Raffreddare, lubrificare e rimuovere i trucioli. Durante una lavorazione dell’utensile, sono queste le caratteristiche, ormai note, richieste alla lubrorefrigerazione. Perché non pensare a lavorazioni senza uso di lubrorefrigeranti?
Tradizionalmente vengono impiegati emulsioni o oli, in funzione delle lavorazioni, in virtù del fatto che:
- Le emulsioni possiedono eccellenti caratteristiche di trasferimento del calore grazie al loro elevato contenuto di acqua.
- Gli oli puri eccellono quando è richiesto un elevato grado di lubrificazione.
Entrambi garantiscono comunque un trasporto efficiente dei trucioli. Si tratta, appunto, di una storia ormai nota, per quanto le formulazioni di base siano in continua evoluzione, sia per rispondere alle normative, sempre più strette, in termini di salubrità, sia per adeguarsi a nuovi materiali ed esigenze di produzione.
In agguato c’è anche la questione smaltimento degli esausti e recupero del truciolo. Entrambe queste voci hanno una ricaduta economica non indifferente.
Il primo passo
In tempi relativamente recenti si sono così sviluppati studi e applicazioni con focus le lavorazioni a secco. Questa tecnologia sembrava candidarsi come sostituta della storica lavorazione a umido, dato che consentiva interessanti risparmi legati all’acquisto, alla gestione e allo smaltimento dei fluidi da taglio, oltre garantire l’indubbio vantaggio della maggior salubrità dell’ambiente di lavoro.
Non solo: anche la durata dell’utensile sembrava beneficiarne. Anche in questo caso la ricaduta economica poteva essere interessante: minor costo di acquisto e maggior efficienza della lavorazione dell’utensile.
Perché le lavorazioni a secco non hanno soppiantato quelle a umido? Cosa non è andato nel verso sperato? In realtà nulla, solo che la soluzione di compromesso si è dimostrata molto più interessante e applicabile da un punto di vista industriale.
Oggi le lavorazioni a secco, nel vero senso del termine, sono limitate a casi specifici mentre col termine a secco ci si riferisce, in maniera forse leggermente impropria, alla famiglia di lavorazioni MQCL, ovvero Minimum Quantity Cooling Lubrication.
