La geometria ci insegna che esistono infiniti modi per andare da un punto A ad un punto B, ma in pratica sono raggruppabili in due grandi categorie: si può puntare il traguardo raggiungendolo il più in fretta possibile o si può creare un percorso di infinte tappe intermedie.
Progetto Route45: la strada è la meta
Nei primi mesi del 2025 in Unimec, è emerso il desiderio condiviso di portare a termine diversi progetti: sia nel boarding che davanti alle macchine del caffè la volontà era unanime, le idee tante e diverse, ma mancava un fil rouge che le connettesse. Guardando al 2026, anno del quarantacinquesimo anniversario, è nato il progetto Route45, un’idea capace di fare sintesi dei tanti obiettivi in modo organico e sistemico: l’idea del “viaggio come meta”, dove non importa arrivare alla fine quanto godersi ogni singola tappa.
Sono stati stilati 45 obiettivi, a loro volta divisi in 5 macroaree:
- Workshop (l’officina): è il cuore di Unimec e deve sempre brillare per qualità ed eccellenza. Nuove macchine utensili, un completo restyling logistico e nuove procedure stanno proiettando il lavoro oltre l’epoca 5.0.
- HQSE (salute, ambiente, qualità e sicurezza): un’azienda moderna e occidentale non può non considerare parte integrante della propria attività questi quattro “pilastri esterni”. Nuove certificazioni, nuovi impianti e maggior coinvolgimento degli stakeholders sono le principali vie di attuazione del programma.
- Sales (le vendite): i clienti sono il vero patrimonio dell’azienda. Non ci si può dimenticare del motore che muove la macchina Unimec, pertanto nuovi strumenti per i progettisti, nuovi servizi on-line e la riqualificazione della rete di vendita, anche mediante Academy itinerante, sono tutte idee a supporto del cliente.
- Products (i prodotti): è quello che Unimec sa fare al meglio. Nuove linee, nuovi accessori, maggior modularità, soluzioni ibride o studiate per ambienti difficili – AtEx – , per poter raggiungere più persone e coprire maggiori esigenze.
- Digital (digitale): la rete che permea tutto da cui non si può prescindere. L’infrastruttura informatica è oggi necessaria per ogni attività e Unimec ha scelto di dominarla anziché subirla, integrando 4.0, 5.0, AI, ERP, BI, PWI e Cloud.
Una volta fissati gli obiettivi si è pensato al massimo coinvolgimento possibile di tutti gli stakeholders: un sito dedicato in cui ogni singola tappa è raccontata in dettaglio, con trasparenza, diventando, in forma di blog, il diario di viaggio.

Le tappe Luxury
Alcuni obiettivi hanno richiesto ingenti investimenti finanziari, ma la spesa vale certamente il risultato. La parte del leone la fanno le macchine da officina: l’acquisto di un magazzino automatico interconnesso Modula, largo 4,5 metri e alto 9, ha consentito il restyling dell’officina, lasciando spazio per un centro di lavoro TMC Clock 500 per la lavorazione dei carter e per due nuovi torni Doosan robotizzati, di cui uno attrezzato per le lavorazioni dirette da barra. Non possiamo dimenticare tre macchine costruite sulle nostre specifiche esigenze: una spinatrice automatica, in grado di allineare gli assi dei componenti da rendere solidali con una precisione mai vista prima (0,03 mm al comparatore), una dentatrice Emag a fresa e a creatore, per viti senza fine e ruote elicoidali lavorabili fino a classe 5, prima della cementazione e rettifica, quest’ultima da effettuarsi su una nuova Lizzini a testa doppia, capace di lavorare fianchi e cilindri con un singolo piazzamento; grazie a un sistema PWI integrato all’ERP Microsoft BC tutte queste novità dialogano tra loro. Tutti gli investimenti produttivi hanno consentito di rafforzare al massimo la politica “make”, grazie alla quale possiamo vantare un prodotto 100% made in Italy – certificato – costruito nella più bella delle officine meccaniche.

