Nichel, obiettivo raggiunto

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Sono ormai legge europea i valori limite di esposizione professionale ai composti inorganici di Nichel.

In un precedente articolo pubblicato sulla rivista Trattamenti e Finiture si era riferito sullo stato di avanzamento della quarta proposta legislativa della Commissione Europea per modificare la Direttiva 2004/37/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (CDM4).

La proposta mirava, tra l’altro, a introdurre dei Valori Limite di Esposizione Professionale (VLEP) per i composti del Nichel.

La proposta della Commissione Europea era stata presentata il 22 settembre 2020 al Consiglio dell’Unione Europea (costituito dai rappresentanti degli stati membri) e approvata da quest’ultimo il 21 dicembre dello stesso anno.

Successivamente, la Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento Europeo (EMPL) aveva elaborato una serie di emendamenti che sono stati presentati il 25 marzo 2021 e da lì è iniziato il confronto per migliorare la proposta e renderla accettabile a tutti gli organi decisionali coinvolti nel processo legislativo.

Il confronto ha permesso di trovare un accordo su un testo che vede immutati i VLEP proposti dalla Commissione Europea e amplia il campo di applicazione della Direttiva 2004/37/CE alle sostanze tossiche per la riproduzione.

Il Consiglio ha approvato il nuovo testo il 22 dicembre del 2021 mentre il Parlamento Europeo lo ha approvato a larghissima maggioranza (686 voti a favore, 4 contrari e 4 astenuti) nel corso della seduta plenaria del 17 febbraio 2022.

Il processo decisionale si è infine concluso con l’approvazione, quasi una formalità, da parte del Consiglio avvenuta il 3 marzo 2022.

Bisognerà ora attendere la pubblicazione degli emendamenti concordati in forma di nuova direttiva nella Gazzetta ufficiale dell’UE e, 20 giorni più tardi, la direttiva entrerà in vigore.

Gli Stati membri avranno quindi 2 anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale. Al riguardo è bene sottolineare e ricordare che gli Stati membri sono liberi di adottare VLEP più restrittivi di quelli stabiliti dalla direttiva.

Questi i VLEP per i composti di Nichel contenuti nel testo della direttiva approvata.

Fino al 17 gennaio 2025.

0,1 mg/m3 (ovvero milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio), di frazione inalabile, misurata o calcolata in funzione di un periodo di riferimento di otto ore (media ponderata nel tempo o TWA), espressa come Nichel.

A partire dal 18 gennaio 2025.

0,05 mg/m3 (ovvero milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio), di frazione inalabile, misurata o calcolata in funzione di un periodo di riferimento di otto ore (media ponderata nel tempo o TWA), espressa come Nichel.

0,01 mg/m3 (ovvero milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio), di frazione respirabile, misurata o calcolata in funzione di un periodo di riferimento di otto ore (media ponderata nel tempo o TWA), espressa come Nichel.

Quanto al significato di frazione inalabile o respirabile si può fare riferimento alle definizioni della norma UNI EN 481:1994 – Atmosfera nell’ambiente di lavoro. Definizione delle frazioni granulometriche per la misurazione delle particelle aerodisperse.

In sintesi:

frazione inalabile è la frazione in massa delle particelle aerodisperse totali che viene inalata attraverso naso e bocca, con un diametro aerodinamico mediano di 100 micron (in genere dimensioni comprese tra 10 e 100 micron)

frazione respirabile è la frazione in massa delle particelle inalate che penetra nelle vie respiratorie non ciliate (alveoli) con un diametro aerodinamico mediano di 4 micron.