Concentrazione, pH, viscosità, acidità e pulizia dei circuiti: la gestione del lubrorefrigerante passa anche da controlli semplici e rapidi, che possono essere svolti direttamente in reparto. Un monitoraggio costante permette di prevenire degradi, anomalie di processo, fermi macchina e costi di gestione non necessari.
Il lubrorefrigerante svolge un ruolo strategico nelle lavorazioni meccaniche che prevedono taglio e deformazione dei metalli, quindi in uno scenario di elevata tecnologia. Il buon esito di una lavorazione meccanica in termini di qualità e produttività molto dipende dalla qualità del lubrorefrigerante e dalle sue condizioni durante l’utilizzo.
Il suo impiego, ovvero il modo in cui viene applicato, può essere sostanzialmente di due tipologie
- A perdita – Questa applicazione avviene principalmente in lavorazioni di deformazione plastica a freddo dove il lubrorefrigerante, integrale o in emulsione, viene applicato a nebulizzazione, a spruzzo, a tampone, a getto o manualmente direttamente nella zona di lavoro o sulla lamiera o sul filo e non è presente nessun ricircolo. Pertanto, quello che si applica è quello consumato. Generalmente non sono presenti impianti che ricircolano il fluido lubrorefrigerante.
- A ricircolo – Le lavorazioni per asportazione di truciolo sono lo scenario dove il ciclo applicativo del lubrorefrigerante ne prevede il suo ricircolo; infatti, viene irrorato in notevole quantità nelle zone di lavoro, spesso sotto pressione e pulito mediante appositi sistemi di filtrazione e continuamente rabboccato.
Evacuare il truciolo, lubrificare, raffreddare e tenere pulite le zone di lavoro sono i compiti a lui assegnati per garantire la massima efficienza su linee produttive con macchine utensili ad elevata efficienza dotate di adeguate vasche di contenimento del fluido lubrorefrigerante con importanti sistemi di rilancio e filtrazione.
In questo contesto il lubrorefrigerante in esercizio deve essere monitorato con specifici test chimico-fisici atti a valutarne la sua efficienza nel tempo. Infatti, la carica di lubrorefrigerante ha una “vita” che è determinata da quando viene effettuato il riempimento del sistema fino al momento della sua sostituzione che avviene per inevitabile invecchiamento e degrado irreversibile.
Pertanto, un attento e costante monitoraggio del fluido refrigerante in esercizio con le debite azioni correttive se necessarie, contribuisce in modo determinante ad allungarne la sua vita con conseguenti notevoli risparmi economici di gestione.
Il lubrorefrigerante in esercizio nel suo ciclo di vita è continuamente sottoposto a “stress” causato da agenti inquinanti (sfridi metallici e microsolidi di diversa natura, oli estranei), temperature di esercizio, vasche sottodimensionate e scarsa pulizia dei sistemi di ricircolo.
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