L’Intrapreneur, collaboratore con mente imprenditoriale

L’Intrapreneur è quel dipendente dotato della capacità di sviluppare iniziative innovative che possano portare valore aggiunto all’azienda. Non sempre però a chi ha quest’attitudine è concesso lo spazio o gli strumenti per farla emergere: sta al management saper valorizzare al meglio questo potenziale inespresso.

Lavorare come dipendente ma avere un approccio e una mente imprenditoriale all’interno di un’organizzazione. Questo è l’intrapreneurship, un concetto molto à la page in questo momento storico, che è nato, ha avuto la sua origine e prima diffusione negli Stati Uniti tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta del secolo scorso.

In sintesi, la letteratura identifica con intrapreneur il dipendente di un’organizzazione il quale, spinto da una forte motivazione, si mette in gioco svolgendo tutta una serie di attività di carattere prettamente imprenditoriale, portando avanti progetti attraverso una spiccata iniziativa, il più delle volte esponendosi in prima persona, avendo come scopo il progredire e l’interesse dell’azienda.

Le potenzialità

Gran parte della bibliografia a riguardo cita come esempi di intrapreneur quello dello sviluppo del Macintosh a cura di un gruppo di persone motivate da Steve Jobs, oppure quello che ha portato alla creazione del servizio di posta elettronica Gmail all’interno di Google. Due esempi sicuramente emblematici e destinati a fare eco, per la portata divulgativa, in quanto trasversali e di semplice comprensione.

Tuttavia, scavando nei meandri di piccole e grandi aziende, altri modelli che possono essere presi in esame per chiarire il concetto si riescono a trovare senza difficoltà. Ad esempio, chi sviluppa un prodotto ed è in uno stato mentale per portare avanti un progetto. Si lavora, dunque, per obiettivi e non solamente per compiacere il proprio superiore oppure assolvere i compiti che vengono forniti da questo.

 

di Stefano Vezzelli