Tante persone sono poco contente del loro posto di lavoro. Molte altre invece sono talmente orgogliose dell’organizzazione per cui svolgono la propria attività professionale, e del brand di cui fanno parte, da arrivare a elogiarne in ogni occasione gli aspetti maggiormente significativi e peculiari del loro operato. Tra le molte strategie una di quelle che viene maggiormente utilizzata per implementare e promuovere questi e altri aspetti all’interno delle aziende è quella relativa all’Employer Branding.

L’employer branding, in sintesi, rappresenta una specifica strategia di marketing che si occupa di costruire, gestire e implementare la reputazione di un’organizzazione come datore di lavoro. Il termine trova spazio attorno agli anni Novanta del secolo scorso proprio con l’intento di identificare la reputazione che un’organizzazione crea attorno a sé attraverso il datore di lavoro. Oggi viene portata avanti nei confronti di dipendenti, candidati ad assurgere un ruolo all’interno dell’azienda, clienti, fornitori e tutti gli stekeholders.

Una sinergia tra le diverse aree aziendali

Il termine viene spesso associato ad altri simili o integrato in diverse altre strategie, sia di marketing sia di comunicazione. Essa dovrebbe essere messa in atto creando una sinergia continua tra le varie aree aziendali, con particolar riferimento a quella del marketing e delle risorse umane. Pertanto, in definitiva, perché un’organizzazione dovrebbe mettere in pratica una strategia di marketing incentrata sull’employer branding e sulla comunicazione?

I vantaggi sono di sicuro interesse e trovano il loro aspetto apicale proprio nel rendere appetibile l’azienda, intesa come posto di lavoro, da parte dei candidati che ne vorrebbero far parte, ma non solo. Anche se spesso vi sono dei labili confini tra le varie terminologie e strategie, non deve essere confuso come l’internal branding o altro.

Ciò in quanto il tassello maggiormente significativo dell’employer branding deve essere ricercato sia per rendere appetibile il posto di lavoro per gli aspiranti lavoratori desiderosi di prendere parte all’impresa, sia per i dipendenti già in essere. Questo consentirebbe a un’azienda di mantenere risorse utili e creare un valore aggiunto nei confronti dei propri clienti. Perché un lavoratore che si trova bene in un’organizzazione non solamente starà bene lui stesso ma trasferirà la sua positività e propensione al lavoro prendendosi maggiormente cura dei clienti e seguirà con migliore attenzione le loro necessità.

Stefano Vezzelli