Le tappe del Cuore
Il lavoro non è solo business, ma anche emozione, passione, orgoglio. Da sempre Unimec ha posto questi elementi non a lato, ma al centro dei propri asset. Per questo motivo un paio di tappe della Route45 hanno il potere di muovere il cuore. La realizzazione di un museo interno all’azienda ne racconterà la Storia, rendendo merito a 45 anni di vita, testimoniati da giornali, cimeli e ricordi che rappresentano la spina dorsale della memoria condivisa. Uno spazio speciale sarà dedicato al tornado del 2001, al martinetto “numero 1”, ritrovato dopo 42 anni di funzionamento e alla memoria del fondatore, Maggioni Luigi, recentemente scomparso.
Una seconda tappa del cuore riguarda ancora un museo, questa volta più grande e prestigioso: il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano. Come è ben noto tale Museo espone, nella cosiddetta Galleria Vinciana, una raccolta di manufatti in legno che replicano i progetti che il genio toscano ha tratteggiato nei suoi Codici. Alla fine dello scorso anno l’ente museale ha accettato la donazione di un martinetto in legno di larice creato sul progetto riportato nel Codice Madrid. Per un’azienda che ha un motto latino per pay-off (Ars Mechanica) a significare il “far bene” e con l’ambizione di essere riferimento nel settore, l’orgoglio di essere presenti in un Museo di fama mondiale con il proprio prodotto di riferimento, le cui origini sono nella “binda a vite” vinciana è, senza esagerare, una vera e propria pietra miliare.

Le tappe Meraviglia
Per ultime ci sono delle tappe inattese, quelle non previste e inserite all’ultimo, ma proprio per questo rivestono un’importanza eccezionale. Non erano previste le Academy on Tour, delle piccole fiere itineranti, rivolte solo a tecnici e progettisti, in cui il livello del training e l’attenzione rivolta ai partecipanti si eleva a livello ingegneristico così da sviscerare ciò non può essere scritto su un catalogo commerciale.
Non era nemmeno prevista l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale nelle attività sia business che consumer, cosa che ha spinto l’azienda a cavalcare l’onda digitale anziché subirla. La IA di Unimec nasce dall’idea di sbrogliare la complessità del dimensionamento e della configurazione dei martinetti meccanici, spesso un vero labirinto da cui si esce solo se guidati dal filo della conoscenza; facile e quasi obbligata a questo punto la scelta del nome, A.R.I.A.N.N.A., un gioco di parole che rimpalla tra il mito greco e la letteratura di fantascienza (la stessa IA, interrogata, si è definita Automated Research and Intelligence Assistant for Next-gen New Applications), la guida sicura che consente di risolvere con facilità il dimensionamento dei martinetti, un problema a 5 variabili che normalmente si semplifica con grafici e valori parametrici. Inoltre, suggerisce gli accessori in funzione dell’applicazione, redige manuali di installazione in ogni lingua del mondo e crea schemi costruttivi potenzialmente infiniti svolgendone il dimensionamento a potenza. A.R.I.A.N.N.A., opportunamente addestrata dai tecnici Unimec, non ruba il lavoro a nessuno, ma si propone come un aiutante esperto, un tecnico di supporto, una figura competente da interrogare sempre perché sempre a disposizione.
Unimec sta cambiando faccia e lo sta facendo senza creare disservizi per la clientela, con grande professionalità del personale interno e dei partner esterni che stanno costruendo il nostro futuro: riuscire a migliorare le performance di consegna e ridurre l’impatto delle non-conformità mentre l’officina è a soqquadro o in pieno go-live del nuovo gestionale è qualcosa che va oltre le più rosee speranze.
Mancano 6 mesi alla fine dell’anno e si contano 30 obiettivi compiutamente realizzati su 45, in perfetta tabella di marcia. Si sforerà il limite prefissato? Forse sì, ma in Unimec si è imparato che “la strada è la meta”, e che alla fine di un percorso se ne apre sempre uno nuovo, continuamente; per chi ha volontà, curiosità e passione c’è sempre una Route da percorrere, senza fermarsi mai.
