Di rado assurgono agli onori delle cronache, tuttavia i basamenti rivestono per le macchine utensili un ruolo importante poiché ne assicurano la stabilità e solidità e pertanto il livello di performance. Contribuiscono alla qualità delle lavorazioni e non a caso sono oggetto di continui studi evolutivi.
Non esiste chiaramente una ricetta adatta a tutti e anzi le metodologie costruttive differiscono a seconda delle esigenze di lavorazione e della tipologia di macchina: quel che è certo è che delle macchine stesse i basamenti rappresentano una parte importante.
Dipendono in larga misura dalle loro caratteristiche le prerogative di solidità e di stabilità e dunque per molti versi le prestazioni dei sistemi e la qualità del prodotto finito.
Anche per questo i produttori vi destinano risorse notevoli in termini d’ingegno oltre che di investimenti: ognuno ha una sua strategia e cerca una sua strada verso l’innovazione, tenendo conto poi degli aspetti della sostenibilità, ergonomia, riduzione dei consumi.
Intramontabile ghisa
«Per quel che riguarda i materiali utilizzati», ha detto il professor Massimiliano Annoni del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano, «la ghisa sferoidale e la ghisa grigia sono fra i più diffusi per la capacità di garantire massa, smorzamento e rigidità e rispondere efficacemente alla frequenza elevata dei mandrini. Le armoniche della forza generata da un’operazione discontinua come la fresatura hanno frequenze elevate, quindi, rischiano di creare vibrazioni se non adeguatamente considerate nella progettazione di una macchina utensile.»
C’entra naturalmente anche il materiale da lavorare e c’entra il livello di precisione che si punta a ottenere. Macchinari e basamenti sono chiamati a gestire le più altre velocità di rotazione dei mandrini tipiche della fresatura di alluminio oppure le più moderate velocità di taglio, quindi le minori velocità di rotazione del mandrino, della lavorazione del titanio mediante utensili in carburo rivestito.
«Con un mandrino particolarmente veloce», ha proseguito il docente e coordinatore del laboratorio PoliMill, «è rapido anche lo spostamento nel piano e a maggior ragione il basamento deve riuscire a smorzare sollecitazioni e vibrazioni meccaniche dovute ai cambi di direzione. Tale è la ragione della preferenza storicamente accordata alla ghisa lamellare o sferoidale: questi materiali vantano proprietà decisamente competitive di smorzamento delle vibrazioni, oltre alla resistenza meccanica della ghisa sferoidale, necessaria per le accelerazioni imposte dalle fresatrici moderne, e alla risposta soddisfacente alle fluttuazioni termiche indotte dall’ambiente esterno e dal processo.»
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