In campo ingegneristico il magnesio e le sue leghe sono un’interessante opportunità, grazie alla bassa densità unita a un buon modulo elastico e a un’elevata resistenza specifica.
Le leghe di magnesio con un peso specifico di 1,75÷1,85 kg/dm3 – 35% più leggero delle leghe di alluminio, 60% più leggero delle leghe di titanio e il 75% più leggero dell’acciaio – rappresentano il metallo strutturale più leggero disponibile in natura.
Nel caso delle leghe magnesio-litio il peso specifico (ps) può scendere a 1,3 kg/dm3. Oltre all’eccezionale leggerezza, le leghe di magnesio hanno ottime caratteristiche meccaniche che permettono di realizzare componenti più rigidi e più resistenti, a parità di peso, e più leggeri a parità di sezione.
La possibilità di ottenere parti prive di angoli di sformatura consente, in alcuni casi, considerata anche l’elevata precisione delle parti pressofuse, di eliminare lavorazioni meccaniche nei getti.
Alcune leghe offrono particolari prestazioni in termini di assorbimento di energia all’impatto ed elevati valori di deformazione plastica prima della rottura.
Elevata capacità di smorzamento delle vibrazioni e schermatura elettromagnetica ampliano la gamma delle applicazioni dove può essere favorevolmente impiegato.
Per quanto riguarda il rapporto peso/resistenza questo è decisamente a favore delle nuove leghe, in particolare la lega di magnesio-alluminio che mostrano una serie di utili proprietà, come, per esempio, la capacità di schermare le radiazioni elettromagnetiche, buona resistenza alla corrosione e all’invecchiamento, eccellente colabilità. Oltre a un riciclo a basso costo.
Caratteristiche delle leghe di magnesio
Il magnesio costituisce il 2,3% in peso della litosfera, entra nella composizione della Dolomite ed è presente nelle acque marine, che hanno un contenuto medio di circa 1,1%: è l’ottavo elemento in ordine di abbondanza nella crosta terrestre.
Di fatto il magnesio si trova facilmente in commercio con purezze che superano il 99,8%, ma, nelle applicazioni industriali, è raramente impiegato allo stato puro a causa delle scarse caratteristiche meccaniche.
Inoltre, quando è in forma pura è altamente infiammabile, soprattutto se in polvere, e brucia con una fiamma bianca dalla luce accecante.
A contatto con l’aria o l’acqua reagisce rapidamente e in maniera esotermica, quindi deve essere maneggiato con cura: lo spegnimento non deve essere fatto con acqua dato che, una volta acceso, se entra in contatto con vapore acqueo reagisce formando idrogeno che, a causa del calore sviluppato dalla reazione stessa, può infiammarsi ed esplodere.
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