In questo capitolo della rubrica “Diario da Ufficio Tecnico” della rivista Lamiera, ci concentriamo sul fattore portante della progettazione: la scelta corretta della matrice e del punzone. Se ci seguite, saprete che abbiamo già sfiorato questi temi parlando di collisioni o fori vicini alle pieghe.
Finora li abbiamo gestiti come risposte a problemi specifici; oggi entriamo finalmente nella logica tecnica che guida queste decisioni. Nella tabella, scaricabile in fondo all’articolo, troverete questi punti evidenziati in giallo scuro: sono dati vitali sia per chi sviluppa il taglio, sia per chi si ritrova il pezzo in mano in officina.
I piegatori devono poter contare su indicazioni verificate per impostare la macchina correttamente, senza dover improvvisare nulla a bordo pressa.
Cava/matrice da utilizzare
Nel disegno tecnico delle lamiere, la scelta corretta della matrice è cruciale per garantire anzitutto la fattibilità del componente in esame, oltre che la precisione e la qualità del prodotto finale. Uno dei principali criteri per selezionare l’apertura della matrice è lo spessore della lamiera.
Questa scelta si basa su una regola semplice ma efficace (esistono anche varianti più articolate in base al materiale):
- per spessori inferiori o uguali a 6 mm l’apertura della cava deve essere uguale a spessore × 8;
- per spessori superiori a 6 mm l’apertura della cava deve essere uguale a spessore × 10.
Questa regola permette di determinare una dimensione ottimale della matrice per evitare difetti come la deformazione e la rottura della lamiera durante il processo di piegatura. Tuttavia, oltre a questa regola fondamentale, esistono altri fattori che devono essere considerati nella scelta della matrice.
Bordo minimo
Un altro aspetto critico è il bordo minimo, ovvero la quota che intercorre tra l’asse della piega e l’estremità che andrà a battere contro i riscontri della macchina. Attenzione, però: non ci riferiamo soltanto al perimetro esterno della lamiera.
In un ciclo di pieghe sequenziali, una volta eseguito il primo colpo, la battuta non sarà più il bordo fisico del foglio, ma la piega precedente, che diventa il nuovo piano d’appoggio per le operazioni successive.
È fondamentale che questo tratto sia sufficientemente ampio, non solo per garantire la stabilità del pezzo in macchina ed evitare che “scivoli” in cava, ma anche per prevenire crepe o deformazioni antiestetiche vicino al raggio.
