma riesce a dare risultati ottimi proprio coesistendo con altri processi.

Di fatto, quando un manufatto esce dalla macchina additiva, non è finito, ma spesso richiede lavorazioni-trattamenti accessori, come l’eliminazione dei supporti: l’approccio deve quindi essere tale da creare una filiera industriale e gestionale adeguata.

Dopo una prima fiammata, il mercato si sta ora muovendo con maggiore cautela, pur essendo sempre in crescita, come attestato da analisi svolte a livello internazionale, in particolare per quanto riguarda le vendite di impianti per il settore industriale.

Secondo Contex, società inglese di analisi, nel 2018 il comparto delle “stampanti 3D” che ha avuto maggior crescita è stato proprio quello industriale, con una previsione di crescita interessante anche per l’anno in corso, sia nel campo delle soluzioni con materiali polimerici che metallici, a dimostrazione della maturità raggiunta da questa tecnologia.

 

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